Altra vittoria prestigiosa, altre conferme. Gilberto bella sorpresa, Suarez leader

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E’ solo calcio d’agosto, ma dopo il primo indizio arriva la conferma: la Fiorentina di Sousa c’è e si vede. Dopo il Barcellona anche il Chelsea si piega di fronte ai viola, nel giro di quattro giorni. E poco importa se nella serata di Stamford Bridge i Blues partono con quasi tutte riserve con Mourinho che poi glissa con un “era solo un allenamento”, perché nel finale la partita è stata vera e come, con tutti i big londinesi schierati nell’ultima mezz’ora. Il modello-Sousa ha una propria fisionomia, e in una tourneé contro squadre di primissimo livello e sicuramente più rodate, con mille incognite, con il rischio serio di prendere imbarcate anche pesanti, la squadra ha convinto. Non si è mai scomposta, mai sfilacciata. Sempre ribattuto colpo su colpo. E questo va oltre i risultati in sé.

Vittoria che dà morale, prestigio, e convinzioni: la strada è sempre più quella giusta, anche se non c’è (ovviamente) da sedersi sugli allori. Il mercato deve andare avanti, i 2-3 colpi dovranno essere di livello e inseriti al meglio nello scacchiere di Sousa. Lo stesso tecnico ha tenuto i toni bassi, ma il lavoro che è stato fatto fin da Moena si sta vedendo sempre più. Personalità e idee di gioco, doti che la Fiorentina ha dimostrato di avere anche contro le migliori squadre d’Europa. La International Champions Cup dei viola si chiude con 5 gol fatti e 5 subiti (solo uno contro Benfica, Barcellona e Chelsea): bel bottino.

Da Londra Sousa si porta dunque via certezze e sorprese. Di squadra, come detto. Il fatto di non calare mai di tensione, di stare sempre ‘sul pezzo, di non cedere di un centimetro anche quando l’onda Blues si faceva più pressante. Ma anche nei singoli. Gonzalo sempre più leader, così come Suarez che in meno di due settimane si è preso le chiavi del centrocampo. Muscoli, grinta ma anche intelligenza e qualità, l’ex Atletico Madrid sta portando la propria mentalità vincente al servizio della Fiorentina. Conferme anche da Matias Vecino, uno che ha dimostrato anche contro i Blues che ci può stare e come nei due di centrocampo, tra forza, corsa e buone giocate. Così come Borja Valero, riprovato ancora davanti alla difesa.

Le sorprese vengono innanzitutto dall’ultimo arrivato, Gilberto. Qualcuno con lo scetticismo post-Octavio l’aveva già etichettato come ‘meteora‘, ma i dirigenti viola sembrano aver pescato bene. “Gilberto ci sarà utile quando si sarà integrato nei nostri schemi, è con noi da soli due giorni”, ha commentato Sousa. Il portoghese ha richiamato spesso il brasiliano, come inevitabile, per spiegargli sul campo i principi viola. Ma personalità, spavalderia e qualità non mancano certo all’ex Botafogo, che ha fatto ammattire i Blues nel primo tempo prendendosi anche un paio di calcioni niente male. Buona la prima, insomma. E poi Mati Fernandez, alla prima con Paulo Sousa. Proposto nel suo vecchio ruolo: trequartista, nei tre dietro all’unica punta. E il cileno non delude: spacca il centrocampo di Mourinho in più di un’occasione, arriva al tiro ed offre giocate di qualità. Una ritrovata certezza per la Fiorentina, dopo che Montella lo aveva portato nei tre di centrocampo nel corso del suo triennio.

Infine il mercato. Cognigni ha ribadito: “Faremo una squadra competitiva, le idee sono chiare”. La prima e più concreta porta a Fabio Borini, come confermato dal presidente viola. “Uno dei profili seguiti”, ma anche il più caldo. Si proverà a chiudere, ma senz’altro è quello l’identikit richiesto da Paulo Sousa. Giocatore pronto al sacrificio, che possa fare l’esterno offensivo ma anche la prima punta. Poi si tornerà a pensare al centrocampo e alla difesa, per gli ultimi colpi (magari ad agosto inoltrato, in tempi di occasioni) per completare la rosa viola.

Intanto, la squadra c’è e sta crescendo sull’onda delle idee del proprio allenatore. Solo‘ calcio d’agosto, ma indicazioni precise. La Fiorentina torna da Londra con più di una nota positiva.

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it