A San Siro tra tradizioni, ex delusi e un Borja superstar… (VIDEO)

    0



    Esultanza gol Borja Valero a Milano San Siro vs MilanTre vittorie ed un pareggio. Questo il bilancio nel San Siro rossonero per la Fiorentina negli ultimi quattro incroci con il Milan. E se ci aggiungi le due vittorie nel San Siro nerazzurro, nelle ultime due trasferte contro l’Inter, ecco che tutto assume il valore di una tradizione. Tradizione da rispettare, questa sera, per ripartire subito dopo il ko interno contro la Lazio. Cabala e portafortuna, per una Fiorentina che viene da una settimana delicata tra delusione per il risultato di sabato scorso, mini-contestazione mal digerita dai Della Valle e un mercato che ancora non ha portato a Sousa neanche un acquisto. Sarà comunque una gara difficile ed insidiosa, perché per storia andare a battere il Milan non è mai facile.

    Ma se lo scorso anno Milan-Fiorentina finì 1-1, con Ilicic a pareggiare De Jong (nella partenza a rilento dei viola), due stagioni fa, ed era il 2 novembre 2013, finì così:

    A novembre 2012, invece, finì così:

    Due accoglienze calorosissime dei tifosi dopo due colpacci, 0-2 e 1-3, nella Milano rossonera. Doppia vittoria che fece tris con l’aprile 2012, quando arrivò a sorpresa l’1-2 nel finale per la squadra allenata da Delio Rossi.

    La speranza, insomma, è che il risultato sia lo stesso anche questa sera. Difficile prevedere, anche in caso di vittoria, una tale presenza di tifosi alla stazione per accogliere i giocatori, visto il blasone ed il livello tecnico in declino del Milan di Mihajlovic. In ogni caso, rispettare questa tradizione è ciò che cerca Sousa con la sua squadra. E soprattutto quello che dovrebbe essere il capitano di questa sera: Borja Valero. Due gol in tre partite a Milano contro il Milan per Borja Valero, con i rossoneri che sono la seconda vittima preferita in carriera per lo spagnolo (dopo il Verona, al quale Borja ha segnato 3 reti).

    Dici Milan, poi, e ti vengono in mente quegli ex viola emigrati in rossonero per trovare l’apice calcistico, e che invece hanno raccolto molta, moltissima cenere. Primo su tutti Riccardo Montolivo. “Vedo Nocerino giocare al Camp Nou, non capisco perché non posso giocarci anche io”, disse a suo tempo l’allora capitano viola. Nel luglio 2012 il passaggio al Milan (“Sono qui per vincere”), ma con zero trofei alzati. A proposito, poi Montolivo ci ha giocato davvero al Camp Nou, rimediando però uno 0-4 ed un 1-3 contro il Barcellona. Negli ultimi mesi molte divergenze con i tifosi, per il centrocampista diventato anche capitano dei rossoneri. Fischi e cori di disapprovazione, per una curva milanista che non lascia correre il gioco spesso rallentato di Montolivo.
    Montolivo che al Milan ha ritrovato Sinisa Mihajlovic, che a Firenze ebbe anche la ‘sfortuna’ di vivere il periodo più difficile della gestione Della Valle in Serie A, ovvero quello del post-Prandelli. Ma poche tracce positive lasciate in viola da Sinisa, così come nei primi mesi in un Milan che, obiettivamente, ha anche molti problemi extra-tecnici. Infine Alessio Cerci, fuori dai convocati anche per la partita con la Fiorentina. Tornato in rossonero dopo la difficile parentesi all’Atletico Madrid, ora il Milan sta cercando di ‘sbolognarlo’ al Genoa per sbloccare il mercato in entrata.

    Tradizione ed ex delusi: poche ore a Milan-Fiorentina