Ancora Chiesa: “Non mi sento titolare o pilastro dell’Italia. Voglio dimostrare di meritarmi l’azzurro”

di Alessandro Rialti - Corriere dello Sport Stadio

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L’attaccante della Fiorentina vuol essere protagonista con la maglia viola e diventare un giocatore fondamentale anche per la nazionale

Nella lunga intervista sul Corriere dello Sport-Stadio a Federico Chiesa, l’attaccante viola ha parlato anche della sua ‘avventura’ con l’Italia di Roberto Mancini. Ecco alcuni passaggi dell’intervista:

Si sente il capostipite del “Rinascimento azzurro”?
«Questa è un’Italia giovane, c’è ancora tanta strada da percorrere. La mia priorità è unicamente quella di farmi trovare pronto dal Ct: io non mi sento né un titolare né un pilastro, voglio solo dimostrare di meritare l’azzurro e lavorerò per far sì di poter festeggiare la prossima convocazione».

Di Biagio prima e Mancini dopo, con l’Italia, a lei non hanno voluto rinunciare. «Mancini sta dando inizio adesso ad un nuovo progetto. Ci ha sempre detto di giocare tranquilli e leggeri, senza pressioni. A Di Biagio devo invece il mio esordio in azzurro, è stato lui a portarmi agli Europei Under 21».

Nelle ultime convocazioni di Mancini, in azzurro c’erano tre giovani figli del settore giovanile della Fiorentina: lei, Bernardeschi e Piccini. Che cosa ha di speciale?
«C’è una grande organizzazione, ti fanno capire fin da piccolino che cosa significa vestire la maglia della Fiorentina. Il professor Vergine ci ha sempre ripetuto una frase: “Si vince approcciandosi dal primo minuto con la giusta voglia ed il necessario entusiasmo”. Aveva ragione».

L’Italia ha decretato la retrocessione della Polonia eppure Piatek è il capocannoniere in Italia. Come si spiega questo?
«Magari è perché contro l’Italia non ha giocato (ride, ndr)».

L’Italia può davvero sognare il primo posto in Nations League e battere il Portogallo? Anche quello con Cristiano Ronaldo?
«Noi siamo pronti per giocare questo tipo di partite».

Che cosa significa giocare nella squadra più giovane d’Europa?
«Che ci capiamo in un attimo. E poi abbiamo grande fame di arrivare. Ci divertiamo e puntiamo sempre a migliorare».