Antognoni-Day: passato, presente e futuro. Progetto crescita per i giovani, Matri…

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    Antognoni NardellaÈ stato il giorno del 10, quello di sempre, l’Unico. Firenze e Giancarlo Antognoni, un binomio che, da ieri, è più forte che mai. Sono 60 le primavere per “Antonio”, 60 il numero su quella maglia viola che la Fiorentina gli ha regalato e che per i tifosi sarà sempre e solo la numero 10. 

    Giancarlo Antognoni è una risorsa per Firenze e per la Fiorentina: lo era in campo, lo è stato fuori, dietro una scrivania o per strada, fra il suo popolo. “La candidatura a sindaco di Giancarlo sarebbe molto pericolosa” scherza Stefania Saccardi, che però in fondo ha ragione perché Antonio ha saputo unire una città che raramente lo è: dal dissidio Guelfi-Ghibellini in poi, da sempre Firenze è città complicata da mettere d’accordo e forse solo la Fiorentina e Antognoni lo hanno saputo fare.
    “In questa società-azienda Giancarlo starebbe benissimo, per le sue qualità e per quello che può dare” ha dichiarato oggi ai nostri microfoni Eugenio Giani e la sensazione è che sia proprio così: una bandiera ed un uomo come Antognoni non possono che far bene ad una società in forte crescita come la Fiorentina.
    Giancarlo è legame fra passato, presente e futuro della Fiorentina; nel presente ci sono, fra i tanti, Giuseppe Rossi, Borja Valero ed Alberto Aquilani, ieri presenti e sinceramente colpiti dall’amore unico che Firenze sa trasmettere. Con loro anche il Ds Daniele Pradè ed il Dt Eduardo Macia: una pausa per i due uomini del mercato viola, già al lavoro per programmare la prossima stagione. E’ sempre mercato, in entrata ed in uscita: per Bonaventura la Fiorentina è in pole position, perché segue da tempo il calciatore e perché lo stesso centrocampista dell’Atalanta è stimolato dalla possibile esperienza viola. Firenze ed il progetto Fiorentina (Montella e la sua idea di calcio in primis) affascinano sia il ragazzo che il suo entourage, l’Atalanta sembra pronta a lasciar partire il suo gioiello che in viola potrebbe trovare la piazza ideale per continuare un percorso di crescita personale che già lo ha visto maturare moltissimo in questa stagione. 
    Chi sembra destinato a partire è Matri: l’attaccante proveniente dal Milan non ha entusiasmato i tifosi, soprattutto per il calo psicologico delle scorse settimane. La società viola gli dà fiducia, ma fino a giugno: con molte probabilità, infatti, la Fiorentina non si sederà al tavolo coi rossoneri per trattare il giocatore; l’ingaggio è troppo elevato, col ritorno di Gomez e Rossi la Fiorentina è convinta di essere completa in attacco e quindi lascerà partire il n.32.
    Chi tornerà sarà, verosimilmente, Bernardeschi: per lui, come per molti giovani della Primavera, sarà decisivo il ritiro di Moena; Montella vuole testare il talento ora a Crotone e gli altri big della squadra di Semplici (da Capezzi a Venuti) e decidere chi inserire in prima squadra e chi lasciare andare a giocare. Poco spazio invece per Babacar, di cui si parla benissimo ma che la Fiorentina non sembra intenzionata a voler tenere. Nella società viola c’è grande delusione per il progetto “squadre B” che in Italia sembra non voler decollare: tanti gli ostacoli, tante le ostruzioni, e così nell’idea di crescita della società viola manca quell’ultimo step fra Primavera e prima squadra che invece una squadra “B” consentirebbe di avere. Non sembra aver futuro neppure l’idea di una collaborazione tecnica col Prato, soluzione che sembrava aggirare i limiti formali al progetto gigliato.
    Passato, presente e futuro: dalla festa di Antognoni alla programmazione del futuro. In casa viola non c’è giorno di riposo.

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