Ag. Roncaglia a Fi.it: “Vuole riprendersi Firenze, ma in caso di offerta importante..”

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In principio era Facundo. Il guerriero viola arrivato a costo zero dal Boca nel luglio 2012, capace di trasformarsi in mito oggetto di un libro interamente dedicatogli dai tifosi da lì a pochi mesi. Primo colpo della rinnovata Fiorentina, la scintilla tra l’argentino nato a Chajarì e la città è stata immediata, complice la somiglianza con un ex di lusso quale Daniel Passarella ma soprattutto un inizio di stagione più che prestigioso. Tutto questo era El Torito, esattamente dodici mesi fa. Dicembre 2012-dicembre 2013, storia di una parabola discendente iniziata nel fatidico giorno della sconfitta interna contro il Pescara, nella seconda parte della scorsa stagione, fino a divenire candidato praticamente fisso ad un posto riservato in panchina. Nonostante l’offerta da 7 milioni di euro giunta dal Rubin Kazan e rifiutata dalla Fiorentina, le voci relative al suo futuro non si sono mai placate. Considerato oramai tutt’altro che incedibile. La pista Firenze-San Pietroburgo, in particolare, resta una delle più calde anche in vista del mercato invernale, con il tecnico dello Zenit, Luciano Spalletti, che non ha mai nascosto l’interesse per il giocatore, facendolo visionare da vicino anche di recente. Se da un lato il difensore sarebbe disposto ad accettare soltanto una destinazione importante, importante è anche la cifra che la Fiorentina chiede per lasciarlo partire (circa 10mln di euro).

Nei prossimi giorni intanto l’agente Claudio Curti sarà a Firenze per parlare con il club viola della situazione del giocatore e valutare eventualmente se vi siano le condizioni per una sua possibile cessione a gennaio. “La priorità per Facundo, tuttavia – ha confermato il procuratore dell’argentino a Fiorentina.it – resta la Fiorentina. Cercare di dare il massimo per la squadra che per prima ha creduto in lui“. Un tempo titolare inamovibile nel 3-5-2 di Montella, quattro sono state le gare disputate in campionato nella stagione corrente (per un totale di 342′ in campo) alle quali si aggiungono le sei presenze (466′) in Europa League: “Montella è un allenatore capace e intelligente, almeno per quello che ha dimostrato fino ad oggi. Sicuramente vuole solo ciò che considera meglio per la squadra, non lo vede ancora al 100% e starà aspettando il pieno recupero di Facundo per poterlo reinserire tra i titolari. Sono sicuro che riuscirà a riconquistare un posto fisso dal 1′ prima o poi. So che non è facile per la mancanza di continuità ma ha la giusta personalità e il carattere necessario per superare questo momento“.

Con i Mondiali in Brasile alle porte, però, lo scarso utilizzo da parte di Montella rischia di costare caro a Roncaglia anche in ottica Nazionale, dopo la prima convocazione arrivata dal Ct Alejandro Sabella, che avrebbe auspicato addirittura un suo ritorno in Argentina. Ecco perché, per trovare maggiore spazio, il giocatore potrebbe accettare anche di partire. A patto di lasciare Firenze soltanto davanti ad un’offerta, se non irrinunciabile, quasi: “Credo che Facundo possa accettare un’altra destinazione solo se arrivasse un’offerta davvero importante dal punto di vista della sua crescita sportiva, e solo in caso il club viola fosse d’accordo. Per adesso, tuttavia, è concentrato solo sull’obiettivo di riuscire a raggiungere nuovamente il livello eccezionale dimostrato i primi sei mesi a Firenze, con la speranza di una chiamata per la Coppa del Mondo“.

La priorità e la sfida più grande di Facundo resta quindi quella di riconquistare quel popolo gigliato che al suo arrivo lo ha immediatamente eletto a idolo per quella sua cattiveria mostrata sul campo, a incarnare la fame di chi vuole riprendersi tutto dopo due stagioni di niente. Il primo traguardo, tornare tra le grandi, la Fiorentina lo ha già raggiunto ma per il prosieguo della storia il difensore gigliato pretende di poter dare il proprio contributo: “Nel 2013 la squadra avrebbe potuto fare ancora meglio – conclude Curti – la Fiorentina ha ottimi giocatori, grande personalità e uno stile di gioco unico. Sicuramente nella seconda parte di campionato con la mentalità da vincente che la caratterizza cercherà di alzare ancora l’asticella, continuando la propria crescita anche dal punto di vista dei risultati e degli obiettivi da raggiungere“. Insieme, spera Roncaglia, poco propenso però a collezionare ancora panchine su panchine.

Autore: Cristina Botteri (@christyfi) – Redazione Fiorentina.it

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