Il blog di Ludwigzaller: Brave new world

1998



Ludwigzaller giudica le prime mosse del nuovo patron viola Rocco Commisso

Un breve riepilogo è necessario. Il conflitto tra Leccavalle e Lenzuolai si era concluso con la vittoria di questi ultimi, ma le rivoluzioni non finiscono nel giorno della presa della Bastiglia. Il difficile viene dopo, occorre elaborare una nuova visione e attuarla. Coloro quindi, tra i lenzuolai, che sostenevano che fosse sufficiente far fuori i Della Valle si sbagliavano, più importante era capire se chi li sostituiva poteva fare il bene della società da tutti noi amata. Del nuovo proprietario, arrivato dalle lontane Americhe, si sapeva poco o nulla, a parte il fatto che non era mai riuscito ad acquistare una delle società calcistiche che aveva trattato, e che le sue imprese avevano qualche difficoltà.

Nei primi momenti del suo soggiorno fiorentino, la razionalità è stata sospesa. L’entusiasmo che circondava Commisso non aveva nessuna base sicura. Poi Rocco si è messo a lavorare e le preoccupazioni si sono dissolte. Temevo ad esempio che, accostandosi al calcio, Commisso sarebbe stato influenzato dalle sue origini, che avrebbe nominato dirigenti e allenatori calabresi e che avrebbe sponsorizzato il calcio all’italiana classico, fatto di contropiede e fisicità. Non ero il solo a pensarlo, il 3 giugno Sisal Matchpoint indicava in Gattuso la scelta più probabile di Commisso, pagandola nelle scommesse a 2,5, una quota bassissima.

Erano paure ingiustificate. Commisso conosceva già la Fiorentina e sapeva che il calcio più spettacolare e produttivo era stato giocato a Firenze negli anni di Montella. Con più acume di molti lenzuolai, tutti intenti a giudicare soltanto le ultime sei partite, Rocco ha preso in considerazione la storia fiorentina di Montella nel suo insieme: più di cento panchine in campionato, percorsi eccellenti nelle coppe, con al centro quell’autentica pietra preziosa che è la vittoria con la Juve per 4-2.

Si è detto che Commisso è ricorso a Montella per risparmiare, per prudenza, addirittura perché obbligato da una clausola contrattuale. Io non credo che sia necessario immaginare complicate dietrologie. Il gioco organizzato, moderno e dinamico di Montella, un allenatore che punta sempre alla vittoria e a dominare, rispecchia lo spirito americano che Commisso ha assorbito e fatto proprio. Senza trascurare quella componente di pura bellezza che spinse Zeffirelli a paragonare il gioco della Fiorentina di Montella a un balletto.

Commisso ha scelto Montella perché lo stima e perché come ogni nuovo governante intelligente non ha ritenuto di azzerare il passato, ma ha preso dal vecchio regime tutto quello che c’era di buono. Ha ridato dignità ad Antognoni, ottimo dirigente oltre che giocatore, cui solo la timidezza fa velo, e probabilmente richiamerà Batistuta. Ha dimostrato poi di sapersi muovere nel suo terreno favorito, quello americano, dove la Fiorentina giocherà tra poco un importante torneo, con conseguente valorizzazione del marchio e possibilità di sponsorizzazioni. I mezzi economici li ha, perché, di là dal momento che sta attraversando il core business di Mediacom, il suo patrimonio personale è davvero ingente.

Siamo dunque finalmente autorizzati a esclamare, con la Miranda della Tempesta di Shakespeare, meraviglioso mondo nuovo!

di Ludwigzaller