Il blog di Ludwigzaller: Francesi

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Il primo francese che fa irruzione nella vita fiorentina non è Jordan Veretout, ma un nobile francese, tal Gualtieri di Brienne, duca di Atene, che chiamato, a metà Trecento circa, per dirimere le lotte tra guelfi e ghibellini rivela presto un animo dittatoriale. Diffidenti verso ogni forma di autocrazia, i fiorentini lo costringono, il giorno di Sant’Anna, ad una fuga precipitosa, che diventa in seguito argomento di un ciclo di affreschi dell’Orcagna. 

Nell’immaginario fiorentino il duca di Atene resta un emblema del tiranno. Passano due secoli circa prima che un altro francese sconvolga Firenze. È il re di Francia Carlo VIII, il cui arrivo in città determina la cacciata di Piero dei Medici, figlio del Magnifico, e l’avvento della repubblica di Savonarola, Machiavelli e Soderini. La bandiera del sovrano è ornata di quel giglio che è anche sullo stemma di Firenze ed il fatto non sfugge certo agli osservatori locali, così come non sfugge a quel pittore, Francesco Granacci, che dipinge anni dopo l’entrata di Carlo VIII in città. Ma Carlo la combina grossa ai fiorentini, togliendo loro Pisa e decretandone l’indipendenza.

Da secoli d’altronde i mercanti fiorentini sciamavano in Francia, dove Lione era quasi una seconda Firenze. A Lione i fiorentini giocano al calcio e comprano i libri luterani proibiti. Uno snob come Leonardo da Vinci non poteva resistere al fascino della corona francese, sicché dopo aver girovagato a lungo si accasa nel castello di Amboise, che il re di Francia Francesco I gli ha donato e per il re dipinge la Gioconda e altri ambigui capolavori, nei quali esplora il confine sottile che divide il femminile dal maschile.

Toccherà quindi ai Medici dare alla Francia due regine, Caterina e Maria, e tramite loro, a quanto pare, certe ricette di cucina. Secondo gli aristocratici Guermantes, di cui narra Proust nella Recherche, il sangue blu dei monarchi francesi si era sciupato mescolandosi con quello dei Medici, che erano dei semplici mercanti e dei borghesi. Ma ciò non impediva a Marcel di sognare Firenze, dove credo non sia mai venuto, che immaginava come una grande corolla di fiore con al centro la cattedrale di Santa Maria Novella e di cui vagheggiava, scorrendo le pagine di Ruskin, i capolavori architettonici e pittorici (ben più forte è la presenza nella Recherche di Venezia).

Nella certezza di aver dimenticato qualcosa in questo excursus, magari di decisivo, vengo ai fatti di casa viola per rilevare come nello spogliatoio del Franchi, dopo anni in cui la lingua dominante era lo spagnolo, oggi si parli francese. Corvino ha pescato in Francia un centrocampista, il Veretout di cui si diceva, le cui doti stiamo scoprendo strada facendo, che corre con costanza, ma non è privo di una sua eleganza di movimenti, e che possiede un eccezionale tempismo negli inserimenti in area. Davvero bello il suo goal di domenica.

Cyril Thereau è un attaccante atipico la cui carriera è stata forse inferiore alle qualità. Si è molto speso in provincia, ma in realtà meritava di più ed al suo primo anno in una squadra di media alta classifica sta infrangendo i suoi record. Non è un esterno in senso stretto, neppure una seconda punta o un trequartista, è tutte queste cose insieme ed anche altro. La sua esperienza è decisiva in una squadra di giovani.

Il terzo elemento di questa trinità francese, il fantasioso Eysseric, si è perso strada facendo: vedremo se riuscirà a risalire la china. Ma va reso onore a chi li ha portati, attingendo ad un mercato calcistico che i direttori sportivi italiani di solito trascurano. Per un giovane pedatore francese, così come per certe affascinanti studentesse e viaggiatrici, l’Italia è un punto di arrivo e Firenze il paradiso. E questo conta. 

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Gigliato
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Possiamo dire che in 3 giorni la provincia friulana ha piegato una parte di Milano?

Ilgatto
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Da sottolineare il concetto esposto da Adani in merito al gol di Fazio che stoppa la palla col braccio prima di fare gol : il braccio è congruo col resto del corpo.Cioè,la ferma col braccio PERÒ essendo l’avambraccio unito al braccio normalmente dal gomito ed essendo il braccio unito al tronco attraverso l’articolazione scapolo-omerale come è giusto che sia il gol è valido.In altre parole il gol sarebbe da annullare se il braccio fosse distante dal corpo più di 5 metri e senza rapporto alcuno con il tronco dell’atleta.Come sottolinea Ambrosini è una roba strana,menomale che c’è il ( o la ?)VAR.

Ilgatto
Ospite
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Non so se c’entra qualcosa,però dopo aver visto Inter-Udinese sto cercando di capire come la capolista,che è tale perché vince quasi sempre,possa apparire agli occhi di un ipotetico spettatore lituano che non conosce il nostro calcio come la squadra dei cantanti che gioca la partita del cuore.Stessi uomini e stessi schemi di sempre,Santon,Candreva,Borja,Vecino,soprattutto Vecino,Icardi stesso gol a parte,Perisic sembravano controfigure dei loro alias veri.Surreale.

Chiarificatore
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Difensivismo, non difensivo, qui sotto, inteso come filosofia di gioco.

Chiarificatore
Ospite
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Certo anche chi ha i giocatori più forti generalmente vince.
Non confondiamo i moduli con le filosofie di gioco.
Il difensivo è generalmente perdente.
Poi ci sono le eccezioni, rare, come l’Inter di Herrera.
Non a caso da quasii 60 anni, e sottolineo 60, si porta sempre quella come esempio vincente.

Uno che se ne intende
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Appunto. Il contropiede non è una filosofia di gioco, è una modalità offensiva al di fuori del tempo e appartenente al patrimonio un po’ di tutti, anche di Guardiola, anche di Pioli, è anche di quelli che fanno possesso palla in modo da attirare l’ avversario e aprire spazi alle sue spalle. Altra cosa è il difensivismo, che certo non è di Guardiola nè di Pioli.

Chiarificatore
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Certo, aggiungendo solo che puntare essenzialmente sul contropiede è difensivismo.

Ilgatto
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Difensivismo era quello di Rocco,per dire.Abbastanza vicino il gioco di Donadoni.Però una cosa sono i moduli,cioè come si mettono i giocatori in campo,io non ho pretese da ” competente” ed ascolto tutti quelli che se ne intendono,un ‘altra la ” filosofia ” di gioco ,concetto che sicuramente per mio limite mi fa ridere.Di cuore.

Ilgatto
Ospite
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Secondo me nella generalità dei casi vince chi ha un maggior numero di giocatori fortissimi e possibilmente ben assortiti Da qui in avanti i moduli sono buoni tutti.Da profano,eh.

Chiarificatore
Ospite
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Il contropiede non solo non è il diavolo è un modo di far gol sublime, godereccio.
Altra cosa è dire che la Fiorentina di Pioli si basa sul contropiede.
Altra cosa è dire che un calcio basato sul contropiede sia nella generalità dei casi vincente.
Nella generalità dei casi vince chi domina il gioco, chi sa tenere di più la palla nei piedi

Ilgatto
Ospite
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Io ho un ricordo fatato: Suarez lancia a 40 metri,Jair o Domenghini cross,Boninsegna/Peiro/Mazzola = gol.
Possesso palla 40 secondi.
2 volte in una partita 2-0.
Avrò sognato tutto certamente.

