Adiós Suarez: il ‘mediano per Montella’, non per Sousa. Rapporto mai decollato

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    Mario Suarez“Finalmente è arrivato il mediano cercato per tre anni”. Tutti ne erano convinti, all’interno della Fiorentina ma anche tra critica e tifosi, quando a fine luglio sbarcava a Firenze Mario Suarez Mata. Del resto il curriculum parlava chiaro: 186 partite con l’Atletico Madrid, un campionato, una coppa di Spagna, una Supercoppa, un’Europa League e due Supercoppe Uefa vinti. Salutato dai colchoneros con cerimonia spettacolare con tanto di palco speciale, allestito solo per lui, con la presenza delle alte cariche societarie.

    Tutti ne erano convinti, di quello che fu definito il miglior acquisto della campagna estiva viola. Tutti, tranne, forse, Paulo Sousa. Il portoghese da subito provò a lavorare sul mediano spagnolo, che però in campo mise, fin dalle prime apparizioni, forza e grinta, ma poca qualità. Tanto da essere scavalcato subito dal giovane Vecino nelle gerarchie di Sousa. Frenato, già alla prima giornata di campionato, da un intoppo burocratico, con una possibile squalifica da scontare in Spagna che ballava sul suo debutto contro il Milan. Ma Sousa aveva già deciso: contro i rossoneri dentro Borja Valero mediano, insieme a Badelj. E poi Vecino in quel ruolo, nelle gare successive.

    Era solo il preludio di sei mesi incolori, calcisticamente parlando, per Suarez a Firenze. Arrivato sulle rive dell’Arno per ritrovare anche la Nazionale in vista dell’Europeo, sulle sponde di Ponte Vecchio ha trovato ‘solo’, praticamente, gioie amorose: come il sì della bella compagna Malena Costa, futura sposa, e la notizia della prossima nascita di un figlio. Non poco, in effetti.

    Sul campo, però, poca roba per Suarez. Ed un rapporto con Sousa in fin dei conti mai decollato. Già a metà ottobre le prime voci di una possibile cessione a gennaio, cosa ormai prossima. Con il Carpi le prime tensioni con Sousa a cielo aperto. In campo, Suarez ‘passeggiava’ mentre i compagni uscivano ‘con la lingua di fuori’ per portare a casa uno striminzito ma importantissimo 1-0 da Modena. “Da un giocatore dalla sua esperienza mi aspetto di più, anche perché oggi giocava in un ruolo importantissimo”, disse Sousa ai microfoni post-partita, dopo che sul campo aveva avuto un battibecco molto acceso con il suo centrocampista.

    Tappa di passaggio di quanto poi doveva avvenire. Con Sousa che intanto buttò lì una battuta: “L’uomo mercato è stato Savic non Mario”. Già, nei fatti l’apporto di Suarez alla Fiorentina è stato piuttosto scarso: 13 presenze totali, 9 in campionato e 4 in Europa League. Solo 8 da titolare, su 25 partite giocate dalla Fiorentina. Per un globale di 706′.
    Numeri ma anche prestazioni, che alla luce anche delle carenze difensive della Fiorentina raccontano di uno scambio con l’Atletico che, se non fosse per quei circa 15 milioni di euro in favore viola, si è rivelato più che impari.

    Numeri che raccontano anche come negli ultimi due mesi, ovvero dalla gara contro l’Empoli (in cui Suarez fu sostituito a fine primo tempo da Sousa), il centrocampista abbia giocato appena tre volte, con 87′ disputati (sulle 10 partite a disposizione). Con Suarez che ha dunque chiesto a gran voce la cessione. Negli ultimi giorni, spifferi di spogliatoio raccontano di un rapporto deteriorato con Sousa, con addirittura parole grosse volate tra i due. Con la società ‘costretta’ a separare Suarez dal gruppo viola, con lo spagnolo che da venerdì si è allenato a parte rispetto ai compagni (addirittura in orari diversi: se il gruppo si allenava la mattina, Suarez era convocato al centro sportivo il pomeriggio, e viceversa).
    Il tutto ha portato dunque al passaggio al Watford: oggi visite mediche e firma, per la nuova avventura dell’ex colchonero. Il ‘mediano ideale’ che doveva essere, ma non è stato. Sousa cercava di più. Adiós, Mario.