Batistuta a Palazzo Vecchio per presentare il docufilm sulla sua vita (FOTO e VIDEO FI.IT)

dagli inviati Gianni Ceccarelli e Mattia Zupo

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Gabriel Omar Batistuta oggi è a Palazzo Vecchio per presentare il film documentario sulla sua vita. Segui in diretta l’evento su Fiorentina.it

13.55 Ora Bastistuta risponde a domande sui temi sportivi:Che emozioni mi provoca il calcio? Il calcio oggi mi provoca ogni tanto emozioni, soprattutto nelle finali per festeggiare una vittoria. Vedere i giocatori che festeggiano il raggiungimento di qualcosa mi provoca emozione. Ma sono abbastanza distante, ogni tanto mi domando come ho fatto a giocare in quell’ambiente. Quando vedo i miei gol a volte mi pare di essere un’altra persona (ride, ndr) Fiorentina e Roma? Sono state nel mio destino da un bel po’. La prima volta che arrivo in Italia dovevo venire a giocare a Viareggio e sono atterrato a Roma. Arrivo a Viareggio e vedo il Franchi per guardare proprio Fiorentina-Roma. Dopo quell’esperienza a Viareggio sono arrivato qui a giocare per la Fiorentina, ho dedicato la mia carriera ai gigliati.. Alla fine sono tornato a Roma, al principio del mio viaggio in Italia. Io non credo nei numeri ma a volte ci sono. Chi voglio che vinca sabato? Non lo so, a me fa piacere che vinca la Fiorentina e mi fa piacere vinca la Roma. Io sono al di sopra. Sono tifoso della Fiorentina ma non voglio il male della Roma. In quei due anni sono stato molto bene, mi hanno accolto bene. I romani sanno quanto amo Firenze e quindi ho un ottimo rapporto con entrambe le città. Se sarò allo stadio per Fiorentina-Roma? Non lo so, il regista vuole che venga, vedremo. Dzeko? Grandissimo giocatore. La Roma può fare qualsiasi cosa: andar fuori subito o vincere la Champions. Non ha avuto continuità finora, ma se passa la fase a gironi può dar fastidio a qualsiasi squadra. Dzeko-Simeone? Simeone sti sta affermando adesso e deve continuare a farlo, Dzeko è un giocatore più maturo. Icardi-Higuain? Se la giocano in Argentina, Icardi gioca di più perché è più giovane. A me piace tanto perché non si vede molto nella partita e poi viene fuori al momento giusto e segna”.

“Maradona compie gli anni oggi e cosa ha rappresentato? Mi dispiace di aver giocato poco con lui. Non so se sono arrivato tardi io o lui è arrivato presto. Ma le poche partite che ho fatto con lui me le sono godute. Ho avuto belle esperienze e una bruttissima, quella del mondiale del 1994. Ma ringrazio di aver condiviso la maglia della nazionale con lui. Diego per gli argentini è il calcio. Molti non condividiamo tante cose che lui fa o suoi pensieri, ma queste sono cose personali: io lo apprezzo come calciatore e come persona in certi versi, perché so da dove viene e cosa ha vissuto. La sua vita non è stata facile: è nato famoso, a 6 anni andavano 15000 persone a vederlo giocare, è nato con molte pressioni addosso. Cristiano Ronaldo o Messi? Se devo scegliere prendo tutti e due, altrimenti prendo Messi anche solo perché è argentino. Cristiano è davvero forte, però sono diversi. Messi partecipa molto di più al gioco, faccio fatica a metterli a confronto. Cristiano ha una fame incredibile”.

