Ancora Cognigni: “Mercato da 27,3 milioni di incassi e 26,5 milioni di spese”

    0




    CognigniAltre importanti dichiarazioni del presidente esecutivo 
    Mario Cognigni arrivano dal Corriere Dello Sport: “Nell’incontro di giugno fra Sousa e Corvino a Lisbona è stato deciso di mantenere in organico i migliori, cioè la squadra di titolari. Questo è già stato uno sforzo perché noi abbiamo rifiutato offerte ben superiori agli 80 milioni per i nostri giocatori. Il 31 agosto abbiamo chiuso il mercato con 27,3 euro di incassi e 26,5 di costi, per un attivo di 800 mila euro. A parte di diritti di riscatto di Tello (6,25) e di altri giocatori per un totale di 13 milioni di euro, senza considerare che il riscatto di Toledo dopo il prestito biennale è di 30 milioni. 

    Alonso ha fruttato 24 milioni di euro più 1 milione di bonus se il Chelsea vince la Premier. Ad Alonso andrà anche una percentuale del 10 per cento della vendita (2,4) e il saldo a nostro favore verrà completato in un anno e mezzo. 

    Jovetic? ho offerto autonomamente per prestito 5 milioni lordi compreso il pagamento dello stipendio. La proprietà cinese ha risposto: “Non vendo nessuno: se non gioca in Italia gioca in Cina. Gomez è stato ceduto al Wolfsburg per 1 milione e 50.000 euro. Per quanto riguarda il bilancio, pur senza la cessione di Alonso avevamo una via d’uscita, avremmo comunque rispettato il fair-play finanziario. 

    Kalinic? È vero ha ricevuto offerte (dal Napoli, ndr), ma venderlo e sostituirlo in una settimana è una cosa che Corvino non avrebbe mai fatto. 

    Rapporto con la città? Andrea Della Valle dice che “ci restiamo a vita a Firenze”. E ha ragione. Mi fa piacere per lui ed è un sentimento che condivido. Firenze e la squadra ti prendono, è sempre una sfida entusiasmante. Questo per noi è un anno importante, dove ripartiamo dopo aver già vinto una sfida importante: il fair play finanziario. La Fiorentina è, per il momento, ancora in seconda fila. Ma siamo riusciti a costruirci una struttura, non solo sportiva, che possa concretizzare il nostro sogno sportivo. 

    La Serie A a 18 squadre? La Lega non ha la volontà di modificare il numero. Almeno quinidici società devono essere d’accordo. Noi pensiamo che la riduzione da 20 a 18 sia necessaria. Noi abbiamo anche affinità con altre società per un calcio più propositivo e innovativo. Il nostro calcio vale molto di più. La struttura della Lega non è funzionale alle legittime esigenze di un singolo componente della Lega. Noi siamo sintonia su un principio che ci impone le attuali tematiche che caratterizzano le altre Leghe europee. Sta maturando la concezione netta e condivisa per un cambiamento”.