Chiarificatore
Ospite
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Certo, il possesso palla non è un fine.
E questo lo sanno anche le pietre.
Però è un mezzo.
Anzi sarebbe più giusto dire IL mezzo.
Altrimenti come volete fare gol, benedetti ragazzi?
Solo sperando in un autogol dell’avversario?

BerardoViola
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Il calcio danubiano, austro-ungarico, primariamente, e’ stato a lungo considerato il più forte del mondo. Poi fu soppiantato da quello sudamericano, Brasile e Argentina in testa.
Da lì, storicamente venivano e tuttora provengono gran parte degli “stranieri” e degli “oriundi” che giocano nelle varie leghe europee. Ora si e’ affacciata anche l’Africa e un po’ di Asia.
Tattiche e moduli, sistemi e metodi si susseguono e si alternano da oltre un secolo, mutamenti che derivano anche dal cambiare delle regole e dei regolamenti del bel gioco e dalla storia dei popoli della Terra, la loro crescita economica, i loro movimenti e aspirazioni.
Non sono certo il contropiede o il tiki-taka o le teorie di Brera a farne quel fenomeno globale che per una finale di coppa inglese mette in crisi un matrimonio principesco..

Uno che se ne intende
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Ma perchè il contropiede è visto come il diabbolo? Lo fa anche Guardiola al City, quando capita l’ occasione.

Chiarificatore
Ospite
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Ma non sempre.
Non come filosofia di gioco.

Pizzulaficu
Ospite
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Che fai il subdolo ?

Chiarificatore
Ospite
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Esatto.Infatti nessuno lo vede come il diavolo.

Uno che se ne intende
Ospite
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Pareva il contrario, ma sicuramente avrò inteso male.

Chiarificatore
Ospite
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Indubbiamente.

Uno che se ne intende
Ospite
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Ho visto, intendevi contropiede per difensivismo.

Chiarificatore
Ospite
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No, intendo BASARSI sul contropiede difensivismo..

Uno che se ne intende
Ospite
Member

Così però li rendi sinonimi.

Chiarificatore
Ospite
Member

Se si provasse, invece che a contraddirlo a tutti i costi, a capire cosa dice l’interlocutore, certe discussioni sarebbero più proficue. Peccato.

Uno che se ne intende
Ospite
Member

Mah. per me ti sei spiegato male. Buonanotte

Chiarificatore
Ospite
Member

…d’altra parte più sopra la distinzione l’hai fatta anche tu, quindi forse devi metterti d’accordo con te stesso.
Ma non ti preoccupare, questo, quando si vuole contraddire l’interlocutore a tutti i costi capita.

Chiarificatore
Ospite
Member

No caro mio. Il significato è profondamente diverso e se tu non lo capisci non è un mio problema.

Ludwig
Ospite
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In certi momenti della partita lo fanno tutte le squadre e certo anche noi con Montella lo facevamo, di solito quando si è in vantaggio di uno o due goal. Però correttamente vorrei rimarcare che di contropiede qui non si parla praticamente mai, perlomeno a proposito di Pioli.

Pizzulaficu
Tifoso
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Io parlerei di ” azione di contropiede ” che quando c’è l’occasione viene fatta da tutte le squadre. Dire che noi giochiamo di contropiede mi fa scompisciare per due motivi,
A – non ne siamo capaci o siamo poco bravi a farlo.
B – che io capisca poco di calcio.
La seconda è quella giusta.

Chiarificatore
Ospite
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Io penso che basterebbe a volte mettere il naso fuori casa per dare il giusto giudizio su noi stessi.
Che la Fiorentina di Pioli giochi in contropiede lo si dice solo da queste parti.
Che la Fiorentina di Pioli abbia la caratteristica di lasciare l’iniziativa all’avversario una volta in vantaggio ( che è già un po’ diverso dal dire che si gioca sempre in contropiede ) lo si dice solo da queste parti, in quanto si tratta di una caratteristica diffusissima, direi in certa misura inevitabile, tenendo conto del surplus di adrenalina che si produce a quel punto nella squadra avversaria.
Ma ripeto, forse aver giocato a calcio, anche in parrocchia, aiuterebbe a capire questo fenomeno.
Quanto alla determinazione (o motivazione che dir si voglia) mi pare che sia proprio questa, insieme ad una inaspettata coralità, l’arma in più della Fiorentina di quest’anno.

Ludwig
Ospite
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Come si diceva la parola contropiede ricorre solo 3 volte sulla pagina Chiari, l’hai scritta due volte tu, una volta io per risponderti, e una volta Carlo che però come sai ha un modo di scrivere molto libero e leggero.

Ludwig
Ospite
Member

La parola “contropiede” non so quanto sia stata usata, Chiari, ma eviterei di continuare a discutere sulle parole. La caratteristica più brillante del gioco della Fiorentina è l’azione in velocità che porta la squadra ad andare in porta con pochi passaggi, dunque non si fa più il possesso palla degli anni precedenti.

Paolotto
Ospite
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Il fine del gioco del calcio non consiste nel possedere la palla, ma nel metterla nella porta avversaria.
L’assedio degli avversari sulla tre quarti per avere successo – ed allora diventa un grande spettacolo – necessita di eccellenti qualità tecniche individuali. Invece, con giocatori normali, un “possesso” del genere è di una monotonia insopportabile e inevitabilmente, prima o poi, perdi palla. Così è l’avversario ad arrivare in porta in un battibaleno.

La Fiorentina attuale non pratica scientemente il contropiede, ma lo attua nelle contingenze della partita. E’ una fase di gioco strutturalmente finalizzata a fare gol e che non corrisponde necessariamente al “catenaccio”. Chi parte in contropiede non si difende, ma attacca in velocità: un bel calcio anche questo, come era bello il gioco “minimale” e verticale della prima Fiorentina capolista di Sousa.

Ludwig
Ospite
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Posto che non esiste un solo modo di giocare a pallone, e che l’evoluzione tattica è stata continua, credo che le innovazioni apportate da Guardiola all’inizio del nuovo millennio sia state molto significative e in qualche modo geniali proprio perchè rovesciavano dei luoghi comuni. Ad esempio prima di Guardiola si pensava che i giocatori mediterranei fossero inferiori ai nordici, e che l’allenamento dovesse essere atletico. Dunque una grande svolta che non sarà l’ultima, visto che ci si evolve sempre. Comunque di sicuro la più interessante ai miei occhi.

Paolotto
Ospite
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Certo, una evoluzione spettacolare, per la quale però occorrono giocatori che non tutte le squadre possono permettersi.
Avrei voluto vedere Guardiola alle prese con Kone e Benalouane sciatalgico.
Sottolineo che neppure Guardiola tende a fare “possesso”. La palla vuole invece consegnarla più spesso che è possibile agli avversari: dentro la loro rete.

Ludwig
Ospite
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Uno dei più interessanti esperimenti di gioco alla Guardiola con una squadra di medio valore resta la Fiorentina di Montella.

