Aquilani: “U18 percorso emozionante. Centro sportivo fondamentale. Castrovilli…”

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Dal profilo Instagram di Alberto Aquilani

L’ex calciatore viola, ora mister dell’Under 18: “Ai miei giocatori dico che devono divertirsi, ma non siamo al parco giochi. Castrovilli o Pulgar? Mi somiglia di più Pellegrini”

Alberto Aquilani, ex calciatore della Fiorentina e attuale allenatore degli Under 18 viola, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Radio Bruno. Queste le sue dichiarazioni: “Under 18? E’ un percorso emozionante, sono contento di essere tornato qui a Firenze. Ci ho giocato 3 anni e mi sono trovato benissimo, ci siamo tolte tantissime soddisfazioni. Lunedì c’è stata la prima partita che non si dimentica mai, è stata una bella emozione che col passare dei minuti è andata affievolendosi”.

“Io chiamato Mister? All’inizio mi faceva strano, ora mi sto abituando. E’ un ruolo che mi è sempre piaciuto e al quale ho guardato anche quando facevo il calciatore. La categoria è importante, i ragazzi hanno 17-18 e quindi capiscono quello che gli chiedono, era quello che volevo. Ai miei ragazzi dico che devono divertirsi, ma non siamo al parco giochi. Bisogna lavorare con impegno, coraggio e sacrificio se si vuole diventare professionisti, non esistono scorciatoie”.

“Storia del ritorno a Firenze? Ero sempre in buoni rapporti con tutti, c’è stato un contatto con Joe Barone prima e Pradè poi. Quando poi ho fatto il colloquio con Vergine ci siamo capiti e piaciuti subito, avevamo le stesse idee. Lo ringrazio molto, mi ha dato una grande mano perché è sempre vicino. Mi rivedo nei miei ragazzi: ho vissuto quello che stanno facendo loro perché l’ho vissuto. Si trovano in un’età per capire quale strada prendere”.

“Tecnico al quale mi ispiro? Ho avuto la fortuna di essere allenato da allenatori incredibili. Da tutti loro ho preso qualcosa, ho un’agenda segreta dove anno dopo anno mi scrivevo le cose che ritenevo più interessanti. Forse quello che mi ha dato una scintilla in più è stato Jorge Jesus dello Sporting Lisbona, perché in lui ho visto qualcosa di differente che non avevo conosciuto nel campionato italiano o in quello inglese”.

“Mia Under 18 un po’ montelliana? Porto dentro qualcosa anche di Montella. Qui abbiamo fatto 3 anni incredibili, giocando un calcio favoloso. Ma avevamo giocatori molto forti e per giocare quel tipo di calcio servono grandi giocatori, altrimenti è difficile. A questi ragazzi voglio far capire che per arrivare a livello professionista bisogna avere coraggio di giocare e di imporre il proprio gioco, anche a costo di sbagliare”.

“Categoria Under 18? Diventerà una delle categorie più intelligenti mai fatte. Sono ragazzi del 2002 che senza questa categoria sarebbero in Primavera, dove farebbero fatica a trovare spazio. Hanno l’opportunità di usare un anno in più per giocare, crescere e sbagliare. E’ una categoria difficile: ci sono 9 squadre che fanno parte dei migliori settori giovanili italiani, non ci sono squadre inferiori”.

“Settore giovanile Fiorentina? E’ un piccolo miracolo sportivo. La prima squadra gioca con 7-8 giocatori del settore giovanile, il che è una risorsa incredibile. Chiesa oggi vale 70-80 milioni, di che stiamo parlando? Qui ancora manca un centro sportivo, con esso le cose andranno ancora meglio, ma va fatto solo un applauso a questo settore giovanile, anche vivendolo da dentro si vede quanto sia curato. Nuovo centro sportivo? Fondamentale, hai meno dispersione di notizie, hai sempre giocatori sotto controllo e vicini. Il presidente Commisso lo vuole fare perché ha capito che per crescere questa società ha bisogno di un centro sportivo prima e poi di uno stadio”.

“Obiettivi? Ho parlato ora con Vergine, questa è l’unica categoria in cui non c’è classifica. Non ci sono playoff, non ci sono retrocessioni. E’ un campionato creato per far sì che i giocatori giochino e crescano. E’ ovvio che io voglio inserire una mentalità vincente nella testa dei ragazzi, perché si gioca sempre per vincere. Ma è chiaro che per vincere vogliono che loro mettano in campo le attitudini giuste: ricerca del gioco, replicare ciò che si è fatto in allenamento, non solo buttare la palla avanti sul più veloce e fare gol. Così si può vincere qualche partita, ma a loro non do niente. Oggi li ho presi a ‘uno’, il mio obiettivo è che il prossimo anno siano a ‘cinque'”.

“Prima squadra o altre giovanili? Coi troppo giovani non credo di essere così bravo, questa è l’età minima che avrei voluto prendere e l’ho presa. Ovviamente, vedo anche un futuro coi grandi”.

“Castrovilli ricorda il primo Aquilani? E’ un giocatore molto forte, sta facendo grandi cose, mi ha impressionato. Non so però se possa essere un giocatore che mi somiglia. Sicuramente ha un qualcosa di me, forse ha un po’ più di forza e di sprint, io ero un giocatore più palleggiatore. Comunque sia, secondo me ha un grande futuro. Pulgar il nuovo Aquilani della Fiorentina? Non mi ci rivedo tanto, però sicuramente anche lui ha qualcosa delle mie caratteristiche. Forse il giocatore in cui mi rivedo di più è Lorenzo Pellegrini della Roma”. 

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