Il blog di Ludwigzaller – Bagno

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I bagni nell’Avisio ai quali si sottopongono i viola post-allenamento hanno ricordato a Ludwigzaller quello che i soldati fiorentini fecero a Cascina prima di una battaglia con i pisani. Scena poi rappresentata da Michelangelo

1364, 28 luglio. Faceva un grande caldo quel giorno a Cascina, sicché i soldati fiorentini, che stavano muovendo alla volta di Pisa, in una delle estenuanti guerre trecentesche che videro contrapposte le due città, pensarono bene di liberarsi degli abiti e delle armature e di concedersi un bagno in Arno. Il nemico era inerme e John Hawkwood, il famoso capitano di ventura inglese al servizio dei pisani, pensò che quella situazione fosse ideale per un’offensiva e lanciò l’attacco. Miracolosamente, i fiorentini riuscirono a ricomporsi e a lanciare una controffensiva. L’esercito pisano fu messo in fuga, i soldati diventarono oggetto di una vera e propria caccia e caddero a centinaia. Pisa era senza difesa. Mentre alla porta di San Marco in Chinzica i pisani, uomini e donne, non trattenevano le lacrime per le sorti dei congiunti, i fiorentini si preparavano a festeggiare nelle consuete modalità carnevalesche. Occupato San Pietro a Grado utilizzarono un prato nelle vicinanze per correre un palio e impiccare due asini e due montoni. I prigionieri pisani furono condotti a Firenze e dovettero entrare in città sulle carrette “come poponi”, preceduti da un carro dove era stata collocata un’aquila impiccata per la gola.

1504. La scena si sposta ora a Firenze dove all’epoca della repubblica Soderini allestisce la fantastica sala del Consiglio Grande che deve ospitare migliaia di cittadini in quello che appare il primo parlamento moderno (non fatevi ingannare da chi pensa che la democrazia sia un’invenzione inglese). E chiama Leonardo e Michelangelo ad affrescare le pareti. Michelangelo sceglie la battaglia di Cascina e in particolare racconta dei soldati fiorentini sorpresi dal nemico a fare il bagno. La scelta si deve essenzialmente a quell’ossessione per la rappresentazione dei corpi che torna nella Sistina. Si sa che Michelangelo non finì il suo affresco, mentre quello di Leonardo si rovinò rapidamente per motivi tecnici. Un cartone di Aristotile da San Gallo ci consente tuttavia di farci un’idea molto precisa dell’opera michelangiolesca.

2019, 9 luglio. Capita qualche volta che la memoria corra da una scena o da una persona contemporanea a una tela o un affresco antichi. Succedeva spesso a Swann, uno dei personaggi principali della Recherche di Proust, che ritrovava nei tratti di Safira, moglie di Abramo dipinta da Benozzo Gozzoli, quelli della sua amata Odette e si sentiva così rassicurato circa i suoi fragili sentimenti verso di lei. Mi è capitato così di ripensare al cartone della battaglia di Cascina vedendo le foto dei giocatori viola a bagno nelle acque gelate dell’Avisio a Moena. Nessun timore per loro di essere sorpresi da un attacco nemico, ma certo quella scena suggerisce il senso di un’attesa che sembra non finire e che deciderà delle loro sorti come di quelle della Fiorentina. Di fatto ancora non sappiamo chi andrà e chi resterà, se avremo una squadra giovane o vecchia, ambiziosa o destinata, almeno temporaneamente, a un campionato prudente. Qualche volta subentrano stanchezza o scetticismo, ma l’intelligenza e l’amore per il rischio di Montella e Commisso finiscono per rassicurare.