Astori, il pm convoca i tre indagati per il presunto ‘falso’ strain

di Stefano Brogioni, La Nazione

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Oggi gli interrogatori, ma gli indagati hanno la facoltà di non rispondere. La posizione di Galanti e la ricostruzione de La Nazione.

L’inchiesta bis per la morte del capitano della Fiorentina Davide Astori, vive la sua giornata clou. Oggi, i tre indagati – l’ex direttore della Medicina Sportiva di Careggi, Giorgio Galanti, la dottoressa Loira Toncelli, indagati per falso in atto pubblico, e il successore di Galanti, Pietro Amedeo Modesti, iscritto per un’ipotesi di distruzione di atti – sono infatti «convocati» dal pubblico ministero Antonino Nastasi, per chiarire le rispettive posizioni in merito al supplemento d’indagine nato intorno alla valutazione dello “strain”, accertamento cardiaco a cui sarebbe stato sottoposto il calciatore viola nella visita del 10 luglio 2017. Così scrive La Nazione.

FACOLTA’ DI NON RISPONDERE. Ma tanta attesa potrebbe essere delusa. Perché gli indagati hanno infatti la possibilità di avvalersi della facoltà di non rispondere e in questa fase dell’inchiesta, a carte ancora «coperte», spesso è la soluzione che gli avvocati difensori consigliano ai loro assistiti. Ma non è scontato. Il professor Galanti è indagato anche nel procedimento «principale», quello per omicidio colposo, assieme al collega di Cagliari, Francesco Stagno, per non aver ascoltato i campanelli d’allarme emersi, secondo i consulenti del pm, dalle prove da sforzo.

INCHIESTA BIS. E secondo la procura, Galanti sarebbe il «concorrente morale», il «mandante» della dottoressa Toncelli, che «in data anteriore o prossima» allo scorso 10 aprile, avrebbe fatto e stampato una relazione basata sullo strain fatto ad Astori il 10 luglio 2017, cioè quando il calciatore, morto a Udine il 4 marzo del 2018, la notte prima della partita, si sottopose alla visita per l’idoneità agonistica, l’ultima della sua carriera. Secondo Galanti, l’esame è stato effettuato. Probabilmente però, non venne scritta nessuna relazione. Perché è stato proprio questo tentativo di fare «oggi» un certificato di due anni prima che ha inguaiato tutti.

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M. da San Frediano
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M. da San Frediano

Purtroppo, non tutti i mali sono preventivabili (anzi…). Tutto è possibile, c’è un’inchiesta e si vedranno con calma i risultati. Ma non credo che i medici di Fiorentina e Cagliari abbiano preso tutti un abbaglio (men che mai che abbiano fatto apposta). Inoltre, su tutti i consulenti medici che daranno pareri, sempre tutti bravi, DOPO

Tubini
Tifoso
Tubini

Mi rifiuto di pensare che dei medici abbiano potuto rilevare qualche anomalia e non segnalarla in mala fede. Al contrario bisognerebbe pensare a cose davvero molto brutte.

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