Aziendalista si, ma non troppo. Tra omelette e #Joaquinstaisereno

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Ha conquistato larga parte del pubblico in pochi giorni. Anche i più scettici. E pure chi lo aspettava al varco alla prima gara ufficiale contro il Milan. Critica, addetti ai lavori e tifosi. Paulo Sousa continua la scalata negli indici di gradimento. Con il lavoro, con le parole, e con la sincerità. Perché aziendalista lo è stato in passato, lo è, e probabilmente lo sarà sempre. Ma fino ad un certo punto. Alla vigilia di Fiorentina-Milan si era detto preoccupato dal mercato in uscita, non nascondendo i suoi veri sentimenti mettendo la sincerità e la franchezza al primo posto. Alla vigilia della partita contro il Torino ecco la battuta sulle omelette, da fare con le uova che si hanno. Come a dire: questo passava in convento. Riferimento a Verdù ma non solo. Il mercato in entrata della Fiorentina non può certo dirsi scintillante e dire il contrario andrebbe ben oltre l’aziendalismo.

#Joaquinstaisereno. Quando qualcuno di più importante ha utilizzato questo hastag non è poi andata molto bene per il destinatario. Lo spagnolo continua la sua battaglia contro la Fiorentina. Ed ormai è perso. Che vada, che resti, che faccia quello che gli pare. Rischia di diventare solo un problema per la serenità del gruppo e di uno spogliatoio che lo stesso Sousa ha contribuito col suo pensiero e la sua filosofia a rendere unito più che mai.

Intanto c’è il Torino. Dietro Astori non è del tutto sicuro di una maglia da titolare. Roncaglia è più ‘cattivo’ e la scelta di Sousa contro il Milan non è stata casuale. A sinistra conferma per Alonso. Ilicic è intoccabile, così come Bernardeschi. Troppo importante il suo spirito di sacrificio anche per la fase di non possesso. Suarez è invece pronto a prendersi una maglia da titolare al fianco di Borja. Davanti Kalinic è ancora favorito su Babacar per il ruolo di attaccante centrale. E non solo perché il senegalese è ancora indietro fisicamente, ma anche e soprattutto perché là davanti serve tanta corsa e spirito di sacrificio. Il ballottaggio rischia di vedere nelle gerarchie definitive proprio l’ex Dnipro avanti a Baba.

Aziendalista, dunque, ma con due attributi giganteschi Paulo Sousa. Quelli che chiede alla sua squadra contro i granata di Ventura. Perché arrivare alla sosta a punteggio pieno sarebbe il massimo, e forse anche oltre le aspettative di molti. Soprattutto con le uova che c’erano a disposizione.