Carlo Carlo
Ospite
Member

Ludwig, non ho colto, nella partita con la Roma, un miglioramento. Ma siccome avevi fatto un grande post, mi era bastato. Occhio che poi, questa con la Roma, la potremmo girare più volte, a seconda del futuro come andrà. Da “Te l’avevo detto”, a “E’ un periodo in cui sono un po’ stanco”. Ludwig, non so te, ma c’è aria di figuraccia per un anti Pioli come me. E l’ulna non serve più da un po’.
E poi stai sdoganando il contropiede come fonte di spettacolo. E’ interessante (dico veramente).

Ludwig
Ospite
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Il miglioramento con la Roma c’era stato, ma certe volte Adan, bisogna saper interpretare positivamente anche una partita sonoramente persa, se ci sono stati segnali. Quel giorno ho visto la Roma in grande difficoltà nel primo tempo, che poteva finire 3-2 per noi, un grande risultato. Nella ripresa abbiamo incassato un goal ma siamo rimasti in partita quasi fino alla fine. Il 4-2 finale non era indicativo.

Carlo Carlo
Ospite
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Sì però i programmi non si possono leggere. “Il programma è in tre anni” eccetera eccetera. E come direbbe Pizzu, tu hai la morosa su su col radio ulna in anteprima anticipazione e lei ti dice che è una fase transitiva di non so che programma pluripensionale di chissà quando. Il calcio è passione e momento. I programmi non si possono leggere, non i vostri dico, quello dei dirigenti: sono due mondi diversi, che con meno si parlano, meglio è! Pizzu, da quanto tempo non fai radio ulna? No, dai. Si passa troppo tempo a parlare di ‘ste cose.

Belvaromana57
Ospite
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Trent’anni fa si divorava il Corriere dello Sport al lunedì e per il resto della settimana era una rarità trovare un trafiletto su un quotidiano nazionale ove si fosse scritto di Fiorentina
Oggi c’è al contrario una sovraesposizione mediatica di portata tale da indurci a parlare del contratto di Badelj per due anni o a sperare che le promesse di Marcela Bello si traducano in realtà
È tutto interconnesso e tutti credono di potersi parlare attraverso la rete. Non è un regresso come tu lo fai apparire: al contrario è finita l’epoca del tifoso bue al quale era concesso al massimo di bubare in tribuna. Ora il tifoso si sente/si illude di essere protagonista delle sorti dei propri beniamini. E allora tutti i mondi si sfiorano per forza di cose, senza incrociarsi mai

Paolotto
Ospite
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Non sono un ortopedico, Adan, ma – in un’epoca di lotta alle molestie come questa – una morosa che alza il radio e l’ulna dovrebbe essere nella fase transitiva del programma di una manata.

Ludwig
Ospite
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Sono un programmatore per natura ma capisco cosa vuoi dire.

Pizzulaficu
Tifoso
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RAB ADAN mio, tu international man, nonché tuttologo del blog, sai cosa è il Rabadan, da non confondere con il Ramadam pena l’evirazione totale. Per chi facesse finta di non saperlo, ché qui sopra il più ignorante sono me, e tutti son carichi di Master, anche quelli per fare il brodino domenicale degli zero a zero. Ebbene il Rabadan lo usiamo a Torino per dire che gli è tutto un troiaio, gli è tutto un casino e per farla breve un puttanaio. Io poi per incultura, non riesco a farmi tutte le masturbazioni mentali, che leggo attentamente qui sopra di sicuro tre volte. Quindi mi chiedo tra me e me, alla prima lettura : Che cazzo scrive questo, non ho capito una minchia,infine esausto, dice cose giuste, eh sì, perché IO sono la bestia, quello che non capisce ste’ robe lì, che si fanno con il RADIO ULNA ! Poi… Leggi altro »
Carlo Carlo
Ospite
Member

Gatto del 17 e 18. Proprio il centro! Hai azzeccato il centro, caro Gatto!

Ludwig
Ospite
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Il gatto fa sempre centro, ha già vinto quattro volte al Superenalotto e due alla lotteria di capodanno.

Ilgatto
Ospite
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Sai che non ho mai messo 1 € al superenalotto/lotto/lotterie varie ?E sono un giocatore,eh…

Ilgatto
Ospite
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Solo fortuna.

Carlo Carlo
Ospite
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Interessante le discussioni sulle motivazioni avviata da Gigliato. E meno male che se ne parla! veri interesting.

Uno studio zambese diceva che occorre trovare i ruoli, psicologici e di proporzione, nella squadra. Lo studio zambese la prendeva larga, ma faceva capire che esistono proporzioni all’interno di una squadra, ruoli predefiniti. L’allenatore deve comporre il tutto, tramite strategie e opera di convincimento (magia).
Se io non ti faccio capire che tu sei una riserva, se non te ne fai una ragione, il tuo ruolo è sbagliato, come quello del co-lieder, del sotto- co -lieder, dello zampone del maiale, di tutti i ruoli. E in troppi si va male. Meglio essere in 14/15 papabili. Struttura, proporzioni e ombre. Lo Zambia non ha strutture, ma ha scritto sul calcio prima del calcio.

Lode a Gigliato!
Ma comunque non sottovalutare la fisherman.

Gigliato
Ospite
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Sempre siano lodate. Un momento magistrale.

Ludwig
Ospite
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Lo studio zambese è interessante, lo conosco. Purtroppo si concludeva con la proposta di mangiare i giocatori che non si adattassero, essendo stato elaborato in un contesto cannibalico.

Carlo Carlo
Ospite
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hahahaha

Carlo Carlo
Ospite
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Paolotto, hai estremizzato la montagna. Tu vorresti dire che i giocatori corrono indietro non perché Pioli non glielo abbia mai detto, ma perché è una nemesi un’antitesi uno spavento del passato, delle loro partite di ragazzi. Thereau non è un problema, lui cammina per il campo, ma per gli altri è un continuo film hitchcockiano, dove vedi ombre e paure inconfessabili e ti tiri verso il muro, con la musica in sottofondo. Apprezzo, Paolotto, che vuoi aiutare il nostro mister. Vedremo se riuscirà a far dei nostri giovani (ma mica tanto: non tanto quanto) dei giocatori meno preoccupati a difendersi dopo il vantaggio. Vedremo, Paolotto, se poi, come nel west, potremmo dirci in faccia un giorno: “Te l’avevo detto”, mentre l’altro però aveva già sparato. “Te l’avevo detto, Paolotto, che Pioli si difendeva”. Poi, storicamente, la caciotta è sempre stata fonte di mangiate interessanti. Siamo sempre in crisi, Paolotto, di… Leggi altro »
Ludwig
Ospite
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In sintesi Adan se schieri dieci terzini non ti puoi lamentare se poi non avanzano. Ed è un pò quello che ha fatto Pioli a Napoli, estremizzando.

Carlo Carlo
Ospite
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Da ragazzo ebbi degli allenatori, purtroppo non di calcio. Non potevo giocare a calcio perché mia madre me lo sconsigliava, per via del freddo e di non so cosa. Chiunque può capire come si viene su male in questi contorni e quanto poco cuore poi riesca a tirare su: anche per colpa tua. Ero ragazzo e non mi importava che allenatore ci fosse. Andavo dritto per la mia strada, che era il gioco. Ma credo che oggi sian più svegli di me. E’ dura, ma credo possa essere così. Quindi, il tempo di capire che l’allenatore non è niente di che, che la squadra cala. Poi quel “niente di che” varia, forse da giocatore a giocatore. Il block notes, chi dice le cose leggendole nello spogliatoio, chi non ti guarda in faccia, chi ha sempre la stessa faccia, chi è piccolo mette le mani avanti anche se può esser tuo… Leggi altro »
Ludwig
Ospite
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Anche a me fu sconsigliato di giocare a calcio Adan, con gli allenatori non ho avuto un grande rapporto, ma so per esperienza, anche per essere stato seduto in cattedra, che tipo di rapporto un ragazzo può sviluppare con un insegnante.

