(Altro) Tabù sfatato, Champions più vicina. Montella cambia, alla fine trova la chiave giusta

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Prima vittoria allo Juventus Stadium: fatto. Prima vittoria contro l’Inter a Milano nell’Era Della Valle: fatto. Prima vittoria per la Fiorentina di Montella contro la Roma: fatto… Al Franchi contro il Milan non si vince da 10 anni? Fatto anche questo. Tabù sfatato, rossoneri battuti in rimonta e Fiorentina che torna alla vittoria ricandidandosi prepotentemente per la lotta alla Champions League. Era dal 2005, infatti, che i colori viola non trionfavano a Firenze contro i rossoneri (3-1, doppietta Toni e Jorgensen). Un successo che, al di là dei numeri e della validità storica, conta tanto, tantissimo per la corsa in campionato della Fiorentina. La lotta su tre fronti continua, e se alla vigilia l’incrocio con i rossoneri era cerchiato come ‘snodo cruciale’ della stagione, beh… l’ostacolo è stato superato. Non a pieni voti, ma con uno spirito ed una mentalità da grande squadra. Che vince e ottiene i tre punti anche quando la stanchezza sembra farla da padrona, anche quando le assenze sembrano pesantissime, anche quando la serata si mette male per colpa di un tiro ‘ciabattato‘ (quello di Bonaventura che capita sul piede di Destro, che porta avanti i rossoneri).
Con la classifica che, dopo il pesante 0-4 contro la Lazio, adesso si fa decisamente più interessante: il Napoli è ad un solo punto, i biancocelesti ancora a +4 ma la Roma – che cade contro la Samp – è nel mirino a 5 lunghezze di distanza. Dalla Roma alla Sampdoria: cinque squadre in cinque punti, per una corsa all’Europa che si fa sempre più intricata. Con la Fiorentina che, dopo aver risposto ‘presente’ all’appuntamento, si rilancia con forza per il rush finale che coinvolge non solo il terzo, ma anche il secondo posto che vale la Champions.

Un successo, quello contro il Milan, che spazza via qualche malumore arrivato dopo il ko contro la Lazio ed il pari (con rimonta subita, stavolta) contro la Roma. Una vittoria che dà nuova linfa, soprattutto al livello psicologico (“Vincere così aiuta mentalmente per le prossime partite”, ha commentato a caldo il match-winner Joaquin). In un turno, il 27.mo di campionato, che ha visto perdere (o pareggiare) tutte le squadre impegnate giovedì sera in Europa League. Tutte, tranne la Fiorentina, appunto, che anzi ha costruito proprio nel finale (quando teoricamente la mancanza di energie avrebbe dovuto far collassare la squadra) il proprio successo. Tre punti ancora più pesanti, che valorizzano anche il lavoro di Montella e la profondità della rosa viola, unica in grado di rimanere in corsa per tutti gli obiettivi fino a questo punto della stagione.

Una partita non iniziata bene, dicevamo. Nel primo tempo tanta confusione per i viola, con Montella che – al di là delle indicazioni della vigilia, e contrariamente alle ultime partite – schiera la Fiorentina con il 3-5-2 (o 3-4-2-1), e scelte nell’undici titolare che non convincono a pieno (ad esempio Richards terzo di difesa). La squadra non gira a dovere, e dopo la mezz’ora Montella torna al 4-3-3. Modulo certificato ad inizio ripresa, con il doppio ingresso di Badelj e Joaquin. Lo spagnolo parte a sinistra, con Ilicic a destra, ma l’Aeroplanino corregge ancora in corsa (visto anche il vantaggio del Milan): Joaquin a destra può essere devastante, e allora il risultato è una sorta di 4-2-3-1. La partita ancora non si sblocca, e l’ultimo cambio è Babacar per Rosi.
Doppio centravanti: mossa decisiva. La Fiorentina crea sugli esterni con Joaquin e Pasqual, e dentro l’area arriva finalmente la superiorità numerica (grazie anche ad una difesa rossonera molto precaria). Per 80′ Gilardino è lasciato in balia di Mexes e Paletta, ma con l’ingresso del senegalese cambia tutto. Sul pareggio Gonzalo sfrutta la presenza (e il peso specifico in area) di Baba per colpire quasi in solitaria, mentre sul vantaggio viola Joaquin è controllato a distanza solo da Menez.

Tanti cambi, insomma, per una Fiorentina sempre più camaleontica. Scelte discutibili all’inizio, ma anche stavolta Montella riesce a modificare in corsa la propria squadra trovando la chiave giusta per il successo. E in fin dei conti, con i tre punti in tasca, gli elogi sono per tutti. Per una rosa ampia, che al di là degli stop contro Lazio e Roma continua a regalare soddisfazioni anche se priva dei suoi (presunti) titolari. Soprattutto per uno spirito di squadra, per una mentalità vincente, elogiata da tecnico e società al termine della partita.

Una vittoria che rilancia le ambizioni Champions in campionato ma che proietta anche nel migliore dei modi verso il prossimo crocevia della stagione. Appuntamento già a giovedì, stadio Olimpico. Contro la Roma – in piena crisi e contestata dai propri tifosi, dopo il ko contro la Samp – per provare ad approdare ai Quarti di Europa League. Morale e stato di forma diametralmente opposto, per viola e giallorossi. Con Montella che, contro il Milan, ha anche fatto rifiatare diversi giocatori che scenderanno in campo all’Olimpico (i vari Salah, Joaquin e Mati Fernandez, oltre a Babacar e Badelj).
Il calendario non dà tregua, nel mirino (di nuovo) la Roma. Per provare ad infrangere un altro tabù: battere (ed eliminare) una formazione italiana da una competizione europea.

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it