Bernardeschi contro il Milan non ci sarà: ecco le possibili soluzioni

di Francesco Gensini - Corriere dello Sport Stadio

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E però Federico Bernardeschi a San Siro non ci sarà. Mentre tutti i tifosi viola (e non solo loro) hanno ancora negli occhi la sua meravigliosa punizione che ha permesso alla Fiorentina di espugnare il Borussia Park, il talento di Carrara sarà assente domani sera contro il Milan: colpa dell’ammonizione rimediata sabato scorso contro l’Udinese. Era diffidato e quindi salta per squalifica la sfida ai rossoneri: non esattamente l’occasione giusta per stare fuori. Brutt’affare per la Fiorentina, ma almeno Paulo Sousa ha un paio di alternative a disposizione. Che sta provando fin dall’allenamento di ieri, presenti Andrea Della Valle e Cognigni, e comunque dedicato al lavoro di scarico per chi aveva giocato a Moenchengladbach.

La prima alternativa è quasi in automatico se si considera Bernardeschi nel ruolo di trequartista e non di esterno nel modulo del tecnico portoghese: dentro uno tra Ilicic e Saponara. Non cambierebbe molto nella disposizione, al netto che ognuno chiaramente porta in dote le caratteristiche tecnico-tattiche che gli sono proprie; e logica vorrebbe favorito lo sloveno in quel caso e forse lo è, ma l’ex Empoli si è inserito molto bene nel gruppo, sta recuperando la migliore condizione dopo l’infortunio alla caviglia pre-trasferimento e quindi anche per il tipo di gara da fare se la vede alla pari con Ilicic.

L’altra ipotesi invece presuppone due esterni di ruolo com’è stato di recente a Pescara e allora il rientrante Chiesa (fuori in Europa League a sua volta sempre per squalifica) si metterebbe a destra e Tello si sposterebbe a sinistra, con Borja Valero alle spalle di Kalinic: o Ilicic o Saponara al posto dello spagnolo, ma tre cambi su quattro rispetto al Borussia sembrano troppi, seppur nella logica di un po’ di turnover per gestire le forze in questa settimana in cui la Fiorentina sa di mettere in palio un pezzo significativo dell’intera stagione.

Difficile anche se non impossibile che l’eventuale turnover sia applicato a difesa e centrocampo, dove le scelte di Paulo Sousa seguono gerarchie ormai precise che solo la necessità di far riposare questo o quello, se non per cause dovute ad infortuni o stop forzati, possono modificare. Serve la seduta di oggi al centro sportivo per capire se esiste questa esigenza, cioè di far tirare il fiato a chi ne ha bisogno in vista della partita di ritorno contro il Borussia, altrimenti la partita del Meazza è importante come quella di giovedì nella quale si decide l’accesso agli ottavi e quindi va in campo la Fiorentina titolare.

Per ciò che concerne il reparto arretrato è da considerarsi quella con Sanchez, Gonzalo Rodriguez, Astori e Maxi Olivera a protezione di Tatarusanu, e se un minimo d’incertezza c’è, esiste per la fascia destra dove Tomovic – reduce dalla buona prestazione in campionato con l’Udinese – contende il posto al colombiano che però è stato fuori appunto con i friulani per lo stop del giudice sportivo e Paulo Sousa non dovrebbe rinunciarci ancora; con Badelj e Vecino nel mezzo a dettare regole e ritmi dell’azione viola in base ad uno schema che da tempo ormai non prescinde più dalla coppia formata dal croato e dall’uruguaiano.

Con Kalinic che si è ripreso l’attacco, infine, per Babacar sarà tempo di panchina anche a San Siro almeno all’inizio, ma la punta senegalese dimostra di essere già in clima-partita. «Contro il Milan dovremo correre molto – ha detto a Premium Sport – come abbiamo fatto contro l’Udinese e occorreranno agonismo, mentalità e tanto pressing. Montella? Mi ha insegnato tante cose e una di queste è fare gol che siano anche brutti per poter diventare un vero attaccante d’area di rigore».