Ancora Pezzella: “Qui quello che conta è il collettivo. Simeone ha il fuoco dentro”

di Alessandro Rialti - Corriere dello Sport Stadio

0



Il capitano della Fiorentina è tra i più ‘anziani’ della squadra e sottolinea che per raggiungere obiettivi importanti prima dei singoli viene sempre il gruppo

Nella lunga intervista al Corriere dello Sport il capitano viola German Pezzella ha parlato del suo compagno di club e nazionale Giovanni Simeone e di una Fiorentina giovane ma ricca di nazionali

Quattordici giocatori della Fiorentina convocati con le rispettive Nazionali: un bel record.
Significa che è stata costruita una Fiorentina di qualità. Che poi è quello che ha sempre sostenuto la società quando ha detto, un anno fa, di voler costruire un nuovo ciclo con giocatori capaci di mettere in campo voglia, energia e forza fisica, elementi che, sommati insieme, sono la sintesi perfetta del nostro gruppo. E comunque sì, è davvero un bel record”.

Ha sorpreso soprattutto la capacità di integrarsi subito dei nuovi. Come è stato possibile?
Fin dal loro arrivo abbiamo cercato di far capire a tutti come si lavora in campo e fuori”.

C’è anche il suo… zampino, giusto?
Sì, è normale (quasi si schernisce, ndr). Ma qui conta il collettivo”.

Come ci si allena al fatto che ci sia tanta concorrenza? Pioli di titolari fissi non intende sentir parlare.
Con il rispetto reciproco. Io penso sempre che un ruolo ancora più importante rispetto a chi gioca lo recita chi sta fuori, perché deve sempre farsi trovare pronto. Nessuno può accontentarsi, ma quello che conta è che nessuno vuole farlo”.

A proposito di Simeone, cosa l’ha colpita di più di questo giovane?
Il fatto che ha il fuoco dentro. Lo ripete ogni volta: non si è mai seduto sugli allori solo per il fatto di essere il figlio di Diego Simeone. Ha lottato con gli artigli per conquistarsi il suo spazio e continua a volere sempre di più. La sua forza sta anche in questo”.

Giovanni ha pure un tatuaggio particolare, il simbolo della Champions. Lo guarda spesso?
Io so solo che se l’è fatto da ragazzino, aveva forse 15 o 16 anni e in quegli anni eravamo entrambi al River Plate. Ha sempre detto che quello era il suo sogno. Adesso speriamo che insieme, qui alla Fiorentina, possiamo riconquistare l’Europa”.