Bernardeschi-Bonaventura, duello sotto gli occhi di Conte. Ma meglio il rossonero

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    Bernardeschi milanAntonio Conte si sarà concentrato sulla sfida in fascia tra due esterni che potrebbero anche contendersi un posto a giugno per la spedizione europea in Francia, scrive La Gazzetta dello Sport su Milan-Fiorentina. Lente di ingrandimento, allora, sulla fascia sinistra del Milan, «più lontana» nel primo tempo e su quella «vicina» nella ripresa, dove per 90’ si sono sfidati il milanista Giacomo Bonaventura e il talentino della Fiorentina e dell’Under 21 Federico Bernardeschi.

    Nel 4-4-2 tendente al 4-2-4 che tanto piace al c.t. azzurro, la loro fantasia lontano dall’area, l’imprevedibilità e la facilità di saltare l’uomo e creare superiorità numerica, potrebbe rivelarsi un’arma preziosa. Ammesso che entrambi confermino la voglia di sacrificarsi e di lottare che spesso hanno fatto vedere durante questo campionato. Fosse un gran premio, la corsa dei due per un posto all’Europeo vedrebbe al momento avanti Bonaventura di un paio di curve: un po’ per la maturità e la crescita dimostrate da quando è in rossonero, che lo hanno portato già nel giro della Nazionale, un po’ perché a Bernardeschi manca la continuità di prestazione sopra le righe che invece è riuscito a trovare il buon Jack nell’ultimo biennio. Ma una cosa è sicura: Bernardeschi a Conte piace e la carta d’identità non influirebbe in alcun modo la scelta del c.t., che con Di Biagio – c.t. dell’Under 21 -, scambia costantemente impressioni e informazioni. 

    E allora eccoli a confronto. La Fiorentina fa del possesso palla una sua prorogativa, quindi è normale che Bernardeschi tocchi più palloni di Bonaventura e sia più coinvolto nella fase di impostazione del gioco dai suoi compagni rispetto al suo dirimpettaio rossonero. Il numero 10 viola ha giocato 75 palloni, con 34 passaggi positivi e 11 negativi (il peggiore della squadra di Sousa al pari di Tomovic). Federico ha cercato spesso la profondità su Kalinic e sui tagli di Ilicic, chiudendo la partita con 12 verticalizzazioni, pari al 27% dei passaggi effettuati. Poi nessuna sponda, una spizzata e tre cross: troppo poco per il suo talento, caduto in una serata negativa come evidenziano i dribbling riusciti: appena uno su cinque tentativi, per zero occasioni pericolose create. I numeri di Bonaventura non sono da capogiro, ma hanno influito di più sul rendimento della squadra: 58 palloni giocati (miglior rossonero), un’occasione creata, un dribbling riuscito su due, un cross, una sponda e 12 verticalizzazioni, pari al 46% dei passaggi positivi realizzati che sono stati 25, contro i 10 negativi. È stata una serata negativa in zona gol: nessun tiro in porta per entrambi, che hanno pensato più all’equilibrio di squadra che alla gloria personale.

    Lavoro sporco comunque ben svolto. Bonaventura ha recuperato 9 palloni (contro i 22 persi), intercettato 4 palle, subito tre falli e commessi altrettanti. Berna di palloni ne ha recuperati 7 (e persi 23), intercettandone 2. Conte forse poteva attendersi qualcosina in più dal viola. Ma non è ancora tempo di sentenze.