Carlo Carlo
Ospite
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Mi sono perso la discussione sul maschio alfa, che non so cosa sia, e sulla barba di Pioli. La barba di Pioli è normale nell’era delle folte barbe. Semmai parlare dei capelli caduti: che a lui paiono una cosa delittuosa e oscena, in quanto impresentabile. Se il maschio alfa avesse letto le altre lettere dell’alfabeto, si sarebbe rassicurato verso la natura e i suoi continui cambi di ritmo e di modulo. Più facile saponare e radere, che tagliare col rasoio. L’allenamento con la palla è più divertente. Ma dipende: se sei un corridore, ti gioca male. E non tutti, pare chiarissimo ai contatti più alti del cielo, scuro o chiaro che sia, si divertono col pallone. Una volta sì, negli anni lontanissimi. Oggi si divertono a picchiare menare menare picchiare correre pressare correre picchiare fare fallo dipingere, fare dei falli plateali. Oggi il calciatore è questo, a me pare. Gli… Leggi altro »
Ludwig
Ospite
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Guardiola come Galileo, Adan, ha messo il mondo alla rovescia, dimostrando che ci si può allenare bene al calcio anche senza fare la preparazione tipica di un maratoneta. Ancora non tutti sono convinti, ma è normale che le innovazioni abbiano bisogno di tempo per affermarsi.

dick purple
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Le squadre di Guardiola,le migliori da lui imbastite, avevano esterni forti tecnicamente è che correvano come moto.Giocatori in grado di proporsi in fase di attacco e magari anche senza ricevere il pallone creare quello spazio del quale i grandi campioni abilissimi tecnicamente se ne giovavano.Guardate,in piccolo, quanto patisce il Napoli l’assenza di Ghoulam,e pensate anche il Barca che ha affrontato la Juve l’anno scorso che sterilità aveva davanti con Mathieu senza Jordi Alba o avessero tenuto Alves… Enrique si ispira a Guardiola ma ne ha ancora da capire

Ludwig
Ospite
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Certo Dick purple, io però volevo parlare in questo caso solo dei metodi di allenamento di Pep, anch’essi molto innovativi: allenamenti con la palla, quindi molto distanti dal modello tradizionale della preparazione atletica che la Fiorentina giunse ad affidare al tecnico di Mennea, il professor Vettori. Una rivoluzione che è stata molto contestata, ma che mi pare funzionare.

Ludwig
Ospite
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Debbo dire che anche per quanto riguarda gli allenamenti Guardiola ha portato delle novità molto importanti, non sempre capite, che riguardano l’aspetto psicologico e l’allenamento. Per Guardiola l’allenamento non si deve fondare su esercizi fisici fini a se stessi. E’ invece, sempre, allenamento con la palla, dunque divertimento e sperimentazione degli schemi da usare in partita. Durante la partita stessa i giocatori stessi non debbono essere troppo tesi, si debbono divertire e rischiare le giocate più difficili e spettacolari. Si tratta di un rovesciamento copernicano rispetto a come si intendeva l’allenamento, che ha dato ottimi risultati, nonostante la diffidenza che suscitano. Si pensa che le squadre di Guardiola siano sotto allenate, ma poi stravincono i campionati. Montella seguendo metodologie simile subisce simili attacchi da parte dei tradizionalisti.

BerardoViola
Ospite
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La caratteristica principale di tutte le squadre allenate da Guardiola è che avevano rose dal mezzo miliardo in su. Con monte salari proporzionale al valore dei giocatori. Molto più facile allenare felicemente gente con la pancia piena e sviluppare la sperimentazione. Non gli sono certo mai mancati i soldi per la ricerca. Di campioni e fuoriclasse.

Ludwig
Ospite
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Le metodologie di allenamento non sono influenzate dal valore dei giocatori, e non credo francamente che sia così semplice allenare dei milionari e convicerli a dare tutto sul campo.

BerardoViola
Ospite
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Tutt’altro che facile allenare i grandi campioni, ma è quello che ha fatto, finora.
Quando al Barca ha voluto dire qualcosa a Messi e Compagni, la Proprietà gli ha detto, lascia stare, troviamo un altro.
Quando al Bayern ha detto, abbiamo vinto il campionato, gli hanno risposto, sì, ma eri venuto per vincere la coppa con le orecchie, qui l’abbiamo vinta perfino con Mario Gomez.
Ora è a un City molto migliorato da quando ci sono i soldi dello sceicco e dei lavoratori cinesi e si possono permettere il suo salario.
Vediamo quanto dura. Lì la Premier l’ha vinta anche Mancini, grazie a Balotelli. E alla sua capacità di gestirlo, appunto..

BerardoViola
Ospite
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Gigliato e Uno hanno finalmente toccato un argomento di cui si parla raramente ma che quando le cose vanno male d’improvviso se ne capisce l’importanza. L’allenatore che sceglie la formazione senza consultarsi col preparatore atletico delle condizioni fisiche di quei giocatori. Quello che sceglie il modulo senza parlare col tattico della formazione degli avversari. Quello che non si informa col DS della situazione contrattuale dei giocatori da schierare. Del loro stato d’animo, aspettative, problemi familiari. Quello che lascia fare la rosa da Mirabelli o Corvino e poi si lamenta che il progetto tecnico non era quello che voleva lui. Che ignora i risultati e il budget a disposizione e pensa che la bellezza sia una variabile indipendente da tutti questi fattori. Forse è un allenatore, ma non un manager. La media di rimanenza di un allenatore su una panchina varia dai 12 ai 24 mesi. A Firenze e per quasi… Leggi altro »
Gigliato
Ospite
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In una realtà dinamica dove cambiano giocatori continuamente è normale che cambi anche l’allenatore. Non sfuggirà però che i migliori cicli sono quelli di staff e atleti (almeno nello zoccolo duro) permangono da 3 a 5 anni e oltre. In questo gruppo si aggiungono e sottraggono elementi “secondari” o “deleteri” per aggiungerne altri funzionali (tecnicamente e/o caratterialmente e/o ben miscelati). Costruire e gestire un gruppo è frutto di alchimie senza ricetta …quella giusta nasce o non nasce. Prandelli è durato 5 anni, Montella avrebbe potuto fare altrettanto. A Pioli auguro il meglio. Parlammo della sua barba e del voler rappresentare il maschio alfa. Ecco non ne sono più così sicuro .. il suo atteggiamento è quello di una persona che mostra determinazione e comprensione al tempo stesso. Non si sovraespone ma ci mette sempre la faccia. Bastone e carota con risoluta educazione. Funge da equilibratore e questo finché funziona lo… Leggi altro »
Uno che se ne intende
Ospite
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Credo che i risultati del lavoro di Pioli, finora, si notino più sul profilo psicologico che tattico. Ha una squadra con più di una lacuna e di un livello tecnico non eccelso, ma che non molla mai e difficilmente viene messa sotto.

