Alla ricerca della propria dimensione. Tra il post E.L. con uno sguardo su San Siro

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Con l’eurogol di Bernardeschi al Borussia Park le percentuali sul passaggio del turno agli ottavi di Europa League si sono invertite. Adesso è la Fiorentina ad esser favorita sui tedeschi. Con un bel chi se ne frega se la squadra di Sousa ha giocato peggio, se è stata spesso in balia degli avversari, e se ha rischiato grosso in più di un’occasione. Un po’ di fattore C ogni tanto è ben accetto. Anche se una cosa è certa: al Franchi giovedì prossimo servirà un’altra Fiorentina. Perché la sorte come a volte dà, a volte toglie. E questo Borussia ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per poter dire la sua al Franchi. Dalla Renania alla Lombardia, con il medesimo interrogativo: quanta strada potrà fare questa Fiorentina? In Europa così come in Italia il dubbio su quanto valga davvero la squadra di Sousa rimane, e non ha ancora trovato risposte. E’ quella vista contro la Juventus? Quella contro il Napoli a Firenze? O quella di Roma?

Continua a cercare la propria dimensione, insomma, la Fiorentina. Ed ogni riferimento non è puramente casuale visto che di fronte i viola si troveranno Vincenzo Montella. Lui che da tecnico viola ha centrato tre quarti posti di fila, una semifinale di Coppa Italia, una semifinale di E.L. ed una finale di Coppa Italia, tutte purtroppo terminate con esito negativo. Celebre lo sfogo post Fiorentina-Siviglia, “i tifosi che hanno fischiato e preso in giro i propri giocatori forse non hanno ben chiara quale sia la dimensione della Fiorentina”, disse l’aeroplanino. Ed il dibattito è ancora vivo.

Difficile pensare di poter vincere l’Europa League. Difficile pensare di poter arrivare chissà dove in campionato. Perché l’altalena a cui ha abituato questa Fiorentina è fin troppo evidente. Ma la compattezza mostrata contro Udinese e Borussia, con una difesa rimasta un po’ per meriti ed un po’ anche per demeriti avversari e fortuna, ed una forte iniezione di fiducia e consapevolezza delle proprie potenzialità potrebbero aprire scenari impensabili dopo lo 0-4 dell’Olimpico. Proprio come accadde all’ultima Fiorentina di Montella che sfiorò il ‘triplete’ abbattendo giganti che apparivano invincibili.

La gara d’andata in Europa League ha dimostrato che la Fiorentina tra le migliori d’Europa, seppur quella minore, ha tutte le carte in regola per starci. San Siro dirà se questa squadra può ambire ancora a qualcosa di importante in Serie A. Uscire con una sconfitta a Milano vorrebbe dire praticamente addio a sogni di gloria. Indipendentemente dal fatto che si veda una qualificazione in E.L. come un traguardo importante o meno. Dopo la gara col Milan, insomma, la Fiorentina capirà a quale dimensione potrebbe appartenere. O per lo meno quale possa inseguire.

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Graz
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Ma Hagi non doveva essere un fenomeno? Dopo Chiesa, chi sarà il prossimo a venire in prima squadra? Poi in difesa, non c’è nessuno con le qualità per venire a giocare con i grandi?

Biancorossoviola
Tifoso
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C’è. È Scalera. Te lo dico da Bari dove ha giocato fino al mese scorso. È un difensore di fascia molto dinamico che può giocare indifferentemente sia a destra che a sinistra. È costantemente convocato in nazionale dove sta facendo tutta la trafila delle selezioni giovanili. Per me già adesso è migliore del nulla che abbiamo a sinistra (Milic e Olivera) e mi auguro ogni giorno che Sousa se ne possa accorgere.

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