Bernardeschi, l’uomo d’Europa in cerca di spazio. Due anni fa il primo gol in viola

    0



    bernardeschi lazioDue anni fa, di questi tempi, Federico Bernardeschi trovava il suo primo gol in maglia viola. Era il 18 settembre 2014, 17′ nel finale di gara contro il Guingamp gli bastarono per timbrare per la prima volta il cartellino a Firenze.

    (a 0′ 43” il gol di Bernardeschi)

    Aveva ancora il numero 29 sulle spalle, Federico Bernardeschi. Controllo al limite, tiro da fuori con il mancino e palla all’angolino basso. Pochi giorni prima, il 14 settembre, esordiva in Serie A, con la maglia viola, contro il Genoa. Dopo un ritiro nel quale aveva convinto Vincenzo Montella a puntare su di lui, presentandosi con un biglietto da visita che recitava 12 gol e 7 assist in Serie B al Crotone.

    Sono passati due anni, pare tutta un’altra storia. Un altro Bernardeschi, senz’altro. Perché quella stagione, 2014/2015, Bernardeschi l’ha poi passata quasi tutta ai box, per colpa di un brutto infortunio alla caviglia. Adesso, due anni dopo, si parla già di stagione della svolta, per l’attuale numero 10 viola. Si è conquistato tutto passo dopo passo, Federico. Con abnegazione, sacrificio, tanta corsa e qualità. Ora è il momento della consacrazione, dopo la bella (ma non troppo continua) stagione scorsa e l’Europeo con la Nazionale.

    Bernardeschi, adesso, ritrova l’Europa. Dopo aver giocato, con molte difficoltà, tutta la partita contro la Juve, ed essere andato in panchina sia contro il Chievo (entrato nella ripresa) che contro il Genoa. Ed essere rimasto fermo anche con la Nazionale. Un’occasione da non perdere, insomma, contro il Paok. Convincere Sousa a puntare su di lui, e rispondere poi sul campo a suon di giocate. Il tutto con la questione ruolo da definire. “Lui si rende sempre disponibile, è sempre a disposizione delle esigenze della squadra. Fede è forte quando vede la porta di fronte, ma quando è girato di spalle deve migliorare molto. L’ho chiamato subito fin dall’estate, gli ho detto quanto è importante il suo ruolo e spero che lo faccia molto bene“, ha detto Sousa in merito. Tra la voglia di giocare trequartista, e più vicino alla porta, di Bernardeschi, e la necessità di Sousa di utilizzarlo come uomo di equilibrio (quasi) a tutta fascia, a sfruttare le sue doti atletiche.

    L’impressione è che la querelle andrà avanti a lungo, per un giocatore che molti addetti ai lavori considerano tra le migliori promesse del calcio italiano. Intanto, giovedì Berna può ritrovare il campo. Quello con la musica dell’Europa League. Certo, non il fascino della Champions, ma un palcoscenico che sa esaltare anche le doti di finalizzatore del 10 viola. La media personale, in Europa, parla di 6 gol in 10 partite. In campionato, per intendersi, 3 gol in 43 gare. Senza paragone.
    Ora sta a Bernardeschi, riprendersi la scena. A partire proprio dall’Europa.