La Fiorentina sale sull’EuroBernardeschi: gesti così non si insegnano, al massimo si migliorano

di Angelo Giorgetti - Qs La Nazione

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Un tracciante così non è nato per caso, ha qualche parente nella terra dei goniometri e radici nell’esercizio moltiplicato che Bernardeschi dedica ai calci da fermo. Parecchia gente che fa notizia arriva ultimamente da Carrara, è molto occidentale anche il Karma con cui Bernardeschi affila le proprie punizioni: ogni tiro dal limite diventa un problema per i portieri, compreso Karnezis che sabato 11 febbraio non avrebbe intercettato la parabola contro la quale Fofana, togliendogli temporaneamente l’impiccio, ha sventolato il braccio. Rigore, problemi solo rimandati per Karnezis: tiro di Bernardeschi e gol. La Fiorentina
si è costruita in casa un dopo-Ilicic in versione cecchino, perché anche nel tiro in corsa Bernardeschi unisce due doti essenziali (potenza e precisione) combinandole con esplosività naturale.

Gesti così non si insegnano, al massimo si migliorano. Però è da fermo, con quella rincorsa che senza urtare sensibilità e/o innescare querele ricorda la preparazione al tiro di Cristiano Ronaldo – tre passi indietro misurati al centimetro, occhiata inceneritrice alla porta, busto eretto, sassata ultimamente atomica – che la differenza rispetto al passato salta all’occhio: il numero 10 viola non deve più conquistarsi il diritto di calciare, a chi altri lasciare la responsabilità della trasformazione dell’immobillità in percussione chirurgica orizzontale?

Più tempo dedica Bernardeschi alla cura dei particolari e i risultati si vedono. Moltissimo lo stima Sousa, che prima di ogni altro – e nonostante i report non entusiasmanti sul giocatore – ha dimostrato di intravedere potenzialità super in Federico e proprio per questo la decisione di sostituirlo a Monchengladbach ha sorpreso. Più ancora hanno sorpreso le parole di spiegazione, in sala stampa, dopo una partita vittoriosa in Germania: «Bernardeschi aveva già perso troppi palloni, avevo bisogno di un’intensità diversa in quella zona». Il creatore di mire strabilianti preso a sua volta di mira: ma questo è probabilmente il bello del rapporto fra Sousa e Bernardeschi, la stima e la possibilità – quasi la necessità – di parlarsi sempre con chiarezza. Sostituendo il giocatore che gli ha fatto vincere la partita sul campo del Borussia, Sousa ha mandato un messaggio a tutti gli altri: occhio, se non faccio sconti a lui, figuriamoci a voi.

Una statistica racconta che nei primi cinque campionati europei c’è una squadra in testa nella classifica dei gol segnati con tiri da fuori: la Fiorentina, con 19 centri. Strabiliante, considerato che i centrocampisti non sono granché quando mirano la porta da vicino, figuriamoci da lontano. Due reti sono arrivate da cross finiti benissimo (proprio Bernardeschi e Badelj) ma il resto è frutto del lavoro. E in questo Bernardeschi non deve davvero farsi insegnare nulla.

Intanto il 10 viola non poteva festeggiare in miglior modo il ventitreesimo compleanno, in coincidenza con uno dei campioni più amati dello sport, Valentino Rossi. «Sono contento della vittoria contro il Borussia, ho segnato il gol più bello della mia carriera» ha detto a fine gara Bernardeschi, rifuggendo ogni confronto con Roberto Baggio, ma svelando i suoi obiettivi: vestire il 10 anche in Nazionale e, come ha dichiarato in un’ intervista rilasciata a ‘Note’, il settimanale per i viaggiatori delle tratte regionali delle Ferrovie dello Stato, «vincere un Mondiale con la maglia azzurra». Sogni in grande di un talento che quando andava a scuola si esaltava leggendo la frase contenuta nel suo diario di studente, nella pagina del 16 febbraio: «Questo è il giorno dei fenomeni» secondo la definizione data da Valentino Rossi. «Mi ha portato fortuna – ha sottolineato – Mi piacerebbe conoscere Rossi, è un campione che ha portato in alto la bandiera dell’Italia in tutto il mondo». Intanto Bernardeschi si gode l’affetto di Firenze: ieri sui cancelli del centro sportivo alcuni tifosi hanno affisso uno striscione per lui. «Regalo più bello non te lo potevi fare, resta con noi Fede, auguri magico 10». Il ragazzo ha gradito, tanto da portarselo a casa. Elogi anche da Antognoni, neo dirigente e leggenda viola: «La sua rete è stata un’autentica pennellata, si è fatto da solo il regalo di compleanno» ha detto a Violachannel.