Andrea Lazzari si alza e cammina. E Montella scopre di avere un jolly

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    lazzari paokÈ uno di quelli destinati a lasciare la Fiorentina a gennaio. Andrea Lazzari, in altre parole, è un esubero, almeno per quanto si è capito in questi mesi. Eppure il centrocampista non si è lasciato distrarre da un futuro incerto, ha continuato a lavorare, cercando di sfruttare le occasioni (poche) che inevitabilmente la spietata concorrenza gli ha concesso. Così, un po’ a sorpresa ma fino a un certo punto Lazzari ieri si è guadagnato una maglia da titolare. Fin dai primi palloni si è capito che la serata era giusta. Lavoro di interdizione, ma anche suggerimenti importanti per i compagni e se nel primo tempo la respinta corta di Glykos fosse stata nella direzione giusta parleremo del protagonista assoluto della gara. Il gol non è il suo mestiere. O meglio, non è quello che gli aveva chiesto Montella, schierandolo a sinistra, davanti a Pasqual, di supporto a Vargas. Ed è proprio da quella fascia che arrivano le azioni più pericolose. Lazzari e Vargas, insieme al capitano, sono stati quasi commuoventi nella spasmodica ricerca di un pallone buono da buttare in pasto a Gomez. Compreso un grande velo, vanificato dal fuorigioco del panzer. Corsa e qualità. Forse Montella ha trovato una valida alternativa in mezzo al campo: di questi tempi non è poco. La partita del numero 32 finisce dopo poco meno di un’ora (dentro Marin), ma potrebbe non essere quella di ieri solo una parentesi. Lazzari a Firenze vuole restare, nonostante gli esuberi, e ha scelto di vivere nella casa che è stata di Neto, appena fuori dalla cerchia dei viali. Al portiere brasiliano ha portato fortuna, anche lui un precario viola diventato quasi indispensabile da queste parti. Che sia di buon auspicio anche per Lazzari.