Aquilani, il rientro da titolare nel rush finale. Due mesi decisivi per il rinnovo

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    cesena aquilani“Non parlo mai dei singoli, ma voglio fare i complimenti ad Aquilani. Un calciatore recuperato. E’ stato generoso in questo periodo, in un momento di forma complicato. Abbiamo ritrovato un grande giocatore”. Così il ds Daniele Pradè ha dato il bentornato sul grande palcoscenico viola al numero 10 gigliato. Due settimane di lavoro serrato al centro sportivo, una condizione fisica finalmente accettabile e prestazione di sostanza e qualità, ieri per il centrocampista romano. 84′ di intensità, in un campo non certo favorevole a chi fa della capacità di palleggio la propria caratteristica, opposta alla mediana di Mihajlovic fatta di puri muscoli.

    Un giocatore, Aquilani, che negli ultimi mesi era uscito un po’ dai radar, spesso costretto ad entrare a gara in corso. E, soprattutto, a giocare con una condizione fisica penalizzante. Con conseguente ripercussione su prestazioni non degne del miglior ‘Principino‘. Dura a vincere, quell’infiammazione al tendine d’Achille portata avanti fin da inizio gennaio (con tanto di visita a Monaco da Müller Wolfart). Con lo stesso Montella che pubblicamente difese il proprio numero 10, qualche settimana fa: “Mi dispiace per Aquilani, perché non lo sto mettendo nelle condizioni di giocare bene. Ho tutta l’intenzione di rimetterlo in condizione (anche tattica) adeguata per far tornare l’Aquilani di prima”.

    Il rientro un po’ affrettato per aiutare la squadra nel momento più delicato della stagione, ed il problema al tendine di fatto mai risolto completamente. Qualche critica (a volte forse ingenerosa) ad un giocatore che non poteva (evidentemente) rendere ai suoi livelli standard (“Ho un problema al tendine d’Achille, forse serviva qualche giorno in più: nelle ultime tre gare ho giocato quasi 80′ l’una… e non dovevo forse giocare neanche la prima. Ma sono contento così”, disse dopo il match contro l’Inter).

    Due settimane di stop, o meglio di lavoro al centro sportivo, hanno fatto benissimo ad Alberto Aquilani. Linfa vitale, la sosta, per chi deve recuperare una condizione fisica ottimale. Ora il numero 10 viola si candida per un rush finale da protagonista. Lui, uno degli interpreti del ‘trio delle meraviglie’ che per due anni ha ammaliato tutta Italia. Adesso la Fiorentina è cambiata, non è più dipendente da Aquilani-Pizarro-Borja, ma il rientro dell’ex Roma può essere decisivo, in due mesi da dentro o fuori.

    Due mesi nei quali si giocherà, Alberto Aquilani, anche il proprio futuro. Un rinnovo con la Fiorentina che balla ormai da molti mesi: scadenza a giugno 2015, ingaggio netto da 1,8 milioni a stagione per un giocatore che a luglio compirà 31 anni. Ma che, se al meglio fisicamente, resta ancora uno dei migliori centrocampisti italiani. E nel processo di italianizzazione della Fiorentina, Aquilani potrebbe rappresentare uno degli ‘ambasciatori’ del progetto stesso.

    Si gioca tutto in questi ultimi due mesi, Alberto Aquilani. Dal campo al contratto. Ma il numero 10 sta tornando…