A Kiev serve una Viola diversa: in ballo l’ultimo obiettivo stagionale. Ora i tifosi…

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    Montella Europa LeagueAnche a mente un po’ più lucida, resta difficile capire e comprendere fino in fondo quanto successo negli ultimi sei giorni in casa viola. Due sconfitte, due batoste che hanno estromesso da due obiettivi su tre la Fiorentina di Montella. Due 0-3 che pesano come macigni su una stagione che fino a martedì pomeriggio era considerata esaltante. Tutti sapevano del rischio di poter rimanere con un pugno di mosche in mano, quando competi su tre fronti con tutte gare da dentro o fuori. Ma perdere così, quasi senza giocarsela, fa male eccome. Montella ha subito detto di sapere come affrontare i problemi, essenzialmente di testa e di tenuta mentale.

    Il primo confronto è già arrivato ieri, tra le quattro mura del centro sportivo. Niente ritiro, ma fitto colloquio a quattr’occhi. Allenatore, giocatori, staff e dirigenza: tutti a rapporto per capire come uscire insieme da questa situazione. Ci sono dei problemi, e vanno risolti. In fretta. Non si può certo mollare ora, nella fase cruciale di una stagione che può ancora dire qualcosa, forse molto. Alle porte c’è infatti la trasferta di Kiev, in Europa League, nei fatti l’ultimo vero obiettivo rimasto a disposizione della Fiorentina.

    E allora vietato sbagliare: l’imperativo è ritrovare vecchie certezze e convinzione nei propri mezzi che sembrano persi dopo il ko contro la Juve. “Io sono carico, devo riuscire a trasmettere la mia determinazione alla squadra”, ha detto Montella subito dopo Napoli. Facendo anche mea culpa, il tecnico viola, per non aver ricaricato a dovere i suoi dopo la batosta contro i bianconeri. E mettendosi in gioco per primo, per un appuntamento – quello contro la Dinamo Kiev – che diventa davvero fondamentale. Per la stagione viola, ma non solo.
    Perchè arrivare scarichi anche giovedì potrebbe compromettere tanti discorsi fatti finora, sulla personalità e sulla tenuta della squadra viola. E rimettere in discussione anche alcune scelte legate al futuro.

    Serve cambiare, negli uomini ma soprattutto nell’atteggiamento. Valutare la condizione fisica, anche dei giocatori ‘usurati’ nelle ultime tre partite ravvicinate (Salah, Gomez e Borja Valero, ad esempio, hanno giocato tanto e praticamente sempre negli ultimi 270′), ma più che altro ritrovare e trasmettere l’adeguata carica nervosa. “Bisogna capire su chi possiamo contare, senza buttare la croce addosso a nessuno. Ma devo capire chi è in grado di recepire la mia determinazione. Siamo tanti, qualcuno andrà fuori. Ma spero non mi diano vantaggi di questo tipo…”, ha commentato il tecnico viola. Al di là del modulo, dei giocatori bisognerà mettere in campo voglia e determinazione. ‘Ritrovare l’anima’, quella che deve avere chi indossa e difende la maglia viola.

    E qui si viene anche all’umore della piazza, del tifo. Di chi aveva reagito non troppo male al pur umiliante 0-3 casalingo contro la Juve (con tanto di cori e sciarpata martedì scorso al triplice fischio), ma che ora chiede risposte precise a Montella e ai giocatori. Tanta delusione (e focolai sparsi di malumore) in città, che fa da contraltare alle settimane di esaltazione vissute fino a lunedì. Scendere in campo ancora ‘molli’ e svuotati, a Kiev, potrebbe scatenare in parte della tifoseria reazioni molto negative, difficili poi da rimettere a freno.

    La partita dell’anno, insomma, diventa davvero quella di giovedì sera in terra ucraina. ‘Solo’ gara di andata dei Quarti di Europa League, ma il bisogno di ritrovarsi, e di tornare a casa con un risultato positivo, spinge la Fiorentina a dare subito un segnale forte ed inequivocabile.
    Per non rischiare di buttare davvero all’aria una stagione intera (e forse anche di più) nel giro di una settimana.