BerardoViola
Ospite
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L’argomento e’ immenso, non possiamo certo parlarne esaurientemente in un solo post. Vera la cosa dei giocatori che ora cambiano più spesso casacca, per gli allenatori e’ sempre stato cosi, A Firenze dal 1926 ad oggi, con l’eccezione del Periodo di Bernardini. Quando cioè era l’allenatore che sceglieva i giocatori e il DS aveva un ruolo secondario e cioè quello di eseguire i suoi ordini, dopo che l’acquisto era stato approvato dal Presidente e dal CdA. E qui veniamo a Pioli, ma potremmo anche dirlo di Sousa e Montella. Corvino non gli lascia certo scegliere i giocatori. Ogni capacità tecnica, carisma a disposizione possa avere, c’è un problema irrisolto. Chi deve decidere chi deve vestire la maglia viola e chi deve darsi da fare perché la vesta. Ora le cose sono lasciate al caso e non all’allenatore. C’è chi dice seguano anche gli interessi di qualcun altro e non pensa… Leggi altro »
Paolotto
Ospite
Member

Non so proprio chi possa arrivare a tanto.

Uno che se ne intende
Ospite
Member

Il tema dell’ allenamento della condizione psicologica spesso è sottovalutato, o concentrato sugli aspetti più pacchiani, credo perchè comunemente si fatica a considerare lo sport come una seria materia di studio interdisciplinare. Nel calcio, l’ allenatore capace di infondere grinta e motivazioni è per antonomasia quello che sbraita o gesticola in panchina, dimenticando che quello sulla psicologia del calciatore è un lavoro lontano dai riflettori, che richiede tempi lunghi di decantazione e conoscenza reciproca. In questo, il tecnico è facilitato dal supporto di una struttura che lo affianca nel training verso gli obiettivi motivazionali. Ogni riferimento alla realtà locale non è casuale.

Paolotto
Ospite
Member

Registriamo anche qualche buona notizia: pare che ad aprile Pezzella verrà riscattato, d’intesa col giocatore che sarà il perno della difesa anche in futuro.
Lui e Veretout, due ottime scelte a prezzi abbordabili (sedici milioni complessivi).

Paolotto
Ospite
Member
Adan Sostitut of Samuel Sostitut of Carlo (8.07), quando siamo in vantaggio ci abbassiamo, è vero. E’ segno di insicurezza, ma va compreso. Abbiamo giocatori giovani non ancora affermati e che si conoscono ancora poco fra di loro. Per alcuni, ritrovarsi ad essere titolari nella Fiorentina è stato un evento inimmaginabile e, da seri e volenterosi professionisti consapevoli dei propri limiti, danno più di quello che hanno per non farsi sfuggire l’occasione della vita. Quando hanno raggiunto con fatica qualcosa – un gol di vantaggio, per esempio – tutto ciò li induce alla cautela conservativa. Invece nello sport occorrerebbe battere il ferro quando è caldo. Facile da dirsi. Sono convinto che Pioli ci lavori, e lo conferma il fatto che garbatamente abbia segnalato l’errore di atteggiamento nelle interviste dopo partita. Evidentemente per lui quell’atteggiamento è un errore. Difficile che uno insegni degli errori, semmai cerca di correggerli. Sai, a volte… Leggi altro »
Gigliato
Tifoso
Member
Vi voglio parlare della condizione fisica. Lo faccio da ex atleta. La condizione fisica non è una scienza esatta. Certo, gli strumenti di programmazione permettono di migliorare il fisico sino a stabilire con una certa precisione il momento in cui tutto funzionerà per il meglio ma la condizione fisica si basa su uno storico di dati personali e perciò sulla lettura dei dati giornalieri rispetto allo storico. Alla fine si rileveranno dei valori (sanguigni, ossigenazione, forza, tempi di recupero nello sforzo, ecc) tali che sapremo con esattezza come sta il nostro fisico. Bene, trovati i migliori valori fisici si è fatta però solo metà strada l’altra metà è data dall’allenamento psicologico. Infatti l’essere in perfetta forma non basta e il risultato “sul campo” è fortemente influenzato dagli aspetti psicologici in particolare stati d’animo e concentrazione. Gli sportivi, in larga parte, riescono a conquistare stati di euforia per qualche bella giocata… Leggi altro »
Paolotto
Ospite
Member

Una spiegazione molto convincente. Se dipendesse solo dall’hardware, le differenze alla fine si assottiglierebbero. Invece per fortuna ognuno ha il suo software, e lì viene la differenza.

Gigliato
Ospite
Member

Una sintesi perfetta 🙂

Ludwig
Ospite
Member

La componente psicologica è importantissima in ogni sport, io non ho esperienza di calcio, ma nel tennis ad esempio è decisiva.

BerardoViola
Ospite
Member

Un inno all’importanza dell’allenatore nel calcio. Un capro espiatorio e poco più’.

Uno che se ne intende
Ospite
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Tema interessante. A tuo parere, vista anche la tua esperienza agonistica, quanto può essere “allenata” dall’ esterno la componente psicologica, anche oltre i limiti della personalità congenita dell’ atleta?

Ilgatto
Ospite
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Gigliato ti dirà la sua,io ti dico la mia: nella misura del 20% ad essere di manica larga.Ibra oggi è come è ma a 17 anni,quando capì che Wenger lo aveva chiamato per un “provino” girò le spalle e se ne tornò a Malmoe dicendo :”Ibra non fa provini”.Morale della favola,oggi ha reso fondamentalistico un atteggiamento esistenziale che. però aveva sin da ragazzino,se non lo avesse avuto da “piccolo” nessuno avrebbe potuto “allenarlo”in quel senso “da grande”.

Gigliato
Ospite
Member

Se mi cerchi l’unicum non vale. La personalità è determinante ma non tutti sono straripanti come Ibra … potremmo guardare altri esempi di persone timide o problematiche che però in campo si trasformavano in trascinatori.

Uno che se ne intende
Ospite
Member

Per restare al ciclismo, fuori dalle gare Coppi dicono avesse un carattere introverso se non proprio tormentato, Saronni era un timido. Curioso come abbiano condiviso rivali con personalità straripanti come Bartali e Moser.

Ilgatto
Ospite
Member

Anche questo è vero.Un ottimo esempio del tipo cui alludi tu? Nesta.Però in campo Nesta non era timido e schivo come lo era fuori dal campo neanche a 14 anni,non è diventato quello che poi era per interventi esterni,era lui diverso dentro e fuori dal campo da sempre.Tu avrai vinto gare anche senza Fisherman,io non contesto che alcuni atleti siano 2 persone diverse in azione o a riposo,passami il dire sbrigativo,ma dubito fortemente che un atleta scopra in se livelli che non possiede caratterialmente. “a comando “.Ogni botte da il vino che ha,per me.

Gigliato
Ospite
Member

Non sono rari i casi di persone che dimostrano di avere numeri fuori dal comune ogni giorno ed una volta in gara si perdono (io tra quelli). Mi dicevano che se avessi corso senza numero sulle spalle le avrei vinte tutte. Staccavo gente che poi ha fatto carriere di alto livello tra i professionisti, li ho perfino costretti a vomitare dallo sforzo …. poi però nella maggior parte dei casi nelle gare vere loro emergevano ed io restavo intruppato. Le mie stagioni migliori in gara le ho avute quando il DS (allenatore nel ciclismo) mi dimostrava fiducia incondizionata e sincero affetto. Con loro volavo .. con altri non riuscivo a combinare niente. Brutto carattere il mio per un atleta. Peccato.

