Bernardeschi, due anni fa l’esordio al Ferraris. Ora è alla stagione della svolta

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    bernardeschi lazioAl Ferraris, contro il Genoa, due anni fa ha fatto il suo debutto in Serie A. Era il 14 settembre 2014: fu lui a rilevare dopo una decina di minuti della ripresa un Mario Gomez assolutamente irriconoscibile. Adesso, 42 partite di campionato dopo, Federico Bernardeschi è di fronte ad un bivio: questo è il suo anno decisivo, quello della consacrazione dopo le sei reti della scorsa stagione (2 in campionato e quattro in Europa League) e la convocazione in Nazionale maggiore, prima con Conte e poi con Ventura. La Fiorentina lo ha difeso dai ripetuti e continui assalti del mercato: lo volevano tutti il simbolo del vivaio viola, all’estero (leggi Bayern Monaco) e in Italia (a cominciare dall’Inter) e ora l’esterno viola vuole rispondere dal campo, decisivo per ringraziare. Così scrive Il Corriere dello Sport – Stadio.

    Contro la Juventus ha dovuto contrastare con il muro arcigno di Alex Sandro, senza riuscire a sfruttare nemmeno il cambio di posizione, al fianco di Ilicic dietro a Kalinic, e anche col Chievo, dopo essere subentrato all’infortunato Sanchez, pur cercando di raddoppiare dalla sua parte, ha finito col perdersi nel caos degli avversari. Vuole riscattarsi, alimentare l’onda da cavalcare. Non ha messo nelle gambe minuti azzurri nelle ultime due gare giocate, con Francia e Israele, e anche per questo spera di tornare protagonista con la Fiorentina.

    Federico Bernardeschi vuole riavvolgere il nastro, come all’Olimpico contro la Lazio, gol e assist, quando ancora la partecipazione all’Europeo, per lui, era solo un sogno. Bernardeschi, intanto, rincorre la doppia cifra: fin qui, tra campionato e Europa League ha segnato 9 gol (di cui 6 in campo internazionale) e vuole tornare a volare. Sa che in questo settembre di fuoco non ci sarà il tempo di soffermarsi a pensare: c’è il Genoa, poi il Paok, la Roma, l’Udinese, il Milan, di nuovo l’Europa col Qarabag a Firenze e poi la trasferta contro il Torino. Dopo essere stato, fin dalla sua prima stagione in viola, quella con Montella in panchina, il jolly europeo, adesso Bernardeschi lavora per il salto di qualità definitivo. Quello da dieci, il suo numero, quello del fuori classe e della perfezione filosofica. Di nuovo al Ferraris, lì dove tutto ha avuto inizio.