126 giorni dopo, la Fiorentina ribussa alla porta dell’Europa con carattere e personalità

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Centoventisei giorni dopo, l’Europa è ancora lì che chiama la Fiorentina. Era il 14 maggio, quando il Siviglia passeggiò su quello che rimaneva di un progetto tattico molto interessante. Era una Fiorentina svuotata, mortificata già all’andata dopo un primo tempo spavaldo e sfortunato. Quel Siviglia, che poi ha trionfato a Varsavia, era oggettivamente più forte della squadra di Montella, orfana di Giuseppe Rossi e con un Gomez lontanissimo parente da quello ammirato in Germania. Tant’è, la Fiorentina salutò l’Europa e la ritrova oggi, dopo una serie di cambiamenti radicali al suo interno. Da Montella a Sousa il passo è stato breve e doloroso, ma non c’è neppure il tempo di guardarsi indietro. Inutile, adesso, ripensare a Salah o Joaquin, piuttosto che a Pizarro o Neto. La Fiorentina bussa alla porta dell’Europa completamente rinnovata. E’ una squadra giovane ed in costruzione e, come ha detto ieri in conferenza stampa Paulo Sousa, serve tempo per trovare l’amalgama giusta nei movimenti di squadra. Il tempo, però, nel calcio corre velocissimo, tanto più che la Fiorentina inizia oggi un ciclo di ferro che la vedrà impegnata ogni tre giorni in campionato ed in Europa.

 

Per questo, tempo per gli esperimenti ce n’è davvero poco. Si va sulle certezze, con un turnover ragionato mirato a gestire le energie ed, allo stesso tempo, a coinvolgere tutti gli elementi della rosa. Ipotizzare la formazione è assolutamente inutile, a meno che non ci si affidi alla logica. Ma spesso, anzi sempre, Sousa ha sorpreso tutti, spiazzando giornalisti ed addetti ai lavori. Il centro sportivo da quest’anno è totalmente blindato. A seguire le sedute possono accedere solo poche e selezionate persone della società. Sousa non vuole che trapeli alcun tipo di notizia. Un po’ quello che auspicava Montella, anche se poi nella sua gestione qualche fuga di notizia c’è stata sempre e comunque.

 

Insomma, le certezze tattiche non ci sono, piuttosto c’è una certezza conclamata a livello di personalità. Mittente Borja Valero, destinatari i tifosi viola e gli avversari. Il messaggio di ieri del leader della Fiorentina è arrivato forte è chiaro a destinazione: questa squadra ha due attributi grossi così. Mancheranno i giocatori da copertina, ma al gruppo interessa il giusto. La consapevolezza di potersela giocare con tutti in Italia ed in Europa c’è, non si ferma solo alle parole di Sousa o dei giocatori. Il gruppo è compatto, i nuovi si sono ambientati molto bene grazie all’aiuto dei veterani. E’ questa l’arma segreta della Fiorentina, da tirare fuori nei momenti difficili. Le famose ‘palle’ ce le hanno in diversi e tante volte la personalità ed il carattere potranno sopperire anche ad una giocata di Joaquin e Salah. Insomma, buon viaggio Fiorentina. Che questo treno europeo ti porti fino a Basilea, teatro dove il prossimo 18 maggio i sogni possono diventare realtà.

Autore: Alessandro Latini (@LatoAle) – Fiorentina.it