Gigliato
Ospite
Member
Ai miei tempi si chiamava “convinzione”. Posso dire che in base agli allenatori cambiano molto i risultati del singolo. Succede di trovare allenatori capaci di trovare le tue chiavi e valorizzarti anche oltre le aspettative. Nel calcio oltre alla gestione/valorizzazione personale c’è quella di gruppo dove la valorizzazione del singolo non può eccedere la valorizzazione del gruppo. E qui si apre un enciclopedia. Non credo esista un mix predefinito. L’allenatore deve essere guida ma anche calarsi nei meandri dei singoli e dei rapporti tra singoli, colmare i buchi che si formano per armonizzare le “superfici” (in alternativa allontanare chi crea spigoli). La mia risposta tendenzialmente è si. Possiamo allenarci (almeno entro certi recinti come può essere la partita) a superare quelli che sono i normali limiti. La “convinzione” nei propri mezzi si può raggiungere … poi se uno ha dei difetti magari li manifesta alla cassa del ristorante o con… Leggi altro »
Uno che se ne intende
Ospite
Member

Sei stato fortunato a trovare anche bravi D.S., che al più ti hanno dato solo una Fisherman. A ben vedere, il doping è una scappatoia anche per il tecnico, perchè lo alleggerisce da quel lavoro, faticoso ed impegnativo, sulla personalità dell’ atleta che implica doti di pazienza, sensibilità, capacità di ascoltare l’ altro che non tutti hanno. Allenare è faticoso quasi quanto allenarsi, e se va bene godi del successo di un altro.

Gigliato
Ospite
Member

Ho incontrato anche persone con cui faticavo anche a condividere l’ammiraglia ….. fermiamoci qui però che siamo OT.

Ludwig
Ospite
Member

Ho battuto per anni a tennis un amico che probabilmente era più bravo di me ma non giocava con la necessaria serenità.

Ilgatto
Ospite
Member

Gare senza la mentina ne avrai vinto,giusto?

Gigliato
Ospite
Member

Si gatto, ma quella fu la prima e grazie a quella conobbi altri aspetti di me 🙂

Ilgatto
Ospite
Member

Ti dico una cosa vagamente da vecchione:la cosa veramente importante è che quando ripensi,e ti capita presumo, a quei tempi tu abbia l’ impressione di esserti divertito.Senza questo,aver vinto non avrebbe alcuna importanza,e non ha importanza che tu abbia perso se è stato bello esserci.

Gigliato
Ospite
Member

È così.

Chiarificatore
Ospite
Member

Anche se altre volte fratelli o figli di calciatori hanno trovato facilitazioni per l’esserlo, l’operazione di ingaggio del fratello di Donnarumma, per le circostanze in cui è avvenuta, per l’effettivo scarso valore dello sconosciuto interessato, la sua età, l’importo stabilito, non ha eguali nella storia del calcio,
Giusta la definizione di parassita dedicatagli dai pur ipocriti milanisti.
Una storia squallida che, ripeto, dovrebbe squalificare quell’ambiente di protetti, raccomandati, indebitati, perennemente aiutati, cialtroni nonché sbruffoni.
Ma il marcio calcio italiano rimuove anche questa.

Ludwig
Ospite
Member

Certo Chiari, ma è un benefit contrattuale non un vero ingaggio: oltre allo stipendio ti dò una macchina di lusso, una villa con piscina e pago tuo fratello. In questo senso non ci vedo nulla di male, sapevano benissimo che non avrebbe mai giocato.

Chiarificatore
Ospite
Member

..insomma, Lud, francamente mi auguro che sia una battuta di spirito questa tua, altrimenti ci sarebbe da mettersi le mani ai capelli.

Ilgatto
Ospite
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A mio parere la presenza nel calcio di Raiola basta ed avanza per metterci le mani nei capelli.O, aggiungo,il fatto che in A giochi Masiello,uno che sarebbe stato ovvio allontanare da qualunque livello di calcio professionistico.

Chiarificatore
Ospite
Member

Stai mettendo il fratello allo stesso livello dei benefits. Lo stai insultando ancora di più di chi lo chiama parassita.

Ludwig
Ospite
Member

E’ la realtà Chiari e credo che lo sapessero tutti, sempre tenendo conto che in un contratto tanto ricco si può pensare anche a clausole come questa.

Chiarificatore
Ospite
Member

Certo che lo si sapeva ma ciò non sminuisce lo scandalo. Ripeto, in quei termini una cosa mai vista. Non a caso stigmatizzata dagli stessi tifosi alla prima occasione.

Carlo Carlo
Ospite
Member

ciao

Ludwig
Ospite
Member

Spero che tu non sia un parente extraterrestre di Adani, Adan.

Carlo Carlo
Ospite
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Ragazzi sono Adan, un noto esperto di calcio. Mi ha invitato Carlo. Cerchiamo di stare calmi. Pioli, quando è in vantaggio, almeno quest’anno, si è sempre abbassato. Quindi, se dà la colpa ai giocatori, bene: si vede che sta cambiando atteggiamento. Oppure sono i giocatori che immaginano cosa devono fare, visto che orami le partite giocate quest’anno sono un certo numero e tutte identiche, partita a Napoli compresa. In Italia, e non solo qui, si è sempre pensato, forse a ragione (ma senza controprova), che difendersi, una volta conseguito il vantaggio, sia vantaggioso. Pioli ha fatto questo. Quest’anno ha subito il gol tanto temuto, e ha rischiato di subirlo diverse volte. Non so se il bilancio sia positivo: a mio parere è in bilico tra il positivo e negativo (non parlo di filosofie varie, ma solo di numeri e risultati finali). Ludwig mi pare abbia detto, ma non sono certo… Leggi altro »
Belvaromana57
Ospite
Member

Anche la Samp che pure dispone di palleggiatori migliori dei nostri in grado di indirizzare l’inerzia della gara, dopo aver segnato ha tirato i remi in barca. Oppure siamo noi che l’abbiamo compressa. Esiste anche l’atteggiamento dell’avversario

Ludwig
Ospite
Member

Come già avevo detto Belva, bisogna distinguere tra i cambi conservativi di Napoli-Fiorentina e l’atteggiamento della squadra nella partita con la Sampdoria che essendo secca non poteva finire in pareggio.

Belvaromana57
Ospite
Member

Con un impegno di tre gare nella settimana, puntare a portare a casa un punto dal San Paolo mi sembra buonsenso
Tecnico e dirigenti sono stati chiari a settembre: questa è una stagione di ripartenza per un ciclo che solitamente è triennale. Riuscire a integrare in serie A i migliori tra i nuovi arrivati e far esplodere il Cholito sarebbe già tanto. Indubbiamente qualche chicca in piu come battere una big, ci starebbe come il cacio sui maccheroni ma gli effetti deprimenti di una sconfitta col Napoli erano un rischio che non si poteva correre.
Batteremo la gobbaccia al Franchi

Ludwig
Ospite
Member

Io Adan ho registrato ogni miglioramento della squadra, al punto tale da elogiare la Fiorentina dopo una gara persa in casa 4-2. Miglior occasione per affossare un allenatore non ci sarebbe stata, invece l’ho elogiato perchè mi erano molto piaciuti i movimenti in attacco in velocità della Fiorentina, che sono spettacolari. Le prime squadre hanno rose importanti e la maggior parte pratica un gioco manovrato e corale con grandi interpreti. Noi abbiamo scelto un gioco diverso che offre momenti di grande spettacolo, però, come il goal di Babacar alla Sampdoria.

