Al via a Milano assemblea Lega Serie A su diritti tv e governance

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Ha preso il via l’assemblea della Lega Serie A, convocata per discutere fra l’altro del bando per i diritti tv internazionali del campionato per il triennio 2018-21, e della riforma della governance. Rinviata il 14 luglio per l’annunciata assenza di nove società, la riunione è iniziata (manca solo il Napoli) poco dopo le 13, guidata dal commissario straordinario, Carlo Tavecchio, che dovrebbe tentare una mediazione sulla governance, tema che da tempo divide i club. Al termine dell’assemblea i dirigenti si trasferiranno nella sede di Sky dove alle 19 si svolgerà il sorteggio del calendario del prossimo campionato.

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Odio Milano
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Odio Milano

Il mio nick è self-explanatory.

Canterbury
Tifoso
Canterbury

Le solite comiche che non cambieranno niente. Ripartizione dei diritti tv prettamente politica, fenomeno tutto italiano.

VecchioFrank
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VecchioFrank

I veri nodi da affrontare sono sostanzialmente due: la ripartizione dei diritti, e la riforma del campionato; nel primo caso sono contrarie le grandi, nel secondo le piccole.
La cosa giusta da fare sarebbe dividere i proventi al 50% in parti uguali per tutte le Società, e al 50% in base al piazzamento dell’anno o degli anni passati (non oltre 3).
Quanto alla riforma, è necessario tornare ad un campionato a 18 (meglio ancora a 16); tornei a 20 dove le squadre già salve smettono di giocare a gennaio sono inammissibili.
Purtroppo nessuna di queste due ipotesi si avvererà, quantomeno nell’immediato.

Bagnolesi Giovanni
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Bagnolesi Giovanni

DIVIDERE in parti uguali. Tutte hanno diritto ad avere la stessa cifra senza distinzione di punti tifoseria e quant’altro. Dov’è la democrazia? Questa si chiama oligarchia.

Consiglio viola
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Consiglio viola

Aspetta e spera….

Potrillo Madridde
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Potrillo Madridde

sono masochista ed ho letto la biografia di Tavecchio …. e’ solo la conferma che il calcio e’ malato

Leo Viola
Ospite
Leo Viola

Le sorelle (che ora non si sa nemmeno quanto siano 7-6-5) non ripartiranno mai i diritti in modo equo ma solo esclusivamente a pro loro.
Invece dovrebbe esserci più meritocrazia in base al piazzamento dei vari campionati altrimenti le piccole/medie società anche se fanno bene non avranno mai benefici per colmare anche se minimamente il gap con le cosiddette grandi.

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