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19/07/2004
Riceviamo e volentieri pubblichiamo dagli amici del Viola Club Gruppo Storico U.V.73
Comunicato
Sconcerta, delude e preoccupa la decisione di chiudere la porta in faccia ad Angelo Di Livio.
No, noi non ci stiamo.
Anzi, stiamo dalla parte di Angelo Di Livio.
Stiamo, invero, dalla parte di chi ha onorato e indossato con la fierezza dei migliori la maglia della Fiorentina, scegliendo di scendere in campo non più al Meazza, all’Olimpico o al Delle Alpi, ma nei più sperduti campetti di C2, Gualdo Tadino, Montevarchi, Gubbio, etc….
Dalla parte di un giocatore, anzi un uomo, che, reduce da un Mondiale (anche se non fortunatissimo), ha sposato, è proprio il caso di dirlo, il progetto – facendolo, a scatola chiusa, ben prima che questo si materializzasse - di rinascita concepito dall’amministrazione comunale e poi “ceduto” al nuovo padrone della Società, Mister Tod’s, e che, pur di continuare a vestire la maglia viola a differenza di molti suoi ex colleghi (quelli, cioè, che ogni Dizionario della Lingua Italiana che si rispetti definisce “mercenari”), è stato disposto a firmare un contratto che gli assicurava uno stipendio di almeno dieci volte inferiore di quello di soltanto un anno prima.
Lo ha fatto, oltre ogni ragionevole dubbio, per la maglia, per Firenze e per i fiorentini!
Per noi, veder correre in quei campetti della sperduta provincia italiana quella maglia numero 7, ha significato non dover rinunciare ai nostri sogni, alle nostre speranze alla nostra invincibile voglia di tornare ad essere la Fiorentina.
Ecco che, alla luce di tutto ciò, quantomeno fuori luogo appaiono le dichiarazioni di principio e liquidatorie rese dell’attuale DG Lucchesi.
Affermi piuttosto, il Sig. Lucchesi, i principi di riconoscenza e gratitudine dovuti ad Angelo Di Livio risedendosi, con il nostro capitano, ad un tavolo di trattativa perché, siamo certi, nessuna logica di bilancio (ammesso e non concesso che ciò sia) non può essere riveduta.
Noi stiamo con Angelo Di Livio.
Gruppo Storico Ultras Viola 73
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