Maffe
Ospite
Member

Comunque mi sto rivedendo la partita contro la Samp perchè mi son svegliato presto. Al 10 minuto stavamo giocando col 4-3-1-2 con Saponara centrale dietro a Chiesa e Baba.

Maffe
Ospite
Member
Secondo me la Fiorentina ha molto bisogno di Saponara perchè per crescere come squadra c’è bisogno di alzare il tasso tecnico, Sbagliamo tantissimi stop e passaggi, secondo me non per disattenzione, ma a causa dei fondamentali. Per ora stiamo andando bene grazie ad un buon gioco di squadra e spirito di sacrificio ma saranno dolori quando avvertiremo un calo fisico. Badelj e Thereau sono quasi indispensabili proprio perchè hanno piedi buoni. Simeone, Chiesa e Benassi sono tre su cui non si può non puntare perchè hanno delle caratteristiche speciali (Benassi di speciale secondo me ha la visione di gioco e i 10 milioni spesi, poco più), ma di certo non quella del piede educato. Forse i piedi migliori li abbiamo in panchina (Dias, Zecchini, Eysseric, Gaspacho, Draghetto, Hagi, Babacar) ma chi per un motivo, chi per un altro non sono ancora adatti a partire da titolari e dare certezza di… Leggi altro »
Uno che se ne intende
Ospite
Member

Concordo quasi su tutto, a parte su Veretout. Per me è tra i piedi migliori della squadra anche se non sembra, visto che corre come uno Iachini e non ha ancora una visione spaziale di gioco, come ha detto anche Pioli. In carriera poi, ha sempre battuto i rigori.

Ludwig
Ospite
Member

La questione dei piedi buoni è interessante e ci pensavo Maffe. In realtà Badelj è un ottimo centrocampista, di Veretout leggo ormai ogni giorno un elogio, Benassi non è pessimo. La squadra è costruita in un certo modo: l’unico esterno vero è Federico Chiesa, Thereau non ne ha le caratteristiche e quindi si muove molto sul fronte di attacco. L’alternativa è Gil Dias, ma finora Pioli ha preferito Thereau per le note ragioni. Simeone non possiede la qualità di Rossi o Jovetic, ma ha altre frecce nel suo arco.

Fabrizio
Ospite
Member
Paolo’, non ci capiamo evidentemente. Sei, o fai credere di essere, un tifoso dell’ovvio, e dato lo spessore dei tuoi interventi questo fa allibire. L’ovvio in questione è: più spendo, più vinco. La falsità dell’equazione è autoevidente, perché questo succede, se succede, in compagini già formate cui dare qualità ulteriore. Ma le squadre, l’ossatura delle stesse, non si può comprare. Si costruisce dal vivaio e dal lavoro, dal senso di appartenenza cui poi aggiungere la qualità che manca. Da giocatori molto spesso silenziosi che non guadagnano le copertine, ma sono determinanti. Quante Champion’s ha vinto il PSG? Detto questo, l’altro assioma secondo cui un giocatore più pagato e costoso renda di più (sottolineo renda) è una cantonata colossale che va contro le leggi oserei dire naturali. Chi si adatta e si sbatte sopravvive, migliora, si evolve. Chi è già arrivato, chi è maturo, cade dagli alberi. Secondo te, si impegna… Leggi altro »
Paolotto
Ospite
Member

Non dubito che Saponara sia un buon giocatore, magari niente di eccezionale. Quello che mi preoccupa è che quasi un anno fa uscì di squadra a Empoli per problemi fisici; subito dopo è venuto a Firenze e a dicembre 2017 quei problemi non mostra ancora di averli interamente superati. In un anno ha giocato i minuti che ha ricordato qui sotto Massimodipap (meno di una partita intera).
Nel frattempo, l’Empoli, a lume di naso, dovrebbe aver conseguito il vantaggio di aver risparmiato l’ingaggio di un anno che avrebbe dovuto pagare per un giocatore sotto contratto sostanzialmente indisponibile.
Immagino che gli accordi per il suo prestito siano più cautelativi per la Fiorentina di quanto non risulti dalle notizie che leggemmo.

Ludwig
Ospite
Member

Il caso Borja agita gli animi. Intanto il prezzo di cessione è stato influenzato dall’età. Borja è infatti del 1985 e va per i 33 anni. L’impressione è che poi il cambio di piazza gli abbia fatto bene, lavorando con Spalletti, in un contesto nuovo e molto competitivo, appare rigenerato. Quel che Borja sostiene è che da un bel pò di tempo Corvino gli aveva fatto capire che doveva andare via, a causa di un ingaggio troppo alto.

Paolotto
Ospite
Member

Il contratto di Borja Valero non prevedeva la clausola rescissoria. La trattativa sul prezzo era quindi libera.
Anche ammesso che Borja Valero avesse preteso di essere ceduto all’Inter (io non lo credo) e che la Fiorentina, invece, avesse avuto in animo di tenerlo ancora fino al termine del contratto (io non lo credo), essendosi trovata la Fiorentina stessa a doverlo cedere suo malgrado, avrebbe almeno potuto trattare meglio il prezzo.
C’era il rischio di perderlo a parametro zero l’anno dopo? Ma un Borja trentatreenne che fosse dovuto restare a Firenze, avrebbe potuto avere qualche timore sul permanere dell’interesse dell’Inter un anno dopo. Se avesse voluto andar via a tutti i costi, avrebbe convinto l’Inter a spendere qualche spicciolo in più.
Credo che la Fiorentina, dal 2016, non vedesse l’ora di liberarsi dell’ingaggio di Borja. E che male c’era a dirlo?

Ludwig
Ospite
Member

Alla fine mi pare che siano rimasti tutti contenti, la Fiorentina si è liberata di un ingaggio oneroso ed il giocatore a Milano gioca meglio. Il prezzo di vendita è stato basso, ma Borja non è un bambino e in teoria non avrebbe potuto garantire più di un paio di stagioni a certi livelli. Se poi riesce a farne di più sono contento per lui.

Paolotto
Ospite
Member

Proprio perché alla fine la cosa aveva aspetti positivi per tutti, non ho capito la necessità di tutta quella sceneggiata sul “deve dire che lo vuole lui”.

Bastava una conferenza stampa congiunta.
Corvino: “Non rientra nella politica della società prolungare ulteriormente il contratto che scade l’anno prossimo, e per di più molto oneroso, di un giocatore che oggi è già trentatreenne”.
Borja Valero: “Il mio desiderio sarebbe stato quello di chiudere la carriera nella Fiorentina, ma desidero scegliere io quando smettere. Vorrei giocare ancora qualche anno. L’Inter mi ha offerto questa possibilità, la Fiorentina no, e per questo vado, ringraziando.”

Chi avrebbe avuto qualcosa da obiettare?

Pizzulaficu
Tifoso
Member

Però anche il Draghetto merita un biscottino. Ho visto male o il boccia i rilanci li fa più precisi e meglio di Sportiello ?

