11 maggio ’69, il trionfo a Torino e la vittoria dello Scudetto. CHIARUGI a FI.IT: “Ho i brividi ancora oggi…”

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I più attenti se ne saranno sicuramente ricordati. Oggi è l’11 maggio, giorno da celebrare nella storia della Fiorentina, che nel 1969 vinse il suo secondo Scudetto. A pochi giorni dalla celebrazione dei sessant’anni del primo titolo, è giusto ricordare anche il secondo (che festeggia oggi 47 anni). Il 2-0 che la Fiorentina impose alla Juventus sul suo campo trasuda di emozioni ancora oggi. Una vittoria firmata Chiarugi e Maraschi, che mandò in estasi i tifosi giunti fino a Torino e tutta la città di Firenze.

Per ricordare quei momenti, e per rendere il giusto merito ai Campioni d’Italia, Fiorentina.it ha intervistato Luciano Chiarugi. Luciano risponde, appena capisce il motivo della telefonata gli scappa un dolce sorriso percepibile anche dall’altra parte del telefono: “Che ricordo bellissimo! E’ tutto scolpito nella mente e nel cuore. Quell’anno abbiamo scritto la storia. Eravamo giovani e nessuno poteva immaginare di arrivare a tanto. Poi siamo andati a vincerlo in casa della Juventus… Ancora oggi a parlarne mi vengono i brividi“. Già, una trama bellissima, degna di una favola con il lieto fine: “Segnai il gol del vantaggio e poi diedi la palla del raddoppio a Maraschi. A quell’assist ci tengo quasi più che al gol. Oggi si celebrano tanto gli assistman ed allora mi voglio prendere qualche merito anche io. Oltretutto in quel periodo si diceva anche che fossi egoista ed in quella situazione dimostrai il contrario zittendo le malelingue. L’azione me la ricordo bene, potevo anche scegliere una soluzione diversa… Ma in quell’anno la coppia Maraschi-Chiarugi funzionò alla grande“.

Uno Scudetto imprevisto, ma meritatissimo sul campo, dove il gruppo fece la differenza: “Il simbolo del tricolore fu proprio il gruppo. Ogni singolo aveva un grande valore, ma senza i compagni nessuno di noi poteva vincere da solo. Fu allestito un mix di gioventù ed esperienza, fondamentale per vincere. Credo che quel titolo abbia fatto piacere a tanti. Ai fiorentini, certo, ma avevamo la simpatia di tutta Italia“. Dal passato al futuro, chi meglio di un Campione d’Italia può dare un consiglio alla Fiorentina: “Bisogna salire l’ultimo gradino, quello decisivo per andare in Champions League e per togliersi grandi soddisfazioni. Da Prandelli a Sousa, le possibilità ci sono state ma è sempre mancato qualche investimento. Mi auguro sia fatto quest’anno“.

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