Bernardeschi ritrova ls Coppa: ora ha bisogno di conquistare Firenze

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    Bernardeschi sassuolo Su lui scommettono tutti. Federico il predestinato, il leader del futuro, azzurro o viola o se preferite entrambi. Bernardeschi e una storia che non è però mai stata semplice. Sul tavolo del calcio che è e che sarà non hanno avuto dubbi. Non ne aveva Conte che in versione ct lo aveva messo nel mirino già nell’Europeo. Non ne aveva Roberto Mancini che nell’Inter di qualche mese fa aveva indicato il biondo ragazzo di Carrara fra gli oggetti del suo desiderio di allenatore ancora nerazzurro. Non ne aveva avuti Gigi Buffon che non è mai mancato nel dichiarare Federico possibile bandiera azzurra del domani.

    Non ne ha avuti neppure Ventura, ct appena esordiente che comunque nel nuovo gruppo della sua Nazionale un posto per Bernardeschi lo ha trovato. Nessun dubbio neppure da parte di Pantaleo Corvino e, principalmente, dei fratelli Della Valle che il primo «niet» sulla cessione di un titolare per…mettere in pari i conti, l’hanno apposto accanto al suo nome. Bravo, con tante qualità, capace di sacrificarsi, di giocare da trequarti, da terzino-ala, da mezza punta, destro o sinistro ma…che Sousa domenica ha tenuto in panchina. Bravo, bravissimo, con il futuro stretto nel pugno ma?. Nella vita succede. Ti riempiono di elogi però di colpo poi aggiungono quel micidiale: «ma». E’ così che ti fanno intravedere un posto di lavoro, una vibrante storia d’amore…ma. E su quel «ma» rimani impiccato.

    E’ la situazione di Federico Bernardeschi, una futura bandiera viola e forse della Nazionale che però ultimamente pare ammainata piuttosto che sventolare. Gli manca qualcosa, anche la gente di Firenze gli vuole bene…ma ancora non è innamorata come per esempio di Borja Valero. Paga un rendimento alterno, certo, forse anche il fatto di essere arrivato di colpo alla popolarità, magari anche la bella e famosa fidanzata, comunque rimane ancoràto e non vola. Proprio questa può, anzi deve, diventare la stagione definitiva.