Io nella Fiorentina oggi? Mi sarebbe piaciuto, ma ormai il tempo è passato. Prima lo vedevo più possibile, ogni giorno più lontano e ad un certo punto ti metti l’anima in pace. Ma voglio chiarire che questo è stato un mio desiderio,non ho niente contro la gente che è adesso alla Fiorentina. Purtroppo sono fuori, ma non vuol dire che loro son cattivi. Chiesa? Il calciatore, come ogni professionista, vuol fare carriera. A volte metti sulla bilancia tante cose, non sono nella sua testa. Per me la cosa migliore era stare a Firenze perché avevo tanti stimoli e stavo bene. Mi piaceva rappresentare questa squadra nel mondo, anche se non andavo da altre parti a vincere mi sentivo vivo. Se Chiesa avesse la mia stessa testa gli direi di restare a Firenze, ma ovviamente Federico è un’altra persona, ed è normale perché ognuno ha i suoi sogni”. 

Simeone? Non l’ho ancora visto, io sto lavorando qua (ride, ndr). Vediamo se lo incontro prima di sabato. Lui sa che gli voglio bene, sono molto amico con il padre e ho giocato tante battaglie con il Cholo. So che persona è Giovanni, gli auguro il meglio. Io allenatore? No, ho fatto il corso per capire come pensano e cosa vedono. Ho imparato qualcosa, si sono fatti vivi in tanti, dal Sudamerica e dalla Francia, però per ora non vedo questa strada. Mi devo sentire pronto e per ora non è successo. Se giocavo in una certa maniera non è detto che faccia l’allenatore nella stessa maniera. Champions? La Juve ha una bella squadra ed è quella che ha fatto vedere più continuità. Le cose possono ancora cambiare, però quest’anno è una squadra che può vincere la Champions”.

Astori? Vivrà per sempre, il sentimento che c’è nei suoi confronti è incredibile, non penso si spenga mai. Pezzella? È un altro argentino che porta la fascia da capitano della Fiorentina, mi fa molto piacere perché vuol dire che il calcio nel mondo crede nelle nostre possibilità. E’ piacevole vedere gli argentini che vanno fuori e trionfano, ancor più piacevole vedere argentini che rappresentano Firenze, come me e Passarella”.

 

13.42 Ancora il regista Pablo Benedetti: “L’idea è presentare un Teaser per la festa per il compleanno di Bati a febbraio qui a Firenze. Il film dovrebbe essere ultimato tra aprile e maggio. Per la distribuzione ci stiamo lavorando, cerchiamo una durata di 92 minuti, cerchiamo di arrivare alla sala e poi le classiche distribuzioni su i vari Sky e Netflix. Sto lavorando molto per immedesimarmi nel primo spettatore, la mia idea è darvi l’impressione che ho avuto quando sono andato in Argentina e ho provato emozioni come Pablo, non come regista”.

13.31 Prende la parola l’attore protagonista, Batistuta: “La storia è cominciata quando Pablo e gli altri mi hanno proposto la cosa e subito mi è piaciuta. Non mi vergogno a dire che non mi piace vedermi in televisione ma l’idea di far vedere ai bambini del mio paese, e non solo, la mia storia, mi ha subito fatto pensare che era la cosa giusta. Stiamo lavorando bene, forze non me la cavo bene come attore (dice ridendo, ndr) ma questa è la mia storia, la mia vita, con i miei genitori, la mia famiglia, i miei amici. Io non sono tornato a Firenze perché non sono mai andato via. Firenze è la mia casa. Ogni giorno mi sto godendo l’amore e l’affetto dei fiorentini. I tifosi si sono arrabbiati tanto quando sono andato a Roma. Ho fatto un ragionamento da professionista e non riuscivo a comprendere perché la gente che non capisse che andavo a cercare una cosa che ho cercato qui per tanti anni. Mi sono arrabbiato un po’ ma poi ho capito le loro ragioni. Quando l’altro giorno a mia moglie dicevo che sono passati tanti anni ma la passione, l’amore verso di me è sempre aumentatati e adesso comincio a capire che ne è valsa la pena ‘giocarmi’ le mie caviglie per questa città, per i fiorentini”.

