Articolo del tifoso: la viola ci ha regalato un sogno chiamato finale, chiamato Roma

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    Tifosi viola fiorentina udineseDalla parte dei tifosi. La redazione di fiorentina.it, con questa nuova rubrica, dà la possibilità a tutti gli utenti di esprimere la propria opinione e veder pubblicato il proprio pezzo. I lettori potranno così scrivere una articolo sulla Fiorentina secondo l’ottica del tifoso e non del giornalista. Vi ricordiamo che gli articoli per essere pubblicati devono essere firmati, autorizzati e non riportare contenuti offensivi!!!

    Stadio Artemio Franchi, semifinale di ritorno della coppa Italia, c’è da recuperare la sconfitta per 2 a 1 maturata a Udine. Su questa gara è stato detto di tutto ma conta soltanto vincere e saranno in più di 30.000, pronti a tingere di viola tutto lo stadio urlando a squarciagola per spingere in finale i propri eroi gigliati, dando la possibilità alla famiglia Della Valle di accarezzare il sogno di ottenere il primo trofeo della loro gestione. Largo alle formazioni. Magician Montella dovrà fare a meno dello squalificato Borja Valero ma ritrova Aquilani, Gonzalo Rodriguez e soprattutto dopo circa 5 mesi di calvario Mario Gomez che partirà dalla panchina: (4-3-3) Neto, Diakité, Rodriguez, Savic, Pasqual, Aquilani, Pizarro, Mati Fernandez, Cuadrado, Matri, Joaquin. Risposta tattica molto abbottonata per Guidolin, un 3-5-1-1 con Bruno Fernandez a sostegno del solo Di Natale in attacco preferito al Match winner del Friuli Muriel: Scuffet, Heurtaux, Danilo, Domizzi, Widmer, Pinzi, Allan, Gabriel Silva, Pereyra, Bruno Fernandes, Di Natale.Dopo tanto parlare largo al campo e i primi minuti di gioco vedono una Fiorentina intraprendente anche se un po compassata e confusa nelle sue sortite, forse per la posta in palio che rende pesanti le gambe e il pallone. Fatto sta che al dodicesimo arriva la scintilla rompi ghiaccio. Il Pek lancia el majico Joaquin, sponda di testa per captain Pasqual che al volo fulmina sul primo palo il giovane Scuffet regalano un trittico fatato per il vantaggio gigliato. Meraviglioso l’abbraccio del capitano con i tifosi in puro stile Premier League. L’euforia per il vantaggio non sembra donare ai viola nuova linfa agonistica ma timori e da qui comincia il forcing infernale a tinte bianco nere. Comincia Di Natale, prima in acrobazia e poi mandando alto da zona ravvicinata dopo il bello scambio con Pereyra.
    I viola sembrano un pugile alle corde e solo un gran CicloNeto prima su Gabriel Silva e poi su Domizzi salva la baracca. I toscani non riescono a rialzarsi e la difesa imbambolata permette al piccolo e scatenato folletto campano dell’Udinese un colpo di testa che si infrange sulla traversa. Nel mezzo la Fiorentina ha provato esili risposte con Mati Fernandez dalla distanza e Joaquin ma il suo tiro a giro viene parato dal talentuoso classe 96 Scuffet. Non succede altro, il duplice fischio è ossigeno puro per gli uomini di magician Montella. Nella ripresa la Fiorentina sembra aver superato il momento d’impasse e prova a raddoppiare con Joaquin ma il portierino della nazionale under 17 Italiana è reattivo e dice no. La partita è infuocata, si lotta su ogni pallone, l’Udinese non vuole mollare e si spinge con veemenza in avanti ed è proprio dagli spazi lasciati dai Friulani per recuperare che arriva di rimessa il raddoppio viola. Il Pek prende palla e scaglia un arcobaleno millimetrico per un Cuadrado sin ora spento. La vespa punta l’avversario e lascia partire un desto fotonico fulminando Scuffet. Pandemonio di euforia al Franchi con il Colombiano danzante che celebra la sua rete. Nonostante le due reti il risultato resta in bilico, infatti basta un gol all’Udinese e si va ai supplementari. Guidolin le prova tutte mettendo dentro sia Muriel che Nico Lopez ma il fortino gigliato resiste. Nei minuti finali il nervosismo comincia a regnare. Cuadrado viene ammonito( Ingenuo lui e un po severo l’arbitro, fatto sta che salterà l’eventuale finale), Badu dalla panchina e Domizzi, entrambi per reiterate proteste vengo espulsi.
    La gara sembra non finire mai e l’arbitro contribuisce con ben 6 minuti di recupero ma il Franchi per un’attimo si è fermato… Muriel si ritrova a tu per tu con Neto, sembra di rivivere lo spauracchio dell’andata ma questa volta la manona di Ciclo Neto che poi bloccherà a terra sul tapin di Nico Lopez regalano la qualificazione alla finale di Roma. Parliamoci chiaro, paradossalmente la Fiorentina ha meritato qualcosa di più all’andata mentre nella sfida odierna sono stati gli avversari a far qualcosa di più e in entrambi i casi la vittoria è andata a chi forse meno meritava. Serviva una prova di squadra, anche se spesso c’è stata molta confusione e tanto timore caratteriale, soprattutto dopo l’1 a 0, sono emerse le anomalie che solo il calcio sa donarci. Il sacrificio, il cuore, l’euro goal di Pasqual , quello di Cuadrado, le parole di sostegno pronunciate dagli assenti Borja e Pepito, il tifo incessante del caloroso pubblico di fede viola e Mario Gomez che dalla panchina scatta in piedi ad esultare come fosse un ultras da curva Fiesole. Certo, non è stata la miglior gara disputata dalla Fiorentina come squadra ma la potenza dei singoli ha regalato un sogno chiamato finale, chiamato Roma… 

    Firmato: Daniele Parlanti