Blaszczykowski, vero colpo di mercato o ex campione scosso dagli infortuni?

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    Blaszczykowski Che siano stati i tre schiaffoni beccati a Torino? O è stata la necessità di trovare una soluzione al caso-Joaquin che ieri si è anche tagliato lo stipendi per aiutare il suo passaggio al Betis Siviglia per 1,5 milioni? O era tutto prestabilito? Resta il fatto che ieri di buona mattina i manager viola sono partiti sul mercato come una schioppettata. Preso Jakub Blaszczykowski, nazionale polacco classe ’85, proveniente dal Borussia Dortmund, si fa chiamare Kuba (diminutivo di Jakub), soprannome che per noi diventerà un vero e proprio nome, stile brasiliano, perchè è bene essere sinceri, quell’accozzaglia di consonanti non ci entrerà mai in testa. Così scrive stamani Il Corriere dello Sport – Stadio.
     
    RIPIEGO O CAMPIONE? Siamo davanti a un giocatore dal passato illustre, quindi un colpo (1 milione di euro il prestito e 6 la seconda rata)? Possibile, ma non possiamo dimenticarci di aver detto la stessa cosa quando sono arrivati Marin e Richards. Tradotto: è figlio dell’abilità dei dirigenti viola o della loro speranza di aver beccato come in occasione dell’arrivo di Joaquin? Dunque, ripiego davanti alla decisione incrollabile di addio dello spagnolo o colpo arrivato al momento giusto? Lo si saprà solo strada facendo. Così come strada facendo sapremo se è valsa la pena rischiare sul giovane Gilberto o sul Verdù, arrivato dalle sabbie del deserto e trentenne così come il centrocampista polacco. Gente che deve ritrovarsi, amche se Kuba seppur bloccato a lungo da un infortunio aveva comunque tenuto un posto importante nei suoi campionati e nella sua Nazionale. 
     
    LA STORIA. Il polacco è nipote d’arte (Jerzy Jozef Brzeczek, è lo zio, lui centrocampista, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Barcellona). Ha avuto un’infanzia difficile e cruenta, come racconta nella sua autobiografia, ha assistito all’omicidio della madre, commesso dal padre: è cresciuto con la nonna materna Felicja. Ha una figlia, Oliwia. Cresciuto nel KS Czestochowa, passa nel 2005 al Wisla Cracovia con cui ha esordito nelle competizioni Uefa per club. Nel 2007 si trasferisce al Borussia dove inizia la sua parabola più alta e bella: 184 presenze e 27 gol. Nel gennaio 2014 si infortuna al ginocchio (rottura del crociato) e termina in anticipo la stagione. Un caso alla Giuseppe Rossi? Certi campioni se…tutti interi non ti toccano mai. Un rischio? Se non rischi…  
    Con la Nazionale polacca, ha iniziato dalla Under 19. Durante l’Europeo casalingo del 2012 è stato capitano della sua squadra. Ha vinto un campionato polacco con il Wisla Cracovia (2004/05), due Bundesliga col Borussia /2010/11 e 2011/12), una Coppa di Germania (2011/12) e due Supercoppe di Germania (2013 e 2014). E’ stato eletto per due volte calciatore polacco dell’anno (2008 e 2010). Tanta roba. Ma più recentemente? Presenze nei due anni 29, gol segnati due. Comunque già ieri ha sostenuto le visite mediche dal centro medico Fanfani e dal volo che lo ha portato in Italia ha ringraziato il Borussia con un Danke, grazie. E’ chiaro che i dubbi riguardano solo la sua attuale potenzialità fisica, perchè il suo valore-storico non può essere messo in discussione. Come Mario Gomez? Così i pessimisti. Resta il fatto che perdere Joaquin sarebbe stato un disastro, adesso probabilmente lo è un po’ di meno.