Ancora col Pek, perché senza di lui la Viola è come un flipper senza palline

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    Fiorentina-Atalanta Montella PizarroÈ a tratti incomprensibile, bizzoso e apparentemente distante. Volubile. Forse pure suscettibile e molto istintivo. Ma è un uomo assolutamente delizioso, un campione del quale la Fiorentina – dolente o nolente – non può fare assolutamente a meno. Quantomeno la Fiorentina di Montella. Stiamo parlando del cileno David Pizarro, al secolo ‘Pek’, che ha dimostrato anche in questa stagione di essere un faro, una guida, una luce vera e propria nell’undici gigliato. Anche davanti alle sue prestazioni peggiori (quelle da 6 e non da 8 per intenderci…) ha dato prova della sua validità. Del suo essere utile (e pure indispensabile).

    Quando c’è, forse s’incaponisce in qualche finta di troppo. Talvolta commette qualche errore che i viola rischiano di pagare caro, ma è niente se sull’altro piatto della bilancia si mettono i suoi pregi tecnici. È un giocatore esperto, un regista tra gli ultimi esemplari rimasti prima di decretare l’estinzione della specie, un metronomo, il perno non solo di un centrocampo di grande livello, bensì di tutta la squadra. Tutti si appoggiano a lui. Le azioni partono da lui. Quando si è pressati e c’è da tornare indietro, si torna da lui. Quando c’è da intercettare un pallone, ci si affida al suo tempismo e alla sua capacità di essere sempre nel posto giusto al momento giusto. Pizarro è un giocatore straordinario, criticato talvolta quando è in campo con la sua maglia numero 7, ma tanto (e meritatamente) rimpianto quando in campo non c’è. Per squalifica. Per un piccolo infortunio. Per qualunque cosa. Quando manca il ‘Pek’, si sente. Porca miseria se si sente! I suoi forfait sono pesanti come macigni. Quando non c’è lui, la squadra sembra più prevedibile, più lenta (perché il Pek ha il pensiero che va veloce…). Ma soprattutto più vulnerabile. Insomma, senza di lui il centrocampo viola perde una bella fetta di intelligenza (tattica). E anche quest’anno, che sembrava fosse un po’ in calo rispetto all’annata strepitosa di un anno fa, ha dimostrato di essere importante. Importantissimo.

    Ecco perché, arrivati a poco più di un mese dalla fine della stagione, la speranza (ancora una volta, come un anno fa) è che il cileno resti. Che sia viola anche il prossimo anno. Perché il tipo di gioco di Montella senza Pizarro è come un flipper senza palline: non si può giocare. Semmai, sarebbe opportuno cercare (e possibilmente trovare) un vero vice-Pek. Quello che il tecnico napoletano chiede da tempo, ormai. Un giocatore valido che possa sostituire il numero 7 quando è infortunato o squalificato o quando (vista la carta d’identità: compirà 35 anni a settembre) può risultare a corto di fiato. Ma che non si muova da Firenze. Lo si convinca, in qualsiasi modo. A costo di fargli fare una serenata sotto le finestra da Pino Daniele sulle note di ‘Resta…resta con me’. Su, ‘Pek’, ma dove vuoi andare… Resta, resta con noi.