Anderson, gambe molli e fiato subito corto: servirà del tempo per vederlo ai suoi livelli

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    anderson cagliariNon è questo Anderson: se riguarda la partita forse non si riconoscerà. ‘Ha venti-trenta minuti di gioco nelle gambe’, aveva chiarito Montella. Forse anche dieci-quindici, è stata perciò sbagliata la scelta di farlo giocare dall’inizio? Facile parlare dopo, ma nell’emergenza (Cuadrado a riposo precauzionale, Borja in panchina e poi arruolato) qualcosa non ha funzionato. E negli equilibri più fragili il brasiliano si è perso per assenza di energie, assentandosi in un modo che fa torto alle sue caratteristiche: un calcio nuovo, ritmi diversi, compagni praticamente sconosciuti, una squadra nel primo tempo lontanissima dai propri giorni migliori. Scusabilissimo Anderson. Più ancora di lui, che certamente ha giocato su livelli infinitamente inferiori alle sue possibilità, ha deluso la Fiorentina: troppo lenta nel primo tempo, generosa troppo dispersiva nel secondo quando la partita si era messa di traverso e bisognava recuperare. Una strana squadra: praticamente la negazione delle qualità (le velocità, l’organizzazione) che hanno portato la Fiorentina al quarto posto, distanziatissima dal gruppone delle altre.

    Montella ha scelto un modulo che non ha aiutato Matri, perché né Ilicic né Mati (quest’ultimo generoso al limite della maratona, ma impreciso per le troppe corse) hanno saputo assisterlo. E Vargas ha quasi sempre scelto la strada del non-cross, cercando gli scambi al limite. Teoricamente meglio per Matri è andata dopo gli ingressi di Borja e Joaquin, anche se questo’ultimo si è incartato un po’ troppo nelle dimostrazioni di abilità con la palla al piede. L’immediatezza della Fiorentina si è persa fra le chiusure blindate del Cagliari.

    Bravissimi Rossettini e Astori, fischiatissimo Matri: ritorno amaro per il bomber nella terra che l’ha lanciato. Neanche un tiro in porta, tante sportellate inutili con i due centrali del Cagliari. Che è tornato a vincere dopo quasi due mesi (2-1 in casa contro il Genoa, era l’8 dicembre) pur dovendo fare a meno di Cossu e Ibarbo.

    La Fiorentina ha interrotto una serie positiva dopo nove partite utili, sette vittorie e due pareggi compresa la coppa Italia: incrociando i due dati forse si ottiene la verità.