Differenza tra Firenze e le altre città? Io venivo dall’Argentina e la prima impressione che ho avuto quando sono arrivato a Firenze è stata: ‘ma dove sono arrivato?’. Ma dopo pochi mesi ho subito iniziato a capire la città, i fiorentini, cosa voleva dire la Fiorentina per la città. E da qui ho capito che valva la pena giocare e lottare per questi colori, per questa città. Al rapporto con la mia famiglia e ai bambini ci tengo moltissimo. La realtà in Argentina per i bambini è molto dura e spero che questo docufilm gli possa servire a migliorare qualcosa a qualche ragazzo. Voglio raccontare quanto posso essere sensibili, quanto e cosa ho fatto da bambini per arrivare dove sono arrivato”.

“A Pablo ha sorpreso la semplicità con la quale vivo, speriamo di trasmettere questo. Mi fa piacere che la gente non mi veda come una superstar: io sono normalissimo, vivo dove sono nato con gli stessi amici, non è cambiato niente. Io non sto facendo l’attore, devo solo fare me stesso e questo facilita il mio lavoro. Ogni tanto faccio arrabbiare Pablo, sono un professionista e cerco di fare tutto al meglio ma sempre rimanendo me stesso”.

13.25 Prende la parola il regista del docufilm Pablo Benedetti
“Sono super emozionato, è stato sempre il mio sogno descrivere la storia di Gabriel Omar Batistuta. Ringrazio lui, tutti coloro che fanno parte di questo progetto e che lavorano con me. Ringrazio il Comune di Firenze, il Sindaco Dario Nardella, la Fiorentina che ci ha messo a disposizione lo stadio per girare alcune scene. Questo è un progetto speciale, ci tengo molto. Con lui abbiamo parlato molto in Argentina e non solo. Si è descritto come persona, padre, uomo, giocatore, non vedo l’ora che arrivi il giorno del suo compleanno per un giorno speciale”.

13.20 Inizia la presentazione del docufilm, che prende il titolo: “Numero Nueve“. Queste le parole del Sindaco di Firenze Dario Nardella: “Un benvenuto speciale a Gabriel. Appena sono arrivato gli ho detto: ‘bentornato a Firenze’. E lui mi ha risposto che questa è la sua città e che qui non si sente ospite. Abbiamo concesso la cittadinanza onoraria a Gabriel, titolo che Firenze ha concesso a pochi come Riccardo Buti o Nelson Mandela. Personaggi hce hanno dato così tanto alla città che hanno meritato nel profondo il riconoscimento della cittadinanza. L’anno prossimo (il primo febbraio) compirà 50 anni e abbiamo deciso insieme di organizzare una grande festa di tutta Firenze per il suo compleanno sabato 9 febbraio, a Palazzo Vecchio nel Salone De Cinquecento“.

13.00 Ecco Gabriel Omar Batistuta e il Sindaco Dario Nardella, arrivati a Palazzo Vecchio

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Badtzmaru
Ospite
Badtzmaru

Chi sa se mostri anche quando vai a fare bang bang su chi non può difendersi, o quello è un aspetto della tua vita che non si deve sapere? 😉
Va beh, che tanto il tifoso medio è così sfigato che ti acclamerebbero anche se come hobby avessi lo stupro e la pedofilia: Eh, badalì! Forza Bati!!! XD

maurizio
Ospite
maurizio

BATI TI AMO!!!!!!!!!!!!!!!

Ciocio
Ospite
Ciocio

Di Mauro…

francesco
Ospite
francesco

Grande Bati

Ezio da Peretola
Ospite
Ezio da Peretola

Nardella marca “a uomo” Bati … cosa si fa per un po’ di visibilità in più …

ottobre viola
Ospite
ottobre viola

Ma Nardella, quanto è brutto! Lo stesso muso a bischero di Renzi, son geneticamente grulli

Emiliosud
Tifoso
emiliosud

Ma te sei bello? Ma la finite di offendere sempre e valuta chi è il grullo.

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