Berti a Fi.it: “Pastore e Toni i top. Adesso più temibile Ilicic di Gila, ma…”

    0



    gianluca bertiDomani ci sarà Palermo-Fiorentina. La squadra di Sousa andrà in Sicilia per cercare di confermare quanto di bello ha fatto vedere nella prima parte di stagione (secondo posto compreso), i rosanero cercheranno incrementare il loro bottino, per adesso non proprio soddisfacente. Per analizzare la partita e parlare delle due compagini e del loro momento, non potevamo che interpellare in esclusiva per fiorentina.it un uomo (ex portiere) che ha lasciato un pezzo di cuore a Palermo, ma che ha il sangue viola nelle vene: Gianluca Berti. Ecco i suoi pensieri, i suoi ricordi, le sue sensazioni.

    Gianluca, innanzi tutto che partita si aspetta tra Palermo e Fiorentina domani?

    «Una partita tirata. Perché il Palermo non sta passando un bellissimo momento e non vorrà perdere la partita. Aspetterà i viola e cercherà di colpirli in contropiede».

    Qual è il rischio più grosso che può correre la Fiorentina in Sicilia?

    «Sottovalutare il Palermo. Perché i rosanero, in casa, hanno sempre dato il 110%. E non affrontarli nella maniera giusta sarebbe un errore».

    Dopo la sosta, capita che le grandi vadano incontro a qualche piccolo passo falso…

    «È la storia che lo dice. Le grandi squadre, sia dopo la sosta che all’inizio del campionato, rischiano sempre qualche passo falso. Capita spesso la possibilità di assistere a partite strane: insomma, non è detto che, per esempio, che la Juve vinca contro l’ultima in classifica. E molto dipende dall’atteggiamento mentale, dalla testa».

    Ma com’è possibile che continui a succedere, visto che ormai tutti sanno che le gare post sosta sono quelle più pericolose sotto questo punto di vista?

    «Non c’è un motivo specifico. È semplicemente una cosa fisiologica. Quando arrivi da un periodo di festa, di vacanze, devi riattivare subito il cervello. E non è facile. I giocatori sono dei ragazzi e credo sia normale che possa capitare».

    Anche alla Fiorentina di Sousa?

    «Certo. Può capitare a tutte, anche se spero non capiti alla Fiorentina. Ma Sousa è stato calciatore prima di diventare allenatore, sarà capitato anche a lui…».

    Di solito si parla sempre degli ex come gli uomini più temibili. A tal proposito: deve aver più paura la Fiorentina di Gilardino (ammesso che giochi titolare) o il Palermo di Ilicic?

    «Vedendo lo stato di forma di entrambi dell’ultimo periodo, dico Ilicic. Ma il Gila è sempre il Gila e vorrà fare bella figura. Il presidente lo ha anche punzecchiato, dicendo che non fa abbastanza movimento, e lui vorrà dimostrare di essere ancora il giocatore importante che tutti conoscono».

    Ecco, a proposito di Zamparini e di quanto detto su Gilardino («Non mi ha soddisfatto. È certamente un ragazzo d’oro, ma noi abbiamo bisogno di calciatori maggiormente di movimento»): che ne pensa?

    «Sono cose che non fanno piacere, ma Gila è un dipendente del presidente. Zamparini lo paga. Speriamo che risponda sul campo, ma non da domani. Anche se voglio precisare una cosa: sono un viola, ma sono molto legato al Palermo e ai suoi tifosi. In Sicilia ho tanti bei ricordi. Che dire: mi auguro che quella di domani sia una bella partita, che vinca il migliore, ma soprattutto che i rosanero possano concludere questo campionato centrando l’obiettivo salvezza e la Fiorentina traguardi importanti…».

    Quanto importanti?

    «Spero tanto importanti. Spero qualcosa di meraviglioso».

    Mai come quest’anno si sentono giocatori viola pronunciare la parola ‘scudetto’. Anche con una certa convinzione…

    «Perché la Fiorentina lì davanti non è un fuoco di paglia. Ad oggi non vedo una squadra più forte di quella viola sotto il profilo del gioco. Poi è chiaro che Inter, Juve, e anche Roma hanno giocatori più importanti, ma la voglia e la determinazione che può mettere in campo la squadra viola, alle altre manca».

    Il mercato non è entrato nel vivo. La Fiorentina ancora non ha fatto niente (anche se sta rinnovando il contratto ad Alonso e non è poco). Un suo pensiero a riguardo?

    «Sicuramente i dirigenti viola avranno in testa le cose che vogliono fare. Ma hai detto bene: siamo ancora all’inizio del mercato».

    Qual è il giocatore più forte col quale ha giocato a Palermo?

    «Toni: quello che ha fatto Luca non l’ha fatto nessuno».

    E il giocatore più forte del Palermo, da quando i rosanero sono tornati in serie A?

    «Pastore: ha una classe incredibile».

    Il giocatore più forte dell’era Della Valle?

    «Come classe mi sento di dire Rossi, anche se dispiace per i problemi che ha avuto. Considerato che lo abbiamo potuto vedere poco, dico ancora Toni. Nessun giocatore ha fatto 31 gol in viola in un campionato…».

    Tatarusanu-Sepe: uno è spesso messo in discussione. L’altro è il portiere di Coppa sul quale la società potrebbe puntare dal prossimo anno. Che mi dice?

    «La faccio breve: sono due ottimi portieri».

    Il ricordo di un suo Palermo-Fiorentina?

    «Quarti di finale di Coppa Italia. A Firenze giocammo la partita di andata e perdemmo 1-0 (gol di Batistuta), ma io ricordo che parai molto ma molto bene. Lo ammetto: ci tenevo molto a fare bella figura in quella partita e la feci».