Aria nuova, e voglia di crescere..su tutti i fronti

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Qualcuno pensa che Montella a giugno se ne andrà. “Credo che questa Fiorentina abbia ancora margini di crescita. Quindi non siamo alla fine di un ciclo”. Vincenzo Montella alla Gazzetta Dello Sport.

Dalle parole di Cognigni emerge un clima di aria nuova, voglia di vincere qualcosa, e crescere sempre più, la avverte?: “Non so i dettagli tra stadio e tutto. Certo è che per aumentare i fatturati l’unico modo è avere uno stadio nuovo di proprietà che può portare al miglioramento della squadra. I discorsi che si fanno sono molto ambiziosi, ma senza stadio…”. Vincenzo Montella in conferenza stampa.

“La Fiorentina ha dimostrato di avere un progetto di crescita che continuerà anche nei prossimi anni”. Mario Cognigni

 

Crescere, una parola sola, due diversi binari. Quello sportivo, e quello societario con tutti gli annessi e connessi. Se la crescita è iniziata sul fronte sportivo con la scalata alla Serie A prima, ed alla Champions poi, affermandosi ai primi piani dell’Italia del calcio, pian piano la crescita c’è stata anche sul fronte societario.

 

Crescere, nell’ottica di Cognigni, ma come? Senza stadio, al momento, pare impossibile. Il leit motif è sempre lo stesso. Per altro da diversi anni a questa parte. Adesso le cose iniziano a muoversi. Non senza le problematiche di sorta però. C’è un abisso tra i 120 milioni di ricavi all’anno che attualmente la Fiorentina ha e i 200 che il Presidente Mario Cognigni si augura di poter raggiungere nei prossimi 5 anni. Come tuttavia c’erano tra i 38 milioni di euro di monte ingaggi che la società dei Della Valle aveva fino a qualche tempo fa e i 60 che adesso ha a libro paga. Ma oltre questa soglia, i 120 milioni, la società dei Della Valle è difficile che vada per come stanno le cose nel calcio oggi, dove i soldi sono quasi tutto. La sua parte la Fiorentina la sta facendo, l’ha fatta e la farà con un investimento stimato in 300 milioni di euro su vari settori. Dai giovani nel mondo, al marketing con l’ingresso in società di Andrea Rogg e altri elementi, al budget per il nuovo stadio. Adesso spetta al comune dare una mano (non economica) alla Fiorentina. Colmare il gap rispetto a chi ha il doppio dei diritti tv, il doppio degli introiti dai botteghini e dalle coppe. Un’importanza diversa in Lega, nelle stanze dei bottoni, un paio di occhi di riguardo in più dal sistema arbitrale.

 

Crescere, nell’ottica di Vincenzo Montella. Lontane le scaramucce di fine stagione scorsa con lo stesso Cognigni, quando il tecnico viola storceva il naso di fronte alla possibilità che Cuadrado venisse ceduto. Ed alla fine Andrea Della Valle in primis, Cognigni e gli altri a cascata hanno mantenuto la parola. Cuadrado sarà viola fino al 2019. A meno che qualcuno non arrivi e paghi la clausola rescissoria. Ma in quanti se lo possono permettere di fare? Aria nuova, dicevamo, diametralmente opposta a quella che si respirava qualche tempo fa. “Bisogna capire cosa si vuol fare” ha detto spesso Montella tempi addietro. E adesso è chiaro. Iniziare a vincere. Gettare le basi per vincere ti permette di avere appeal. Un campione richiama altri campioni. Vincere aiuta a vincere. Vincere ti permette di cedere e ad arrivare a campioni dello stesso livello. E come fare a vincere? La buona sorte non ha certo aiutato, si legga alla voce Rossi e Gomez. Uno autore di 200 gol in carriera tra Bundesliga e Champions, e l’altro che in sei mesi aveva fatto il doppio dei gol degli altri bomber della Serie A.

Due binari, che si intersecano costantemente ed inevitabilmente. Perché Montella non è arrivato a Firenze per caso. Così come Sinisa Mihajlovic e Delio Rossi che sulla carta dovevano portare con sé bel calcio, ma lì tante, troppe cose non hanno funzionato. Montella come espressione di una mentalità chiara: andare a far gioco contro tutti, da tutte le parti, far divertire e vendersi meglio al mondo intero. Non a caso nel primo anno di Montella la Fiorentina era tra le squadre più viste in Spagna. E due anni dopo, non a caso, la Fiorentina è stata scelta per giocare contro il Real Madrid a Varsavia. Peccato che nel momento in cui tutto era stato apparecchiato per il salto di qualità definitivo la sfortuna ci ha messo lo zampino. Ma la crescita di mentalità c’è stata, altrimenti non avresti fatto i record storici di vittorie in trasferta dove neanche la squadra di Trapattoni campione d’inverno (giusto per stare al passato recente) riusciva ad affermarsi. Poi, a chi dice che in casa le cose vanno male potremmo rispondere mille cose: il colpo del campione che manca perché il campione è infortunato, anzi due, potrebbe riassumerle tutte. Se il calcio italiano non si fosse declassato con le sue mani, Montella avrebbe centrato due qualificazioni Champions, oltre a raggiungere una finale di Coppa Italia e aver iniziato ad abbattere le big come non era mai accaduto nella gestione Prandelli.

 

Primi segnali di una crescita che già c’è stata. Ora, per fare il nuovo step, serve altro. Perché se l’aria nuova che si respira in casa Fiorentina c’è e si sente, è anche vero che si rimane sulla stessa lunghezza d’onda di qualche tempo fa: “Più di quello che questo gruppo sta facendo non può fare”. Ma almeno, a questo giro nessun : “Qualcuno si è montato la stessa”, come disse il tecnico viola qualche settimana fa.

 

A Firenze c’è voglia di crescere. Il ciclo di Montella non è finito. Ma per crescere e potenziarsi, questo ciclo, ha bisogno dello stadio di proprietà ed aumentare i fatturati. Lunedì la prima risposta del comune. Giornata campale, quella, per capire come fare, davvero, a crescere. Domenica sera, intanto, il Milan. Perché in tutto questo, la crescita vera, dipende anche e soprattutto dal campo, dal quale poi tutto parte. E stare stabilmente lassù. Non una volta ogni tanto, ma stabilmente.

Autore: Gianluca Bigiotti – Redazione Fiorentina.it