Berna: “Scudetto? Perchè no? Bayern? Voglio fare bene qua”

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    Bernardeschi carpiCosì il numero dieci viola Federico Bernardeschi  parla al Corriere Della Sera: «Piano con gli elogi, sono appena arrivato in serie A e la strada è ancora lunghissima. Non sono preoccupato e non ho paura. Ho fiducia, costanza, passione, volontà». Un consiglio ai ragazzini?  «Dico a loro quello che Sousa dice a me: lavorare, lavorare e ancora lavorare. Duro, sempre». È per questo che gli allenatori stravedono per lei? Prandelli l’ha convocata in Nazionale per uno stage quando ancora giocava in B a Crotone, Ancelotti ha dichiarato che la vorrebbe con sé, Lippi l’ha definita il giovane più interessante della serie A. «Ringrazio. Per me è motivo di orgoglio che personaggi di questo spessore mi tengano in così grande considerazione. Segno che sono sulla strada giusta». Viene accostato a  Juve, Bayern Monaco e Barcellona. Non la turba questa popolarità? «Non sono turbato e i complimenti non rischiano di farmi sbandare: so quante trappole ci sono. Penso solo a fare bene a Firenze». L’anno scorso ed il brutto colpo infortunio? «Pensavo potesse essere il mio anno e invece l’ho buttato via. Ma sono ripartito con più forza. Anche per questo ho preso la maglia numero 10. Non un gesto di presunzione, ma una sfida a me stesso. E poi quel numero ce l’ho sempre avuto nelle giovanili». Cosa manca per lo scudetto? «Potrebbe anche non mancare niente. Quest’anno il campionato è molto più equilibrato e non c’è una vera favorita. Certo Inter e Juve, squadre abituate a vincere, hanno qualcosa in più. La storia nel calcio conta parecchio. Però non è mai detto».