Altro che muso lungo e polemica. Sousa brinda a Firenze e alla Fiorentina

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    Torrino d'OroDi certo c’è che Paulo Sousa ha brindato unicamente alla Fiorentinità. Arrivato mano nella mano con la moglie, è stato subito abbracciato dai presenti: un brindisi di simpatia reciproco. Chi pensava che la prima uscita pubblica dopo la fine del mercato potesse essere il preludio per l’annuncio di un addio si è dovuto arrendere. Non ha parlato di obiettivi stagionali per la sua squadra, non ha commentato, come era immaginabile, l’estate di contrattazioni della propria società. No. Ma ha parlato di amore. Per Firenze. «Io sono arrivato qui un anno fa – ha detto dal palco, senza alcun contraddittorio – e mi sono trovato subito benissimo. Ho visto tanti turisti e anche io, all’inizio, mi sono sentito così. Poi ho avuto il piacere di vivere questa città con la sua bellezza e la sua storia, ma ho capito anche come sono i fiorentini, cosa significa essere fiorentino. I fiorentini hanno vivacità, hanno grande schiettezza e capacità di critica e cultura. Normale per me adesso dire che sono orgoglioso di ricevere questo premio nella mia Firenze. Grazie Firenze».
    L’occasione è stata quella della consegna del Torrino d’Oro, riconoscimento consegnato a coloro che hanno contribuito a tenere alto il lustro di Firenze nel mondo, e lui non si è tirato indietro. Nemmeno all’indomani di un tweet che ne preannunciava un imminente saluto, con tanto di trasloco. Il cambio di casa, effettivamente, è in corso, ma nello stesso comune. Tanto che pure la società, questa volta, ha alzato la voce per cancellare ogni dubbio. Paulo riparlerà sabato, alla vigilia della trasferta contro il Genoa e del tour de force che attende la squadra nei prossimi 22 giorni. Sarà quella, probabilmente, l’occasione per confermare il pensiero espresso già da Pantaleo Corvino, con il “viaggio a braccetto” durante tutto il percorso estivo. Poi arriverà anche il tempo per fissare l’asticella.

    Nemmeno la pioggia, con lo scroscio d’acqua che aveva costretto gli organizzatori a coprire i tavoli e, subito dopo, ad asciugare oltre mille e ottocento sedie, è riuscita a fermare lo spettacolo. Il primo abbraccio è stato con Narciso Parigi, l’autore dell’inno viola, quello che Paulo aveva già imparato in qualche sua strofa un anno fa, non appena arrivato alla guida della Fiorentina. C’erano anche il Sindaco di Firenze Dario Nardella e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti. Il primo cittadino non ha dubbi sul rapporto tra il tecnico e la città: «Credo che il rapporto tra Paulo e la Fiorentina possa crescere. L’ho visto in grande forma».