Beretta: “Amareggiato per lo spostamento del derby di Genova: un gruppo di ultrà…”

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    lega berettaDa parte della Lega c’e’ il massimo rispetto per le decisioni delle istituzioni, ma nello specifico non posso nascondere un disappunto profondo per quella che considero un’occasione perduta”. Maurizio Beretta, Presidente della Lega Serie A, ha espresso al telefono con l’Ansa la propria delusione per la decisione del Prefetto di Genova di far disputare il derby lunedì sera e non domenica alle 12.30.

    Il Presidente Beretta ha sottolineato che la collocazione iniziale avrebbe dato maggior rilevanza all’evento, che sarebbe stato trasmesso da 40 emittenti in quasi duecento Paesi. “La decisione di spostare la partita e’ stata presa a valle di una serie di prese di posizione di gruppi di ultra’ e questo certamente non ha aiutato nel dibattito, con il rischio che le esigenze di gruppi minoritari possano compromettere le esigenze di fasce piu’ larghe – ha sottolineato Beretta -, ma l’altro e principale motivo di disappunto e’ legato al fatto che la collocazione alle 12,30 per il derby era di assoluto pregio. Le gare giocate a quell’ora, infatti, hanno un ascolto piu’ alto della media delle gare del pomeriggio”. Beretta ha spiegato che le 14 partite disputate in questa stagione alle 12.30 hanno avuto come media 1,2 milioni di telespettatori, “superiore rispetto alle altre giocate nel pomeriggio, un risultato molto importante che ha coinciso anche con una presenza media superiore (24.450 spettatori) a quella degli incontri (23.500 circa) pomeridiani”.

    “Se poi davvero vogliamo puntare a crescere sui mercati internazionali – ha aggiunto il Presidente della Lega Serie A – l’orario delle 12.30 e’ molto indicato specie per il mercato asiatico. Il derby di Genova sarebbe stato trasmesso da circa 40 emittenti in quasi duecento Paesi”.
    “Faremo comunque il massimo sforzo per la miglior riuscita del derby, collaboriamo in toto con la autorita’, ma pensiamo che sia un’occasione perduta. La scelta di quella fascia non voleva sottovalutare l’evento, ma anzi era il riconoscimento di una partita importante cui era giusto offrire un orario importante”.