1 punto per l’obiettivo minimo della stagione. E almeno 3 per l’orgoglio

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L’ultima partita in casa va onorata, a prescindere da quelli che sono gli obiettivi stagionali (non) raggiunti e a prescindete dalle mancate motivazioni del gruppo. Insomma, anche se il quarto posto è (quasi) matematicamente perso, anche se la Fiorentina è già con un piede e mezzo in Europa e davanti avrà, invece, una squadra come il Palermo che lotterà col coltello tra i denti perché è ancora in ballo per la lotta salvezza, domenica al Franchi ci si aspetta una vittoria. E possibilmente, anche figlia di una prestazione convincente. Perché la stagione va onorata fino alla fine. Per principio. Per rispetto a tutti quei tifosi che non hanno mai lasciato sola la squadra, anche nei momenti più difficili.

E allora, niente scuse. Non vogliamo sentir dire “Ormai la stagione è finita”. Sì, teoricamente è così, ma non praticamente. Perché la squadra di Paulo Sousa ha ancora due gare da disputare. Due gare contro avversari che cercheranno di farle fare altre brutte figure dopo quelle già archiviate contro Verona, Frosinone, Sampdoria, Empoli, Udinese e Chievo. E due gare dove deve contare più l’orgoglio che il risultato (anche se a dire il vero ai viola manca ancora un punto per la matematica qualificazione alla prossima Europa League). Allora dovrà cercare di non sbagliarle, di non sottovalutarle o snobbarle, anche solo per cercare, in queste due partite, di fare quantomeno gli stessi punti della passata stagione (64). Per farlo servirebbero una vittoria e un pareggio, che sono assolutamente alla portata della squadra viola che, fino ad ora, ha collezionato 17 vittorie, 9 pareggi e 10 sconfitte (a fronte di 18 vittorie, 10 pareggi e 10 sconfitte dell’anno scorso).

Qualcuno dirà che questa Fiorentina è tecnicamente inferiore a quella dell’anno scorso. Bene, ammesso che sia così, non è possibile far finta di niente davanti a quanto successo in questa stagione. Non è possibile soprassedere sul doppio “spettacolo” offerto dalla squadra di Sousa, super protagonista in positivo nel girone d’andata e nettamente in negativo dopo il giro di boa. Insomma, diciamoci la verità, all’inizio del campionato, dopo il ritiro di Moena, tutti avremmo messo la firma per il 5° posto, ma dopo un girone d’andata ai vertici se non addirittura da capolista, non è ammissibile vedere un calo così eclatante. Com’è possibile che la Fiorentina padrona del campo che ha collezionato 38 punti nel girone d’andata, sia riuscita a fare solo 22 punti nelle 17 gare del ritorno? Come se da principessa si fosse ritrovata a perdere “gli scarpini” a mezzanotte e a ritrasformarsi in Cenerentola. E allora quel 5° posto per il quale tutti avrebbero messo la firma nel mese di agosto del 2015, non può che essere diventato col tempo l’obiettivo minimo della stagione viola. Manca un punto e sarà fatta. Ma per favore, nessuno festeggi…

Autore: Michela Lanza – Redazione Fiorentina.it