Baglini chiama Manoelli e nel 1965 nasce il Coordinameno dei tifosi viola

di Riccardo Galli - Qs La Nazione

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«Pronto? Sono Nello Baglini… Caro Alfredo, ho un incarico da proporti…». Siamo nel 1965 ed è grazie a questa telefonata che la Fiorentina vedrà nascere il primo viola club della sua storia. Viola club che si chiamerà inizialmente Coordinamento (dei tifosi), per poi diramarsi, negli anni, nelle mille anime che accompagnano la squadra ancora oggi nei suoi appuntamenti sportivi (e non).

E’ il presidente Baglini a volere che il tifo della Fiorentina si organizzi, si riconosca e si faccia riconoscere in Italia e poi all’estero, e così decide di rivolgersi all’amico Alfredo, uomo da mille idee e risorse. Alfredo Manoelli, è già una delle fugure di riferimento della società, e lo è stato fin da giovanissimo, accanto al marchese Ridolfi. Tocca a Marzio Manoelli, figlio di Alfredo, raccontare come Firenze, dal 1965 in poi, riuscì a realizzare quell’associazione che raccolse la tifoseria viola. «Il presidente Baglini _ ricorda _ chiamò il babbo per sapere che cosa avrebbe dovuto fare la Fiorentina per avere un club ‘ufficiale’ riservati ai suoi tifosi, come già avevano Juventus, Milan e Inter…».

«Fu questa la molla di tutto – continua Manoelli -. Il giorno dopo quella telefonata, mio padre partì per Torino, poi andò a Milano per farsi dare una bozza degli statuti di realizzazione di un club e nel giro di qualche settimana anche la Fiorentina ebbe il suo primo marchio di rappresentanza della tifoseria. Nacque il Coordinamento seguito, a sua volta, dalle prime… bandiere di altri gruppi. Il Settebello, l’Alfa Cure, Il Viesseux, il Careggi, il Coverciano…».
Storie che si intrecciano con ricordi ed emozioni. Quello che fu Alfredo Manoelli per la Fiorentina e per i suoi tifosi, oggi, fa parte di uno dei capitoli più belli della storia viola. «E il suo essere nella… maglia con il giglio _ continua _ lo si rilegge bene in almeno un paio di episodi. Con Ridolfi presidente, mio padre faceva lo speaker allo stadio e una volta, al termine di un brutto 0-0 fra Fiorentina e Bologna accese il microfono e… scatenò i tifosi. Risultato? La Fiorentina segno e vinse…Ma quello che aveva fatto era proibito dal regolamento e a un secondo tentativo, la Federazione richiamò Ridolfi». Che si arrabbiò.

Come Baglini, anni dopo, dovette ‘frenare’ lo spirito di Manoelli che, dal suo posto in tribuna d’onore, prese più volte di mira un arbitro… «Ma seduto accanto a lui c’era qualcuno che non gradì – continua l’amarcord -, e chiese al presidente di richiamare quel suo dirigente. La reazione di mio padre? Per essere più libero e non creare problemi alla società, si comprò un abbonamento in tribuna… come un tifoso qualsiasi».
Storie di altri tempi. Storie scritte con il cuore del tifoso. Quel tifoso che un giorno di 51 anni fa cucì accanto al nome della Fiorentina il primo striscione per rappresentare una tifoseria straordinaria. Quella di Firenze.