All’inseguimento del piccolo sogno nella partita delle seconde linee

Di Benedetto Ferrara - La Repubblica Firenze

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Pegaso Newsport

Come riporta la Repubblica Firenze, molto cuore, molti errori e molto Pandev, che con una entrata a piedi uniti si becca un rosso e rimette in moto una Fiorentina che si stava perdendo e non si sa perché. E invece benedetto Goran, che a trentacinque anni commette una stupidità che nemmeno un ragazzino bizzoso.

E bravissima la Fiorentina a riprendere la partita in mano ( finisce 2- 3) mettendoci tutta l’anima dentro e ribaltando la storia per tenersi in corsa per l’obiettivo Europa low cost, quello che tre mesi fa sembrava pura utopia. Il tutto dentro una sfida dai freni inibitori in eccesso, almeno per un tempo. Poi tutto si è slabbrato, le difese si sono scomposte all’improvviso e tutto è tornato in gioco, perfino un po’ di divertimento, senza esagerare, sia mai. In più il tifoso viola generoso ha ottenuto una felicità doppia: Pepito che segna, la Fiorentina che vince. Sì, ci stava anche quello, perché rivedere il ragazzo col quarantanove all’ennesimo tentativo di rinascita è sempre una piccola emozione. Ballardini lo ha lanciato titolare e lui ha sofferto nella solitudine dell’attacco e in una brillantezza che è soltanto un lontano ricordo. Però poi il gol della Fiorentina ha costretto il suo allenatore a reinventare una squadra che avesse senso.

Così Pepito ha trovato il gol, prima del raddoppio di Lapadula ( altro risorto per l’occasione) e dell’entrata killer di Pandev su Gaspar, con la Fiorentina in superiorità numerica che ha ripreso coraggio, e forse l’esperienza fatta con il Napoli, in questo senso, è stata un buon catalizzatore. La sensazione è che questa squadra insegua il suo piccolo sogno facendo forza su quella straordinaria unità esplosa nei giorni più drammatici. La compattezza del gruppo potenzia il motore, mettendo in risalto i pregi della squadra e mimetizzando un po’ i suoi difetti, quelli ormai sotto gli occhi di tutti. Ma su questo la società sta già lavorando, tra l’altro aiutata dagli eventi, perché Pioli è furbo e se Eysseric segna il suo valore riprende un po’ colore in attesa di possibili acquirenti.

Perchè questa è stata la partita delle seconde linee. Gioca benino Gaspar, che nel primo tempo soffre un po’ (giusto un po’) Lazovic ma poi cresce fino a costringere Pandev a un fallo killer. Benissimo Dabo, che entra per Badelj e prima colpisce un palo e poi segna la rete che vale tre punti. Segna anche Eysseric, che continua ad avere scatto e movimenti da fenomeno di calcetto, ma tra errori comici e una rete che conta, regala in ogni caso il suo contributo alla Fiorentina. Delude invece Saponara, che ancora una volta non trova il passo e le idee perdendosi spesso tra le linee, cioè in quel mare che dovrebbe essere suo ma che lui non riesce a dominare.

Ma al di là della prestazione dei singoli ciò che conta è aver cavalcato l’onda cresciuta domenica scorsa, quando la vittoria contro il Napoli ha chiuso la storia sullo scudetto. Insomma, le battute d’arresto con la Lazio e il Sassuolo sono dimenticate e forse facevano parte di quel percorso di rinascita. Ma la verità è che questa Fiorentina è una storia talmente particolare da meritare forse un piccolo romanzo. Basta pensare ai cori a fine partita nello spogliatoio: « Un capitano, c’è solo un capitano » . Basta questo, senza aggiungere altro.

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onsag
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onsag

Fa sempre piacere leggere un articolo scritto con criterio ed equilibrio. E’ vero, stiamo assistendo ad una bella favola, ma non per questo si deve perdere la giusta prospettiva delle cose. Ci sono giocatori che ieri hanno fornito delle prestazioni imbarazzanti ed invece sono stati valutati da tutti, tranne che da Ferrara, con la pancia invece che con la testa. Devo sperare che i nostri dirigenti usino la testa quando decideranno, se non lo hanno già fatto, chi resta e chi parte. Alla luce di un intero campionato mi pare che la lista dei partenti sia chiara, quanto quella di… Leggi altro »

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