Addio 3° posto, ora resta (davvero) solo l’Europa. Fallisce la Viola-2. E i fischi…

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    Aveva chiesto l’1-0, alla vigilia, Vincenzo Montella alla sua Fiorentina. Ed invece lo scherzetto l’ha fatto il Verona, al Franchi, con il minimo scarto. Il gol nel finale del 31enne Obbadi – primo centro in Italia, per la serie ‘si sbloccano tutti contro la Fiorentina’ – consegna ai viola la terza sconfitta nelle ultime quattro partite. Un bilancio, negli ultimi quattordici giorni, di un gol fatto e ben otto subiti. Troppi, per una squadra che doveva trovarsi adesso nel momento cruciale della stagione, al clou sui tre fronti.

    E se qualcuno alla vigilia aveva ancora velleità di ‘remuntada verso il terzo posto – come ad esempio Montella -, la sconfitta contro Toni & co. ha spento ogni sogno di Champions. Piazzamento nei primi tre ampiamente compromesso già dal ko con il Napoli, ora l’inseguimento è più che proibitivo, anche puntando sul calendario più agevole da qui alla fine. In un turno in cui avevano rallentato Lazio e Roma, si è invece scivolati al sesto posto. Ora il vero obiettivo in campionato è arrivare davanti alla Sampdoria, per evitare i preliminari di Europa League. Poteva essere la partita del riscatto, la svolta in campionato come fu un girone fa, contro il Verona. Ma così non è stato, con Montella che ci ha messo molto del suo. Maxi-turnover, otto cambi rispetto a Kiev e tanta confusione, soprattutto negli affollatissimi 30 metri gialloblu. Gioco lento, occasioni ed episodi non capitalizzati (su tutti il rigore fallito da Diamanti). E poi i tre contropiedi di fila nel finale che certificano ancora una volta le lacune della squadra sulle ripartenze avversarie.
    Fallisce, insomma, la Fiorentina-2, con le risposte delle seconde linee che non sono praticamente arrivate. E con una parte del tifo viola che ha riservato anche alcuni fischi a giocatori e tecnico. “Siamo un po’ amareggiati – ha commentato Pasqual – anche se in realtà sentiamo i tifosi vicini”. “Chi paga il biglietto ha il diritto di applaudire o fischiare – ha invece detto Montella – anche se, per esperienza, chi ha fischiato credo che avesse il biglietto omaggiato, non pagato: succede di solito così. La Fiesole, però, la sento in realtà molto vicina. Gli altri settori molto meno…”.

    Tra chi fischia e chi canta, anche al 90′ di una partita persa così, fra tre giorni sarà di nuovo il Franchi il teatro dei sogni viola. Con l’Hellas ambizioni (o velleità) infrante, mentre giovedì contro la Dinamo ci sarà in ballo l’ultimo vero obiettivo stagionale. La conquista di una coppa, con l’accesso contemporaneo alla prossima Champions League. Le scelte di Montella per il Verona, di fatto, andavano proprio in questa direzione: giovedì in campo i migliori, per un appuntamento da dentro o fuori. E assolutamente da non fallire. Troppo importante arrivare in semifinale europea, per dare un senso ad una stagione compromessa nel giro di due settimane. Si ripartirà dall’1-1 di Kiev, ma sarà vietato fare calcoli. E soprattutto servirà la Vera Fiorentina, non tanto nei nomi dei giocatori, quanto nell’atteggiamento e nello spirito. Quella che ha espugnato lo Juventus Stadium, quella che ha strapazzato la Roma all’Olimpico, quella che ha dato lezione al Tottenham a Firenze.
    Con la Dinamo c’è in ballo tutta una stagione. E forse anche di più.