Bernardeschi, dal Ponzano alla Nazionale. La scalata del simbolo viola

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E’ stato lo stesso Paulo Sousa a definirlo un esempio, un ragazzo dalle attitudini particolari, utili a se stesso e alla squadra. Presto prossimo campionicino della Nazionale Maggiore e con tante potenzialità di crescita. E’ lo stesso Sousa che ha creduto in lui fin dall’inizio del campionato anche facendolo giocare non nel suo ruolo originario, ma Federico non ha deluso le aspettative e ha tirato fuori il carattere. Il ragazzo corre e il numero 10 sulle spalle non è stato scelto a vanvera. Episodi di Basilea-Fiorentina a parte, che sono già stati descritti fin troppo a lungo, Bernardeschi c’è e non sono per i gol che non sono un dettaglio da sottovalutare, ma anche per la voglia di vincere, di correre e di mettersi a disposizione della squadra. Di far vedere il suo valore qua, a Firenze, la città che l’ha cresciuto fin da quando aveva 9 anni e che l’ha “scoperto” dal Ponzano. Si perché Federico, parentesi a Crotone esclusa la quale l’ha fatto maturare e diventare quello che è oggi, è in maglia viola dal 2003 dove si è fatto tutta la trafila nel vivaio della Fiorentina fino ad arrivare alla massima serie dove esordisce il 14 settembre 2014. Segna il suo primo gol in maglia viola contro il Guingamp in Europa League e il 31 maggio 2015 il primo in campionato. L’infortunio al malleolo non l’ha fermato e Bernardeschi, titolare inamovibile in Under 21, sta lottanto con le unghie e con i denti per poter scalare anche questo scalino ed andare finalmente della Nazionale che conta, quella diretta dal Ct Conte. Ma non si dispera, più e più volte il ragazzo ha ripetuto che sta dando il massimo e che l’Under 21 non gli sta stretta. Non solo, il sogno scudetto non lo nasconde, così come non nasconde la voglia di vincerlo con questa maglia e di restare molto a lungo nel capoluogo toscano. E’ stato accostato alla Juve, in estate tutti i tifosi viola temevano per un suo passaggio agli eterni rivali, ma il 10 viola ha firmato il rinnovo che lo lega alla Fiorentina fino al 2020 e ha ribadito per l’ennesima volta di non aver mai avuto dubbi. E lo dimostra con quel numero che pesa, ma che sulle sue spalle sembra così leggero: il 10. Il 10 che è passato per Antognoni, Baggio e Rui Costa e che è stato fin troppe volte scelto da giocatori “inadeguati”. Questo però non sembrerebbe il caso di Bernardeschi, il quale ha finalmente restituito il 10 che conta a questa meravigliosa città e alla sua grande squadra. Di certo dopo la partita di ieri sera contro il Basilea, Firenze ha trovato un nuovo Principino al quale augurare di rimanere qua a lungo e di portare i colori viola sempre più in alto.

Autore: Camilla Cecchetti – Redazione Fiorentina.it