Blog di Ludwigzaller: Razza

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Mentre la finale si avvicina, l’attenzione si è spostata fra l’altro sul fatto che la Francia presenta, in questo come già in altri mondiali, una squadra in gran parte composta di giocatori di colore e appartenenti a diversi credi religiosi.

C’è chi ha visto in questa scelta la miglior espressione del multiculturalismo contemporaneo e chi diffida o si scandalizza. La storia può dare qualche indicazione utile a chiarire la questione.

La sera della Befana del 1537, il duca Alessandro dei Medici aveva voglia di festeggiare. Accettò dunque volentieri l’invito di suo cugino Lorenzino, che gli aveva promesso di procurargli una donna, forse una cortigiana, o persino la sorella stessa di Lorenzino, Laudomia. Mentre Alessandro si preparava ignaro all’incontro d’amore, nella stanza fecero irruzione Lorenzino e un suo servitore chiamato lo Scoronconcolo.

Il duca fu finito a colpi di spada e di pugnale, Lorenzino fuggì alla volta di Venezia, dove lo attendeva Filippo Strozzi, capo della fazione antimedicea. Seguì una vera e propria caccia all’uomo ordinata dal successore di Alessandro, Cosimo dei Medici. Una decina di anni dopo, Lorenzino fu sorpreso a Venezia dai sicari di Cosimo e assassinato.

Nella decisione presa da Lorenzino di uccidere Alessandro convivevano i motivi di rivalità personale e le idee repubblicane che imponevano di sopprimere il tiranno. Nessun rilievo ebbe invece il fatto che Alessandro fosse con ogni probabilità un mulatto, il primo uomo di colore a guidare uno stato nell’Europa moderna.

Che avesse lineamenti africani, il naso semitico, le labbra grandi, i capelli ricci, lo dimostra il ritratto che gli fece il Pontormo: e c’è chi sostiene, benché non sia provato, che fosse il figlio di una schiava mora. L’idea che appartenesse a un’altra razza, tantomeno a una razza inferiore, non sfiorava i contemporanei.

La stessa impressione si ricava dalla lettura del Decamerone. I mercanti cristiani che solcano il Mediterraneo per i loro commerci si imbattono, nelle novelle del Boccaccio, nei loro omologhi musulmani, riconoscendone il coraggio in guerra e la generosità.

In uno dei racconti più celebri, un mercante ebreo spiega al Saladino che non si può stabilire con sicurezza quale sia la religione migliore tra le tre principali monoteistiche, l’ebraica, la cristiana e la musulmana.

E per farlo racconta la storia di un padre che volendo lasciare in eredità ai propri figli un prezioso anello, e non volendo scontentare nessuno dei tre, fa fabbricare due copie identiche dell’originale: i tre anelli sono come le tre religioni, nessuna delle quali è da preferire alle altre.

E d’altronde si sa che nel mondo politeistico e multirazziale dei romani un uomo di colore poteva diventare imperatore, come accadde a Settimio Severo.

Insomma, il concetto di razza, per quanto ci possa apparire eterno e intuitivo, è in realtà una creazione di noi moderni, che va di pari passo con il colonialismo e il commercio degli schiavi.

Nasce nell’Ottocento e nel Novecento provoca i disastri ben noti. Sono stati scienziati e filosofi di un’epoca a noi vicina a individuare in modo arbitrario le razze; e a creare una gerarchia al culmine della quale c’era naturalmente la razza bianca.

Non c’è quindi da scandalizzarsi se la Francia si appresta a sfidare la coraggiosa pattuglia dei mercenari croati con la sua eccellente formazione di coloured. Nella mescolanza contemporanea di razze, religioni e culture, al contrario, riconosciamo radici antichissime.

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