Addio a Pecos Bill. Amante dei fumetti, generoso anticipatore del calcio più moderno

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    virgiliSE N’È andato anche Pecos Bill, il centravanti del primo scudetto viola che giocava nel futuro con il suo calcio tutto foga e intensità: un generoso anticipatore del football più moderno era Giuseppe Virgili, che ebbe la ventura di trovarsi accanto tipi svelti e magnifici, Julinho e Montuori, capaci di entrare maestosamente in area e nella storia viola. Pecos Bill _ lo chiamarono così perché leggeva fumetti western, impossibile poi togliersi quel soprannome _ aveva meno tecnica ma correva sempre, su tutti i palloni. Teneva occupati più difensori, era in un certo senso l’operaio avanzato della squadra. «Nel calcio di oggi _ disse a ’La Nazione’ anni dopo _ mi troverei ancora meglio, perché in campo ci sono più grinta e agonismo». Virgili arrivò a Firenze da Udine, aveva 19 anni e fece notizia il suo trasferimento (cento milioni nel 1954, quasi un record). Vinse lo scudetto dopo un anno segnando 21 reti. Meno raffinato di altri compagni, entrò nei cuori per la sua determinazione. Tre anni fa Virgili è stato ammesso nella Hall of Fame del club viola (101 presenze, 55 gol), ieri sera se n’è andato a 81 anni dopo una lunga malattia. «Non avevo paura di nessuno», raccontò in un’intervista.