Ludwig
Ospite
Member

La differenza tra lui e Sportiello è che il Draghetto è nostro.

MassimodiPaP
Ospite
Member

Spezzo una lancia in favore di Saponara: non si può pretendere che sia in forma un giocatore che da maggio a ieri aveva giocato 79 minuti di partite ufficiali.
Ed è noto che io non sono un estimatore dell’articolo.

Ludwig
Ospite
Member

Ma certo Massimo! Ovviamente ha bisogno di altro tempo. E con questo non voglio dire che si rivelerà un campione assoluto, ma questo tempo gli va dato.

Ludwig
Ospite
Member

Talvolta i giocatori restano legati al modo di giocare della loro epoca. Così Graziani è affezionato alle due punte perchè ha giocato in un periodo in cui le due punte erano la normalità. E Flachi chiede che la Fiorentina schieri un fantasista perchè lui era un eccellente fantasista. Queste richieste non tengono conto di certi cambiamenti storici, in virtù dei quali lo schema tattico con due punte ed un trequartista non esiste più. E certo non si può definire Veretout un giocatore chiamato a colmare un deficit di fantasia della Fiorentina.

Uno che se ne intende
Ospite
Member

Saponara ha il passaggio filtrante come Foreman aveva il pugno da Ko: è nel loro DNA, non lo perderanno mai, neanche a 50 anni. Però non è Rivera e dopo un anno non è ancora in condizioni fisiche per reggere i ritmi di una partita a tratti semibalneare. Purtroppo da quelle parti occorre continuità, al limite anche in quella mediocrità che ti nega l’ imbucata illuminante ma ti rende sempre pronto all’ appoggio o al raddoppio. Se non migliora, per prezzo e qualità nevralgica del ruolo rischia di passare per uno dei peggiori bidoni dell’ era Corvino, roba che per una società che sta attenta anche al centomila di aumento di ingaggio dovrebbe far traballare la poltrona. Non vorrei dire, ma con il 25% di quei soldi il comparto amministrativo ci si poteva comprare penne e gomme da cancellare per una vita.

Pizzulaficu
Tifoso
Member

UNO sarà mica perché si è fatto tante infiltrazioni ?

Uno che se ne intende
Ospite
Member

Boh. Di certo in queste condizioni non può giocare titolare in serie A. Peccato perchè mi pare un buon figliolo e di uno con le sue qualità ne avremmo bisogno come il pane. Comunque di casi umani ne abbiamo diversi, un altro è Cristoforo.

Pizzulaficu
Tifoso
Member

Si vede che stasera non hai voglia di scherzare. Leggi più attentamente. Ciao !!

Uno che se ne intende
Ospite
Member

Non metterti a fare il subdolo pure tu.

Pizzulaficu
Ospite
Member

Sub dolo sì perché sono indagato, subdolo nel senso di ingannevole forse, ma non di ipocrita ed infido dai, . Se parli di passaggi filtranti, io li ricollego a tutte le infiltrazioni che si è dovuto fare. E’ cretina ma oggi sono poco ispirato

MassimodiPaP
Ospite
Member

Noi più che di bravi figlioli avremmo bisogno di un Luis Suárez

Ludwig
Ospite
Member

La condizione fisica è il punto centrale. Credo che neppure il giocatore possa fare previsioni certe. Chiaro che spera di recuperare pienamente. Non ci dovesse riuscire sarà stato sicuramente un flop. In caso contrario suggerisco di attendere controprove.

BerardoViola
Ospite
Member

Pensare di andare a Napoli per dominare la partita non mi era passata per la testa, lo devo ammettere. Come non mi era passato per la testa il pensiero di giocare in maniera anarchica a un certo punto del secondo tempo.
Per fortuna non alleno io la Fiorentina.

Paolotto
Ospite
Member
Nemmeno a me era passata per la testa l’idea di andare a Napoli a dominare, Berardo. Ludwig, sulla partita di Napoli, fa un discorso tattico legato a come pareva mettersi quella partita, con la possibilità di un’opportunità insperata. E’ un’opinione della cui applicazione avrei visto soprattutto il pericolo, ma che trovo ragionevole e che non ho difficoltà a comprendere. In questo caso, però, si parla solo di come si poteva affrontare una certa partita. Non è questo il punto che volevo toccare. Per tutta l’estate siamo stati assordati dal clamore di chi voleva vendere, vendere, vendere; realizzare, realizzare, realizzare; plusvalere, plusvalere, plusvalere. Come un tempo si aspettavano a gloria gli acquisti, la scorsa estate si aspettavano a gloria le cessioni. Una continua litania contro le idee di grandezza a sostegno di una proprietà visibilmente disimpegnante, a favore di un basso profilo, senza nostalgie per certe irrecuperabili glorie del nostro passato:… Leggi altro »
BerardoViola
Ospite
Member
Mi riesce sempre difficile analizzare una partita prescindendo da cosa le sta intorno. La situazione aziendale, il contesto tecnico, l’intesa tra i dirigenti, il rapporto con la città, le istituzioni, i tifosi. Poi la rosa, sempre composta da giovani e meno giovani, campioni e onesti professionisti. Da gente pagata bene e gente che si crede di non guadagnare abbastanza, da chi non e’ al meglio della condizione e da chi e’ infortunato. Da chi non gioca nella posizione giusta e da chi non lo farà mai, dovunque lo si metta. Quattordici nazionalità su una rosa di ventisette giocatori, otto italiani, tredici europei, cinque sudamericani, un africano, da motivare continuamente e mettere in campo sempre con la giusta concentrazione e agonismo. Metterli in condizione di cambiare assetti tattici a gara in corso. Il tutto senza nemmeno considerare le problematiche create dalla squadra avversaria, dall’arbitro e ora anche dalla VAR. Ecco, in… Leggi altro »
Ludwig
Ospite
Member

Io lo ripeto non sono insoddisfatto, anche perchè certe premesse le ho gettate già durante l’estate (e i post stanno a confermarlo): accettazione dell’A2, consapevolezza della qualità inferiore della squadra rispetto agli anni precedenti e non ultimo accettazione di un modo di giocare che non è il mio preferito ma che nella nostra fascia di merito è forse l’unico possibile o comunque il più praticato. Per fare un gioco spettacolare e corale ci vogliono altri interpreti.

Paolotto
Ospite
Member

Ecco, vedi, siamo proprio d’accordo. Io sono insoddisfatto della squadra che è stata costruita ma – data questa e proprio per questo motivo – non sono insoddisfatto di come si comporta.

Ludwig
Ospite
Member

E’ la stessa cosa che ho detto io! Ovviamente neanch’io ho esultato leggendo certi nomi in estate, ma si trattava di un passaggio previsto e l’ho accettato.

Paolotto
Ospite
Member

Resta però una piccolissima differenza: io quel passaggio non l’ho accettato, l’ho subito.

Ludwig
Ospite
Member

Pur non avendolo accettato subito mi pare che tu lo stia accettando adesso.

Ludwig
Ospite
Member

Non è un modo di giocare anarchico ma il normale modo di giocare che si utilizza in un frangente simile. Si lascia l’iniziativa alla squadra di casa, che vuole vincere, ma nello stesso tempo si tenta di ripartire per provare a vincere o comunque per tenere la palla distante dalla propria area.

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