Albertini: “Chi blocca le seconde squadre non ha interesse per la crescita del calcio italiano”

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    albertiniParla così Demetrio Albertini, dirigente federale che perse il testa a testa con Tavecchio per la Presidenza Figc a Tuttosport:  Seconde squadre in Lega Pro proposte da Gravina? “Prima degli Anni 90, della legge Bosman e della libera circolazione all’interno della Ue, gli stranieri erano “solo” tre. I giocatori crescevano gradino per gradino e si comprava all’interno di questo mercato valorizzando i nostri giovani. Qualcuno, in Lega Pro, potrebbe temere la “colonizzazione” da parte dei grandi club proprietari delle seconde squadre…   «Ma è esattamente l’opposto! Con le seconde squadre, la Lega Pro diventerebbe l’università del calcio e, in più, i club “esterni” non avrebbero diritto di voto. Cosa che, invece, hanno i presidenti in regime di multiproprietà. Nel nostro campionato si arriva al traguardo delle 100 partite con 26 anni e negli altri due anni prima. Non sembra esserci un solo motivo per non farle… «Usciamo dall’equivoco: chi blocca le seconde squadre non ha interesse per la crescita del calcio italiano e del mercato interno. Così come ora, la B e La Lega Pro sono solo il ripiego per gli esuberi. Senza dimenticare che le seconde squadre suscitano interesse e creano identità: ricordo l’entusiasmo per la Primavera del Torino nella Youth League; a Barcellona è uno dei cardini della elezione presidenziale, soprattutto ora che il Barcellona B è retrocesso in serie C! Sì, io sono favorevole al loro coinvolgimento nella classifica, ma su questo si può discutere: in Spagna “fanno classifica” e in Germania no».