Basta poco e la Fiorentina va in affanno..E i cambi non bastano

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    Sousa e RossiFiorentina ammirevole, sia chiaro, anche se perde 1-3 contro la Lazio, che dovrebbe giocare al «Franchi» ogni mese per avere una classifica uguale a quella viola. Detto di questa tradizione negativa che perseguita i viola, non ci è piaciuta l’esultanza finale di Milinkovic Savic, poco rispettoso di Firenze e dei suoi tifosi. Non gli era bastato fare una brutta figura internazionale quest’estate, quando entrò nella sede ella Fiorentina e quando alla vista del contratto si mise a piangere non dalla commozione, ma dal dispiacere di dover dire di no. Anche ieri si è messo d’impegno per fare la figura di un ragazzotto viziato. Dopo il suo (bel) gol si è preso beffa di uno stadio intero indicando lo stemma della Lazio non ai compagni (sarebbe stato legittimo) ma al pubblico, aggiungendoci la perla di una linguaccia. Milinkovic-Savic sarà anche un buon calciatore ma non diventerà mai un campione, se continua a comportarsi così.
    Torniamo alla Fiorentina, la cosa più importante. Squadra ammirevole solo nel secondo tempo: la Lazio andava a velocità doppia e per i viola l’arte del possesso palla è diventata inutile, anzi pericolosa perchè i passaggi sbagliati sono stati circa trentacinque. E’ solare quello che ripete Sousa da tempo: mancano rinforzi di valore che permettano a Ilicic – ad esempio – di smaltire i dolori muscolari a casa e non in panchina ed evitino al mancino Alonso di fare l’ala destra. Serve un difensore di personalità e piede dolce perchè anche ieri Roncaglia – spiace dirlo – ha messo in crisi la sua squadra, sbagliando a più riprese, costringendo il capitano Gonzalo a beccarsi un’ ammonizione pesante (sarà assente domenica col Milan) e aprendo a Keita la strada del primo gol. Certo, la sconfitta non può essere solo colpa di Facundo, ma una caratteristica della Fiorentina di quest’anno è che ripete sempre gli stessi errori, specie nella parte destra della difesa. Non è più un caso, ma una lacuna.