Aspettando Babbo Natale, fra il 2014 e i desideri di Montella…

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È già Vigilia. Non di partita, ma di Natale. Tempo di ferie, feste, vacanze, un modo per staccare la testa dai pensieri e rilassarsi in famiglia fra cenoni e pranzi. Ma anche tempo di buoni propositi e desideri. Perché se c’è sempre un pizzico di magia che avvolge l’immagine di Babbo Natale che ci accompagna fin da piccoli, perché non provare a giocare?
Le richieste sarebbero tante, difficile anche scegliere. Ognuno avrebbe le sue, c’è chi punta grosso e chi si accontenta di poco. E c’è per chi il Natale diventa l’anticamera di un mese, gennaio, che nel calcio rappresenta qualcosa di molto simile a Santa Claus. Il mercato di riparazione non ha elfi o renne e non può accontentare tutti, non fa nemmeno differenze fra chi è stato buono e chi invece no. Miracoli? Non siamo attrezzati, piccoli desideri quelli… Perché no. Chissà se anche Montella avrà scritto la sua lettera, se lo avrà fatto in quello stile a metà fra l’enigmatico e lo “sfacciato”, in senso buono, che tanto gli piace e gli si addice. Sicuramente qualche idea in testa ce l’ha, e non avrà esitato a metterla nero su bianco a chi, i regali, deve farli in casa viola. La famiglia Della Valle ed il Presidente Mario Cognigni avranno sicuramente ascoltato le richieste del giovane Montella, ma visto che nel calcio Babbo Natale non esiste, resta da capire quali e come i desideri dell’allenatore viola verranno esauditi.
Nell’ipotetica lista, possiamo scommettere senza timore che l’aeroplanino abbia chiesto un po’ di fortuna. Quella purtroppo non dipende dai vertici, ma sicuramente ha inciso e non poco in un anno, il 2014, che non è proprio da dimenticare per la Fiorentina, lascia comunque pochi spiragli di felicità. Un anno iniziato col dramma Pepito, fermato mentre trascinava a tutta la Fiorentina dal l’ennesimo pesante infortunio. Un anno proseguito con la delusione e l’amarezza in Europa League, con il Napoli sempre più distante in campionato e con una finale di Coppa Italia che, pur persa, i viola avrebbero preferito giocarsela serenamente. In una partita vera. Un anno, il 2014, che ha regalato all’alba della nuova stagione una Fiorentina bella, raggiante e luminosa: Gomez matador d’estate, viola lo scudetto d’agosto, Babacar e Bernardeschi che dimostravano di poter affermarsi davvero anche in Serie A. Poi, come un giocattolo rotto, i pezzi sono andati sparpagliandosi: due schiaffi dalla Roma, la rincorsa di emergenza ad un mercato fatto nelle ultime 48 ore, il ko di Pepito, lo stop di Rossi e due mesi che, a conti fatti, hanno portato gioie solo in Europa. Poi, la sconfitta col Napoli che ha fatto risollevare quasi d’incanto gli umori in casa viola. Una sosta rigenerativa ed un bel filotto di risultati che hanno riacceso i sogni europei. E poco importa se a chiudere l’anno è stato un pareggio amaro contro l’Empoli, ultima eredità di un 2014 che consegna all’anno viola una Fiorentina con qualche problema da risolvere: i gol di Gomez, una rosa eccessivamente ampia e senza seconde linee di livello, un tabù Franchi ancora da sfatare ed un’Europa che, tutto sommato, non è lontana ma neppure così vicina.
E qui arriviamo al secondo punto: il mercato. Se da una parte c’è Montella che chiede agli sponsor di essere generosi così da potersi permettere rinforzi di livello “per battere il Tottenham”, dall’altra parte c’è una proprietà che continua ad investire soldi e che, giustamente, sottolinea la pesantezza economica di una rosa troppo onerosa. Il punto d’incontro dovrà necessariamente essere questo, e qua il cappello da Babbo Natale dovranno metterselo Daniele Pradè e Eduardo Macia: prima vendere e sfoltire, alle migliori condizioni possibili, e poi reinvestire sul mercato con pochi, misurati, ma importanti innesti. Servirà capire cosa succederà alla porta viola dopo il quasi imminente addio di Neto (avanti con Tata, o un altro portiere già a gennaio?), poi puntare su un attaccante ed un centrocampista. Pato? Cassano? Mutu? Non sappiamo cosa abbia chiesto in cuor suo Montella a Babbo Natale, di sicuro il 2 febbraio cercherà sotto l’Albero qualche bel pacchetto per lui. Con la speranza che, da dentro, ne esca un giocatore pronto a trascinare la Fiorentina. In attesa che il 2015 riporti in questa squadra il genio calcistico di Giuseppe Rossi. Quello sì, è il desiderio di tutti.

Autore: Guido Barucco (@gbarucco) – fiorentina.it