Bernardeschi, un anno da favola con vista azzurra..

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    Bernardeschi carpiCome riporta La Nazione, Brnarde-sky. Inteso come il cielo toccato dal talento di Carrara in questo 2015. Annata, rimanendo in ambito di volta celeste, che lo ha visto accelerare come uno shuttle. Dai dubbi sul ritorno fisico dopo il grave infortunio, al sogno di agguantare un posto tra i 23 del prossimo Europeo. Se ci sono anni che in termini di carriera valgono più di altri, quello che sta finendo lo è di diritto.
    Bernardeschi è punto di forza di una squadra, la Fiorentina, seconda in classifica: ed ha saputo guadagnarsi la fiducia di un allenatore come Sousa difficilmente conquistabile se non sei in grado di dare il 110% dal punto di vista del sacrificio e delle energie nervose. Superando, in termini di gerarchie, tutti i competitors. E dire che l’inizio di 2015, «Berna» lo ha passato soprattutto in palestra, lavorando come un matto per riprendersi dal tremendo infortunio patito in allenamento il 3 novembre 2014. Frattura del malleolo e lesione del legamento della caviglia. Oltre 5 mesi di stop, causa intervento chirurgico, e rientro in campo con la formazione Primavera l’11 aprile 2015. Giusto in tempo per tornare in forma e segnare il primo gol in A. Rete arrivata nell’ultima sfida del campionato scorso, al Franchi, contro il Chievo.
    A conti fatti, quello rimane l’unico centro messo a segno nel massimo campionato da Bernardeschi: un tallone d’achille quasi paradossale pensando alle qualità ed alle potenzialità del giocatore. Su tutti gli altri aspetti del gioco, però, la crescita è stata esponenziale. Corsa, abilità tattiche, assist. Una resistenza fisica pari al talento tecnico. Oltre alla disponibilità necessaria per trasformarsi da seconda punta a cursore di fascia. Una duttilità strabordante che ha conquistato tecnico e tifosi. Nel frattempo in estate si erano aggiunti due tasselli. La personalità, necessaria perchè un classe ‘94 possa indossare a Firenze la maglia numero 10. E la fedeltà: manifestata sotto la firma per il rinnovo del contratto (giugno 2019).
    Sono venti le presenze stagionali di Bernardeschi calcolando tutte le competizioni, un’enormità. Quindici delle quali da titolare. Con tre gol, tutti in Europa. La rincorsa per aggiudicarsi un posto tra i convocati di Antonio Conte al prossimo Europeo in Francia è partita. Il ct lo ha seguito, sia direttamente che indirettamente. Il tempo dirà se il sogno potrà realizzarsi, ma l’impressione è che a prescindere da questo, il futuro in azzurro non sia in discussione. Un predestinato, Federico. Arrivato a Firenze bambino e diventato uomo nella città dove ha passato la maggior parte della propria vita. Veste il viola dal 2003 e dopo dieci stagioni nelle giovanili, dai Pulcini alla Primavera, il salto nel calcio professionistico a Crotone in Serie B due anni fa. Prima di tornare in viola. «Ho sempre sognato di diventare una bandiera qui fin dal mio arrivo, anche se so come funziona il calcio» disse in estate. Musica per le orecchie fiorentine.
    Prima della firma estiva, qualche insulto se lo è preso. Meno di uno dei suoi idoli, Roberto Baggio. Ma per lo stesso motivo. Il possibile passaggio alla Juventus. «Le offese non fanno piacere – disse lui – ma i tifosi hanno creduto alle voci e temevano la beffa». Il rinnovo chiuse il discorso, ma i pericoli maggiori devono ancora arrivare. Come logico che sia, gli occhi d’Europa si sono posati su di lui. L’impennata di valore del suo cartellino, valutabile intorno ai 25 milioni di euro, non spaventano le big, Bayern Monaco su tutti. Pensarci adesso è inutile e dannoso. Il 2015 è stato l’anno della svolta, il prossimo deve diventare quello della consacrazione. La Fiorentina ha in casa una miniera d’oro, tecnica ed economica. E Conte, sullo sfondo, sorride.